Era il 6 aprile del 2008
Un paio d’interventi prodigiosi del quarantunenne Fontana evitano il sorpasso bianconero. Al
Il buon Ranieri come al solito perde, le quotazioni di Amaurì schizzano e
L’avvio del campionato con
A lui inizia ad interessarsi anche Marcello Lippi perché Amaurì in Brasile non se lo fila nessuno, perché è il classico centravanti di manovra che piace al tecnico campione del mondo e soprattutto perché la moglie di Amaurì ha discendenti italiani.
Amaurì in fondo in Brasile non lo conoscono quasi. A vent’anni è sbarcato in Italia. Le sue squadre: Napoli, Piacenza, Messina, Chievo, Palermo e Juventus.
Gli intoppi burocratici saranno tantissimi per il brasiliano, sempre ad un passo dal diventare italiano. Ogni volta che si trova ad un passo dal passaporto italiano c’è un intoppo. Sembra una maledizione, forse frutto di chi in nazionale non lo vuole, soprattutto per via del legame Lippi – Juventus, che per certa stampa pare indissolubile.
Il 10 febbraio 2009 è in programma a Londra, nello stadio dell’Arsenal, un’amichevole di lusso: Brasile – Italia. Amaurì è convocato da Dunga, ma rifiuta la convocazione.
Pare, perché non c’è niente di ufficiale, che dietro ci sia stato Lippi, che gli garantiva la maglia azzurra. Dunga se la lega al dito: “Io non l’ho convocato e mai lo convocherò”, più o meno questo è stato il Dunga pensiero. La partita è umiliante, dopo
La domenica successiva Amaurì segna contro
Campionato nuovo, allenatore (semi)nuovo,
Ma
I quattro in pagella fioccano per Amaurì, e quei quattro sono pure generosi.
Un centravanti che gioca spalle alle porta non si può vedere, lui s’incupisce, diventa un oggetto misterioso, ma è sempre in campo, essendo l’unico sano dell’attacco juventino. Cambia l’allenatore, ma Amaurì è sempre lo stesso: apatico. Un corpo estraneo alla squadra.
Poi, dopo quasi quattro mesi, il ritorno al gol, con il Genoa, dopo pochi giorni una doppietta all’Ajax!
Borriello e Pazzini, intanto, giocano bene e segnano, saranno loro a giocarsi il posto di vice Gilardino. Per Amaurì le porte della nazionale sono chiuse, un bel lucchetto lo mette la sorte perché nel ritorno contro l’Ajax lui si fa male di nuovo, stop di un mese. E bye bye Sud Africa.
Ieri Amaurì è diventato finalmente italiano, convocabile, ma lui infortunato forse ha guardato gli azzurri, in campo a Montecarlo contro il Camerun, mentre il suo ex Brasile ha battuto, sempre a Londra, l’Eire del Trap 2 – 0!
Un anno fa tutto lo volevano per il mondiale, oggi lui sa che il mondiale non lo giocherà.
Prendendo in prestito un’espressione di Mazzarri, che potrebbe allenarlo l’anno prossimo, Amaurì è “come Cecilia dalle belle ciglia, tutti la vogliono ma nessuno piglia”.
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