Erano anni che la stagione della Formula 1 non si chiudeva con una gara inutile. Ad Abu Dhabi niente in palio, ma forse è stato meglio così.
Perché per la prima gara negli Emirati (dove non è mancato lo sfarzo, spesso eccessivo) i piloti, ma anche tutti quelli che vivono in questo mondo hanno vissuto un week-end diverso senza il solito stress, senza l’assillo del risultato da raggiungere ad ogni costo. Hanno vissuto l’ultimo week-end di lavoro come fosse l’ultimo giorno di scuola, dove c’è gioia, enorme tranquillità, ma anche un pizzico di rammarico perché per un po’ non si rivedono gli amici di sempre ed alla lunga forse mancherà anche quella ritualità, che d’incanto viene cancellata.
Ad Abu Dhabi il clima era festoso, non mancava nessuno.
Hamilton con un giro favoloso si prende la pole, ma in gara dopo nemmeno venti giri è costretto al ritiro.
L’inglese, che era al comando, lascia via libera a Vettel, che in scioltezza vince la quarta gara del 2009, davanti al suo compagno Webber. Festeggia
Negli Emirati
Rubens Barrichello era da tutti considerato un pilota bollito, cotto, finito. Gli sfottò per il brasiliano erano abituali. Nel 2007 non aveva ottenuto nemmeno un punto! L’anno scorso un incredibile podio, sotto la pioggia, a Silverstone aveva portato di nuovo il sole in casa Barrichello.
Ross Brawn, dopo aver confermato Button, gli ha proposto un contratto molto particolare e gli dice: “Per te c’è un contratto di un anno, ma non ci sono soldi, guadagni solo se fai punti, in più ti paghiamo le spese, stop”. Lui accetta.
Button vince sei delle prime sette gare, Rubens arriva secondo in Australia, in Spagna (dove Brawn lo frega con una strategia fatta apposta per far vincere il suo compagno) ed a Montecarlo. I soliti soloni dicono: “Povero Rubens era il numero due di Schumacher ora è il vice di Button, è sempre lì, ma vince sempre l’altro”. Dopo Istanbul Button cala, forse troppo sicuro di sè. Barrichello, invece, cresce. Diventa improvvisamente il leader del team. Il brasiliano mette sotto il suo compagno in diverse occasioni e tiene a galla
Al Nurburgring il brasiliano parte a razzo, vuole vincere, ma anche in questa occasione lo stratega Brawn sbaglia e chiude addirittura sesto, la rabbia è forte.
A Valencia il suo compagno è dato per disperso, lui vuole vincere, ma davanti c’è un Hamilton stellare, che si trova a meraviglia nei circuiti cittadini. A metà gara l’inglese viene chiamato improvvisamente ai box, lì trova solo tre gomme! La sosta è lunghissima, Barrichello capisce che è arrivato il momento.
E’ arrivato il momento che sta aspettando da cinque anni e comincia a volare, anche sul ponte di Calatrava.
Hamilton si avvicina, ma arriva secondo dietro Barrichello che dopo 5 anni assapora il dolce sapore della vittoria (Shanghai ’04 – Valencia ’09). A fine gara c’è gioia per il successo del brasiliano, anche Hamilton è contento: “sono cose che capitano nelle corse, ha vinto Rubens va bene così lo meritava”. Ed a Monza Rubens vince ancora!
Rubens quello cotto, finito, andato, bollito, quello da pensionare, quello con il contratto a punti è riuscito a vincere a dopo cinque anni, a trentasette anni suonati, e per un paio di settimane ha coltivato il sogno mondiale.
Il 21 novembre 2008 Mark Webber mentre partecipava ad una gara di beneficenza è stato travolto da un’auto, uno scherzo del destino per un pilota. Le prime notizie facevano temere la fine della sua carriera. La verità era un’altra, ma comunque dura, frattura scomposta della gamba destra. Lui teme di non correre a Melbourne, prima gara della stagione e soprattutto gara di casa. Il recupero è velocissimo. L’australiano si trova una Red Bull molto competitiva, ma con compagno fortissimo (Sebastian Vettel), pare destinato a fare il “Barrichello”!
Sotto la pioggia di Shanghai Vettel dà il primo successo della sua giovane storia alla Red Bull, Webber è secondo. L’australiano, leader del sindacato piloti, legato sentimentalmente ad una donna di una quindicina d’anni più grande, è in forma. Arriva secondo ad Istanbul e Silverstone, terzo in Spagna e quinto a Montecarlo.
Al Nurburgring tutti aspettano Vettel, il baby Schumi, punta al titolo,
La pole, la prima (e unica) della sua carriera è di Webber!
In partenza Webber si fa prendere la mano e stringe verso il muro Barrichello (ancora lui!). Drive through!
Strategia sballata, di conseguenza successo a rischio. Invece, l’australiano si mette a correre come fosse il suo amico Schumacher e vince per la prima volta in carriera dopo 130 Gran Premi!
130 gare ed otto anni di attesa per il primo successo un eternità per Webber, che in Brasile ha vinto per la seconda volta.
Anche Giancarlo Fisichella ha coronato un sogno. Due anni fa deluse con
In Belgio, forse gasato dal sogno della vita, Fisico con
Per
“Ha poca benzina, non regge se prende quattro o cinque punti è già un risultato favoloso” questo il commento standard degli esperti, ed infatti al secondo giro Raikkonen, partito sesto, lo passa e si prende la prima posizione. Fisichella, però, resta incollato a Kimi per tutta la gara. Fisichella arriva secondo e torna sul podio dopo due anni! Badoer, intanto, si perde nei meandri di Spa, ed è sempre ultimo.
L’esordio, addirittura, a Monza, dove da vent’anni aspettavano di vedere un italiano sulla Rossa. Le sue cinque gare da pilota Ferrari non sono memorabili, ma Fisico la sua favola l’ha vissuta.
E tra una gara e l’altra Fisichella, dopo quindici anni di convivenza (e due bimbi già grandi) ha deciso pure di sposarsi. In un mese la sua vita è cambiata. Nel 2010 sarà collaudatore della Ferrari, come previsto, perché si sa quando si entra nella grande famiglia Ferrari, anche quando non si è più nel fiore degli anni, non se ne esce più.
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