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Calcio: Barcellona forza 6!

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Spesso si dice che la storia si ripete.

Questo vale nella storia, quella, vera, e vale anche nella storia dello sport sia per gli atleti che per le squadre. Nel 2005 il Liverpool, dopo aver vinto un’incredibile finale con il Milan ad Istanbul, andò a Tokyo per giocarsi, da super favorito, l’Intercontinentale con il San Paolo. Nei giorni che precedettero quella finale sia in Spagna che in Inghilterra si parlava di un papà “famoso”, quello di Pepe Reina, portiere del Liverpool. Si parlava di Miguel Reina, anche lui portiere, anzi il miglior portiere andaluso di sempre, giocò e vinse la finale di Coppa Intercontinentale nel ’74, quando difendeva la porta dell’Atletico Madrid. Miguel e Pepe furono accomunati anche dal fatto di giocarsi un trofeo importante, senza aver vinto l’anno precedente la Coppa dei Campioni. Miguel la finale la perse, Pepe Reina, invece, giocava con il Villarreal. Quella finale fu stregata per il Liverpool che perse sorprendentemente per 1 – 0, la storia dei Reina non è proseguita; almeno nell’Intercontinentale, perché poi Pepe Reina, come il padre, la finale di Champions l’ha giocata e l’ha persa.

La Coppa Intercontinentale ha cambiato nome, che ora è Mondiale per Club, da quest’anno ha lasciato il Giappone per Abu Dhabi ed ha cambiato formula, adesso si gioca in sei. Ma Messicani, giapponesi o coreani, i soliti neozelandesi partecipano ma, sono solo comprimari, la finale è sempre tra la vincitrice della Champions League e della Copa Libertadores.

Il Barcellona di Pep Guardiola si è presentato negli Emirati largamente favorito, solo la storia era contro ai blaugrana, perché loro avevano perse entrambe le finali giocate (nel ’92 con il San Paolo e nel 2006 contro l’Internacional di Porto Alegre).
Dopo aver vinto la semifinale contro i messicani dell’Atlante per 3 a 1, c’era solo un ostacolo da superare l’Estudiantes di Juan Sebastian Veron, che sta vivendo una seconda giovinezza in Argentina, tanto da meritare la convocazione del suo grande amico Maradona in nazionale. Veron, oltre ad essere il leader della squadra, è soprattutto il totem dell’Estudiantes, perché il padre, Juan Ramon, era il leader dell’Estudiantes, che vinse la Coppa Intercontinentale nel 1968, sconfiggendo il Manchester United, di Sir Bobby Charlton.

Pronostico tutto per il Barcellona, ma contro gli argentini, che si difendono con un catenaccio vecchio stampo, non è mai facile.

Il Barcellona traccheggia, poi all’improvviso il gol dell’Estudiantes, segna Boselli al 37’. Il primo tempo finisce 1 – 0! Pep Guardiola, che da giocatore perse la finale del 1992, ma che da allenatore in un anno e mezzo, ha vinto già tutto, negli spogliatoi prova a dare la scossa, ma il primo quarto d’ora della ripresa è simile alla prima frazione.

Poi Pep Guardiola mette dentro Pedro, l’amuleto del Barcellona. Messi, Ibra, Henry e Pedro sbattono contro la muraglia degli argentini, che fanno le barricate, come nel calcio di quarant’anni fa, quello di papà Veron.
Zlatan Ibrahimovic, l’acquisto più costoso di sempre del Barcellona, spreca a cinque minuti dalla fine un’occasione clamorosa.
La maledizione dell’Intercontinentale sembra abbattersi per la terza volta sul Barcellona che quasi alla fine, al minuto 87, riesce a pareggiare, sponda di Piquè e gol di Pedro, l’amuleto.

Raggiunto nel finale l’ 1 – 1, i supplementari sono “quasi una formalità” perché da un lato c’è una squadra, quella forte, sulle ali dell’entusiasmo e dall’altro una squadra groggy. La vittoria arriva al minuto 110, ed il sigillo all’Intercontinentale non può non metterlo il più forte giocatore al mondo: Leo Messi che su cross di Pedro, con il petto mette la palla in rete che dà al Barcellona la prima Coppa Intercontinentale della sua storia.

Un bellissimo pianto a fine partita per Pep Guardiola, che al suo primo anno da allenatore ha vinto tutto: Liga, Coppa del Re, Champions League, Supercoppa di Spagna, Supercoppa Europea e Champions League. Formidabile!
Leo Messi, l’erede di Maradona, se sarà decisivo in nazionale come con il Barcellona, potrà essere consacrato davvero come uno dei più grandi di sempre.
Mentre Pedro a ventidue anni, da riserva, si prende un record incredibile. Lui è il primo giocatore della storia, ultracentenaria del Barcellona, a segnare in tutte le competizioni. Perché Pedro, nativo di Tenerife, oltre a segnare in Campionato ed in Coppa del Re (era prassi), ha segnato quest’anno in Champions, ha segnato nella finale di Supercoppa di Spagna, contro l’Athletic Bilbao, ha segnato nella finale di Supercoppa Europea ( 1 – 0 allo Shaktar Donetsk) ed in questa finale con l’Estudiantes.