Nella stanza accanto due ragazze erano distese nel loro letto a studiare
.
Si accorsero della sua presenza e subito la ragazza bionda e magrissima si avvicinò a Menato.
« Perché mi sposti i Cd? »
« Non si mettono in questa posizione, si rovinano »
« E a me piace tenerli così! »
« Va bene. Le mie erano buone intenzioni »
« Lo so, però non toccarmeli più »
« Che cosa ascolti? »
« Whitney Houston. Conosci? »
« Di nome »
« Comunque io sono Sarah »
« Io sono Menato »
« Lei invece è Sofia »
« Ciao Sofia »
Sofia rispose al saluto.
Menato vide vicino al suo letto una sedia presa dal locale dove si consumavano i pasti.
« Non si possono prendere le sedie. Ti sgridano.»
« Lo so ma io sono un’anarchica» disse Sofia
« Che cosa stai studiando? »
« Letteratura. Marino, l’avete già fatto? »
« Siamo fermi a Petrarca »
« Bello! Però la mia poetessa preferita resta Emily Dickinson. Ti piace la letteratura inglese? »
« Sì, ho letto Coleridge, Keats, Shelley, Whitman, Donne e Byron, però di Emily Dichinson niente. Ma non hai il Luperini? Tutti studiano sul suo manuale »
« Guarda che il Pazzaglia è molto diffuso nei licei »
« Posso sfogliarlo? »
« Fai pure »
Passava tutto il tempo della giornata con loro a parlare di letteratura, musica, cinema. Sarah gli insegnava spagnolo e cercava di sostenere con lei delle conversazioni in inglese e in tedesco ma senza risultati soddisfacenti.
Menato raccontava del suo incontro con Bertolucci, e chiese alle due nuove amiche di far parte del cast del suo film. Aveva in mente una trasposizione cinematografica del nuovo testamento,sarebbe stata una versione profana, dove avrebbero trovato spazio bestemmie ed erotismo senza che venisse meno la sacralità dell’opera.
Nel pomeriggio Menato avrebbe conosciuto la madre di Sofia, era una insegnante di letteratura inglese molto gentile che gli avrebbe regalato le liriche d’amore di John Donne.Sofia era intenta a leggere quello che suo padre le aveva scritto. Era un uomo mite che le stava sempre accanto quando lei leggeva le sue lettere, come se volesse osservare la reazione di Sofia per ogni frase che aveva composto.
Più tardi arrivarono i genitori di Sarah. Appena li vede, corse verso di loro abbracciandoli con il calore che solo una figlia può dare.
« Portatemi via da qui »
Le sorrisero e continuarono ad abbracciarsi.
« Lo sai papà che ho conosciuto un ragazzo che prima mi spostava i Cd e poi siamo diventati amici? Scrive poesie, è bravissimo, è tutto strano ma mi sono già affezionata a lui. Conosce tutti i cantautori, i film e i libri. Parla sempre di questo Bertolucci, che girano un film insieme e dice di essere comunista »
Insieme al padre giocavano a indovinelli calcistici.
« Questa è facile. Quale squadra ha vinto il campionato della stagione 1969/70 e chi era il suo capocannoniere? » domandava per esempio il padre
« Il Cagliari e il capocannoniere di quell’anno era Riva » rispondeva Sarah sorprendendo Menato
« Tocca a me, puoi rispondere anche tu Menato se la sai! Allora, quante reti ha segnato Nordahl nel campionato del 1952/53? »
« Nordahl in quell’anno ha vinto la classifica dei capocannonieri e ha segnato…aspetta, 23 reti l’anno dopo ma in quel campionato…27! »
« Sbagliato! 26! Ti confondi con il 1955/56. Tocca ancora a me. Dunque, una facile così può indovinare anche Menato. Ci sono, quanti scudetti ha vinto la Pro Vercelli? »
« La so, quattro! » rispose il padre
« Dovevi lasciare rispondere Menato, uffa! »
Nel frattempo Sofia ascoltava sul suo lettore Cd un album che gli aveva prestato Menato.
Menato disquisiva spesso con il padre di Sofia riguardo ai cantautori.
Il padre di Mara era un musicista e si definiva un “diseducato musicale” perché la parola “cantautore” non gli piaceva.
Anche il padre di Sofia era un appassionato di musica e sosteneva che in una canzone la musica fosse decisamente più importante del testo. Menato però non era d’accordo.
« Battisti senza Mogol non sarebbe stato nessuno » incominciava Menato
« Anche Mogol senza Battisti » ribatteva il padre
« Però Mogol era già affermato quando Battisti non aveva ancora scritto Per una lira »
« Sì, ma il suo periodo di splendore è stato insieme a Battisti »
Sapevano continuare anche per mezz’ora. Per fortuna Sarah li interrompeva e invitava i due a parlare d’altro.
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