Domenica è sempre domenica

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Capisaldi della domenica italiana un tempo erano la chiesa, il pranzo e il calcio.Oggi a messa si va meno, l’amore per il calcio è sempre invariato, ma la domenica non è più sacra perché si gioca sempre. Restano alte le quotazioni del pranzo della domenica.

La scorsa settimana il pranzo della domenica è stato disturbato dal calcio, come accadeva un tempo, sull’asse Roma – Napoli. Alle 12.30 gli Azzurri hanno giocato a Parma ed hanno costretto ad orari particolari i propri tifosi che, hanno spiluccato prima del match, mangiato durante o dopo l’incontro. Alla fine hanno festeggiato il successo. Perché i partenopei hanno conquistato nel finale. A Roma il pranzo è stato agitato perché alle 15 c’era il derby. Nessun romanista e nessun laziale ha mangiato a cuor leggero. Al 6’ Stekelenburg viene espulso per fallo da ultimo uomo. Il rigore trasformato da Ledesma porta in vantaggio i biancocelesti, che subiscono la veemente reazione giallorossa. Borini pareggia. Nella ripresa Mauri decide il derby per la Lazio, che dopo quattordici anni ha vinto entrambi i derby.

La domenica non è consacrata solo al calcio giocato. Il riferimento non è per le tante trasmissioni che fanno da contorno al campionato, perché di domenica il mondo del calcio ha vissuto tante tempeste. Alla fine delle partite, in una domenica dell’80 i calciatori coinvolti nel primo Calcioscommesse furono arrestati. In una domenica di aprile del 2006, un giocatore del Siena, Stefano Argilli, in un’intervista, dà il via a Calciopoli. Oggi sulle pagine di ‘Repubblica’ Ilieski, detto ‘lo zingaro’, ha parlato della vicenda scommesse. Ha parlato di sei squadre affidabili (Sampdoria, Chievo, Bari, Lecce, Siena e Cagliari) con cui ha fatto tanti soldi, e di Giuseppe Sculli, che avrebbe combinato Lazio – Genoa del maggio 2011.

Sculli era in campo oggi a Marassi dove, forse, si è deciso il destino del Campionato. La Juventus, senza tre difensori, ha schierato Vidal al fianco di Caceres, doveva vincere per non perdere contatto con il Milan, che affrontava in casa il Lecce. Palacio dopo una trentina di secondi è pericoloso. La difesa bianconera sembra subito traballare. Invece, la squadra di Conte (oggi squalificato) gioca come non faceva da un paio di settimane. Vucinic è ispirato. Giaccherini fallisce una buona occasione. Matri viene steso da Carvalho, il rigore ci poteva stare. Dopo i primi venti minuti, i Grifoni non concedono più spazi. Nella ripresa la Juve schiaccia il piede sull’acceleratore. Vucinic con un bel colpo di testa colpisce la traversa. Da due passi, Pepe colpisce il palo. L’esterno romano della Juventus segna, ma l’arbitro annulla. Il gol era buono. La Juve colpisce un altro palo. Entra anche Del Piero. Il risultato non cambia. Finisce 0-0, il Milan vince 2-0 ed allunga sui bianconeri, che ora hanno quattro punti di ritardo.