Da Nadal a Harry Potter
Tutti presenti, anche la domenica, a risultato già acquisito: la famiglia reale, le vecchie glorie, più di 16000 spettatori fra cui tanti bambini..
Il Palau Sant Jordi di Barcellona ha aspettato la fine dei singolari con cui, in due set, Nadal e Ferrer hanno regolato rispettivamente Hayek e Dlouhy, per vivere il momento conclusivo della stagione 2009 di tennis: sulle note di We are the champions la grande insalatiera sollevata al cielo dai friends, Albert Costa e la squadra spagnola di Davis.
In realtà la fiesta era cominciata sabato, dopo i lunghi secondi dell’abbraccio fra Lopez e Verdasco, chiuso il match point di quell’incontro di doppio che alla vigilia sembrava il punto più difficile da conquistare. Come in Argentina, decisivi sono ancora loro, Feliciano e Fernando, che la tv spagnola nel 2008 aveva collegato al telefono (e in video per i telespettatori) con Nadal da Manacor dove l’allora numero uno del mondo si era rifugiato, sfinito dal suo anno migliore. In diretta promisero di ritrovarsi a difendere insieme il titolo nel dicembre 2009 .
Sembra la conclusione di una bella fiaba, allora, questa Spagna - Repubblica ceca, con tanta amicizia. e un pizzico di magia. L’amicizia è quella di una squadra che fa gruppo anche fuori dal campo, si motiva, si diverte, si "carica"; una squadra che non ha capitani carismatici come Forget o Tarpishev, e che è passata con molta tranquillità dalla gestione di Sanchez a quella di Albert Costa.
Una Spagna ben diversa da quella degli anni ’90, in cui giocatori come Bruguera, Berasategui,, Mantilla, Corretja, privilegiavano la carriera individuale per cui la loro nazione perdeva spesso al primo turno o retrocedeva nel secondo gruppo. La magia è, forse, nella terra di Barcellona, l’ultimo torneo in cui Ferrer arrivò in finale, proprio contro Nadal, prima di una deludente annata, e il penultimo che vinse Rafa, quando ancora in primavera sembrava avviarsi tranquillamente al suo quinto titolo a Parigi..
Eppure, come avevo scritto alla vigilia del week end di Davis, il Nadal di Londra, dimesso nel gioco e nell’atteggiamento, l’ombra del campione che aveva dominato i primi mesi del 2009, destava molte perplessità, e chi lo ama temeva di vederlo soccombere sotto le accelerazioni di Berdych.o gli attacchi in controtempo di Stepanek. Non è stato così, o almeno, lo sembrava venerdì nei primi venti minuti, ma poi, complice la superficie preferita, l’orgoglio, l’incitamento dei compagni, e soprattutto lo spegnersi dell’avversario dopo il primo set, Rafa ha fugato le paure dando il primo punto alla squadra..
A me, però, più di una fiaba, il suo ritorno alla vittoria ricorda ciò che ho provato leggendo l’ultimo romanzo su Harry Potter, I doni della morte. Non so se altri lettori abbiano condiviso la mia sensazione che
Questo Nadal che dopo aver perso il suo regno di Parigi, tornato a casa a curarsi, si aggirava nei tornei d’agosto e d’autunno senza mai battere un top ten, corto nelle traiettorie, con colpi più piatti, evocava il maghetto che era vissuto nascosto a lenire il dolore, e ancora incerto, senza la sua bacchetta, quasi impotente davanti a creature che prima riusciva a sconfiggere, cercava il riscatto.. Rivedremo ancora Nadal com’era pochi mesi fa, prima della “ferita “ di Parigi, ci si chiedeva? Ma è ancora vivo Harry Potter? È veramente lui? Potrà ancora difendersi senza la sua bacchetta? Troverà nuove armi, o saranno le arti antiche ad aiutarlo?Ha modificato il suo gioco, Rafa, per l’infortunio cronico alle ginocchia, ha alleggerito il fisico, ha perso potenza, o deve solo lavorare tanto per tornare il guerriero di un tempo?
Grazie all’antico patto con gli amici di sempre Harry non smarrirà la strada del ritorno, i compagni lo aiuteranno nell’ultima impresa e a sconfiggere il Male.
Dopo la prematura uscita di scena dalle finali di Londra confesso che ero impreparata ad un lieto fine anche per Nadal e invece, l’atmosfera di squadra, l’amicizia, la terra, gli hanno restituito almeno per un giorno il suo gioco, la gioia, la vittoria, un trofeo. importante.
Tranquilli, da oggi le storie di Harry e di Rafa si dividono: il primo ha deposto la sua bacchetta, si è sposato ed è diventato padre. Rafa ha deciso di non lasciare la racchetta neppure per Natale, ma continuare ad allenarsi per gli impegni di gennaio..
E noi, che non siamo maghi né campioni di tennis, ci rassereniamo se qualcuno ci ricorda che alla fine del tunnel ci sia la luce..
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