Si accese in me l'insana voglia
di sporcarmi di fango, di campi,
di parole presi la mira,
e che alfabeto!
« Dio o Stalin? »
« Dio naturalmente » sentì dire
a chi chiedevo: « Bertolucci? ».
Ma il vecchio al bar tossiva
e si sarebbe incazzato,
avevo però alzato il pugno
ed ero pronto a gridare: « Stalin! »
ad un fucile puntato alla tempia.
Ed io sarei salito su un cancello
per urlare all’amore mio:
« sei nel mio film!
Sono un regista anch’io ».
Non volevo spaventare nessuno,
non denunciate le mie passioni,
ho davanti a me una promettente carriera
fidatevi attori, fidatevi!
Non so dirvi se ero io Bertolucci
o se lo sentissi come un padre,
come un motivo che bisogna avere
una volta nella vita per illudersi.
3.Sarah e Sofia
L’indomani Francesca sarebbe stata dimessa dall’ospedale. Era dispiaciuta di lasciare Menato, si era invaghita di lui, ma il suo moroso la veniva a trovare tutti i giorni e il nostro degente non poteva sapere che lei non lo amasse più.
Non si può dire che non la trovasse molto sensuale, una sera stavano guardando la televisione con Serena e all’improvviso avevano preferito trascorrere la serata proponendo dei giochi molto eccitanti. Serena si sarebbe strusciata sul corpo di Menato e Francesca, per non essere da meno, gli avrebbe mostrato il suo seno, invitandolo a tirar fuori dalle mutande il membro. Menato per pudore rifiutò.
Per lui esisteva solo Alida, viveva nel suo ricordo e nella speranza di rivederla. Soffrì però dell’addio di Francesca che gli regalò una scatola di cioccolatini.
« Mi raccomando conserva la scatola, e dividi i cioccolatini con i tuoi prossimi amici » così dicendo lo abbracciò.
Nel frattempo Mara arrivò in camera sua.
« Che cos’è davvero importante nella vita? » gli chiese
La domanda l’aveva colto impreparato.
Sentì dire da un infermiere scocciato da quella richiesta: « Scopare! »
Serena e Francesca non c’erano più, così come altri degenti con i quali aveva stretto buoni rapporti. Solo Mara era rimasta insieme a lui, in quel reparto dell’undicesimo piano, e per quanto fosse collocato in alto, nonostante le persone che sembravano puntini viste dalle finestre, Menato avrebbe capito presto che quel microcosmo di follia non era niente che assomigliasse al cielo.
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