Road to World Cup 2/ Uruguay '30

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L'incredibile storia dei Mondiali: Uruguay 1930


Jules Rimet era un avvocato francese che aveva servito la patria durante la prima guerra mondiale.
Grande appassionato di calcio era diventato presidente della Fifa,il massimo organismo del calcio,nel 1919. Rimet era un uomo energico e lungimirante e capì che si poteva creare una manifestazione in grado di rivaleggiare per importanza con le Olimpiadi moderne dove aveva trovato spazio a partire dalla seconda edizione anche il calcio.
Così il 26 maggio del 1928 durante un congresso della Fifa il progetto di Rimet di far nascere un Campionato del Mondo per le nazionali vide la luce; l'anno successivo si decise di far disputare il primo Mondiale nel 1930 in Uruguay. Non fu una decisione semplice:pesò il fatto che gli uruguagi si erano aggiudicati le ultime edizioni delle Olimpiadi calcistiche(nel 24' e nel 28') insieme all'opportunità di far coincidere la rassegna calcistica durante i festeggiamenti del centenario dell' indipendenza del piccolo paese sudamericano.
Il Mondiale si svolse dal 13 al 30 luglio interamente a Montevideo,capitale dello stato,nei suoi tre stadi; il più importante era il “Centenario” capace di ospitare 80.000 persone . Alle partite assistettero complessivamente 434.500 spettatori

Furono solo 13 le squadre partecipanti al Mondiale del 1930. Erano anni di crisi e recessione economica( il crollo della borsa di Wall Street nel 29') e le federazioni calcistiche del Vecchio Continente preferirono non sobbarcarsi un viaggio via nave lungo e dispendioso.
Mancano all'appello oltre all' Inghilterra, neanche iscritta alla Fifa, che si crogiolava nel suo isolamento,le tre grandi rappresentanti della scuola danubiana( Cecoslovacchia,Austria ed Ungheria), la Spagna ed infine l'Italia, vincitrice lo stesso anno della Coppa Internazionale, piccata per non aver potuto organizzare i primi mondiali nonostante si fosse candidata.
Quindi dall'Europa partono solo 4 formazioni: Francia,Romania,Iugoslavia e Belgio. Le altre formazioni appartengono tutte al continente americano.
La prima partita del Mondiale si gioca il 13 luglio ed è Francia-Messico: al 19' minuto Lucien Laurent realizza il primo goal del torneo, un goal storico perchè il primo nella storia dei mondiali. Per la cronaca la partita è inserita nel gruppo uno e finisce 4-1 per i transalpini.
Ma il successo non basta ai blues per vincere il girone; infatti nella gara seguente gli argentini li sconfiggono con il risultato di 1-0 grazie al goal su punizione di Luisito Monti. La gara verrà ricordata per il primo grave errore del torneo:l'arbitro brasiliano Rego decreta la fine del match all' 84' ,con 6 minuti ancora da giocare,mentre i francesi attaccano.
Il pubblico uruguaiano,favorevole agli europei,entra in campo deciso a far giustizia contro l'arbitro.
Mezz'ora dopo magicamente la partita riprende come se nulla fosse successo, ma il risultato non cambia più. Gli argentini battono successivamente Messico e Cile e si qualificano alle semifinali.
Nel gruppo due il Brasile rimedia la prima figuraccia della sua storia, perdendo con la Iugoslavia(2-1) che si qualifica al turno successivo. Non basta la goleada sulla Bolivia per evitare la sonora bocciatura, agevolata dallo scontro intestino tra la federazione paulista e quella carioca che costringe i giocatori provenienti da San Paolo a disertare il Mondiale.
Nel terzo gruppo i padroni di casa battono di misura i peruviani ma vincono in goleada sulla Romania per 4-0, qualificandosi per le semifinali. In Romania-Perù,3-1 per gli europei,c'èil primo giocatore espulso nel Mondiale:si tratta del peruviano Galindo.
Nell'ultimo gruppo gli Usa regolano con il medesimo punteggio,3-0,sia il Belgio che il Paraguay.
Le semifinali sono una formalità per le due compagini sudamericane: i biancocelesti regolano con il punteggio di 6-1 gli statunitensi mentre gli uruguagi, passati inizialmente in svantaggio, rifilano anche loro sei reti ai plavi. Più che due partite di calcio due set di tennis.

E' dunque Argentina-Uruguay la finalissima,la partita che tutti volevano fin dall'inizio.
La vigilia della gara è molto tesa, non corre buon sangue tra i due popoli, e di questo ne è ben conscio l'arbitro designato il belga Jan Langenus, che accetta di dirigere il match a due condizioni: una polizza della vita per lui ed i suoi guardalinee, e la possibilità di ripartire subito per l'Europa.
Purtroppo per lui le condizioni atmosferiche lo costringeranno a salpare il giorno seguente.
Lo stadio “Centenario”,costruito in sei mesi, è presidiato da più di duemila agenti in assetto di guerra.
La celeste deve rinunciare all' attaccante Anselmo colpito da un attacco di panico poco prima del match, mentre i biancocelesti schierano Guillelmo Stabile detto “El fitrador”,alto “solo” 168 cm e capocannoniere del torneo con 7 goals.
Langenus per non scontentare nessuno fa giocare la partita con due palloni diversi: quello più leggero, portato dagli argentini, lo utilizza nel primo tempo, mentre il pallone uruguaiano(più pesante e realizzato da un'azienda inglese) per il secondo.
I padroni di casa partono abbastanza forte e vanno in vantaggio al 12' con l'ala Dorado abile nel battere il portiere avversario. Lo svantaggio non abbatte gli argentini che pareggiano al 20' con Peucelle e ribaltano il risultato con Stabile al 37'; l'azione è viziata,forse, da un fuorigioco dello stesso Stabile che supera l'estremo difensore Ballesteros e realizza il suo ottavo centro nel Mondiale. Il primo tempo, giocato con il pallone argentino,termina 2-1 per gli ospiti.
Lo stadio è in silenzio, sembra che si stia concretizzando una terribile beffa per i padroni di casa, tuttavia Alberto Suppici( trainer della nazionale uruguaiana solo per questo torneo) riesce a caricare i suoi giocatori favoriti che sembrano trasformati anche dalla possibilità di poter utilizzare il loro pallone. Al 57' giunge il pareggio del centrocampista Pedro Cea , mentre nove minuti dopo la celeste passa in vantaggio con l'ala sinistra Iriarte servito perfettamente dall' oriundo Mascheroni.
Gli ospiti sfiorano il pareggio ma Stabile coglie la traversa ed un' azione molto pericolosa degli argentini viene sventata da Andrade che salva sulla linea di porta il tiro di Varallo.
Ad un minuto dalla fine il centravanti Castro fissa il punteggio sul 4-2 finale.
Al triplice fischio arbitrale i tifosi invadono il campo e lo stadio diventa una bolgia mentre il capitano della celeste Josè Nasazzi riceve dalle mani di Jules Rimet il trofeo, una coppa d'oro del peso di 4 kg ed alta 30 cm. Fuori dallo stadio argentini ed uruguaiani si pestano di santa ragione.
A Buenos Aires la folla distrugge l'ambasciata dell 'Uruguay ed due paesi rompono per alcuni anni le loro relazioni diplomatiche. Potenza del calcio.....

L'Uruguay si schierava con il modulo chiamato “a piramide” che prevedeva davanti al portiere Ballesteros, abile nelle uscite, due soli difensori, i terzini Nasazzi e Mascheroni, entrambi implacabili nei contrasti. A centrocampo il regista “basso” era Andrade detto la “ Maravilla nera”, dotato di grande carisma e classe nell'impostare il gioco. Ai suoi lati Fernandez e Gestido.
Il quintetto d'attacco prevedeva due rifinitori come Scarone e Cea, quest'ultimo capocannoniere della Celeste con 5 reti. A completare il reparto le due ali Dorado e Iriarte che appoggiavano il centravanti Castro,detto “El Monco”, perchè un incidente con la sega gli aveva provocato l'amputazione del braccio destro. Gran merito per la vittoria anche al trainer Suppici, capace di creare un equilibrio tra difesa ed attacco.
Una formazione completa che, per una sciocca ritorsione verso le europee che avevano dato forfait ai mondiali del 30', decise di non partecipare a quelli successivi in Italia. Ma questa è un'altra storia....