Sudafrica 2010: Facce Mondiali!

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Mentre infuriano le polemiche per l’eliminazione degli Azzurri, il tabellone inizia a prendere forma e sta prendendo la forma che desiderava Blatter.

L’antipatico presidente della Fifa se potesse farebbe sempre vincere il Brasile. E se avesse la possibilità porterebbe in semifinale squadre delle confederazioni più diverse. Quindi lui è già felice nel sapere che una tra Uruguay, Corea del Sud, USA e Ghana arriverà tra le prime quattro. Ieri Blatter avrà stappato una costosa bottiglia di champagne dopo l’eliminazione dell’Italia, e ne stapperà un’altra se l’Inghilterra o la Germania faranno fuori il suo nemico Diego Armando Maradona, già ai quarti. Il vecchio continente è sovrastato dal resto del Mondo. Non ci sono mai state cosi poche squadre europee agli ottavi. I motivi sono più ambientali che tecnici.

Il Mondiale, intanto, scopre e sceglie una serie di personaggi. Proprio Maradona, sempre in giacca e cravatta, come desideravano le figlie, è il personaggio dei Mondiali. Diego è in buona compagnia. Anche nelle critiche. Perché le critiche sono state feroci per Capello, Lippi e Domenech. Lippi e Domenech gli ultimi a lasciare la Germania quattro anni fa, i primi a tornare quest’anno.

Tutti personaggi da copertina, ma loro non sono soli. Perché il Mondiale a tante facce note.
Da Aguirre, l’allenatore del Messico, con sguardo cattivo, sosia di Danny Houston, buon attore americano, al C.T. della Corea del Sud Moo-Huh Jung, che è la copia, giovane, del tenente Tanaka, personaggio (quasi) fisso in Magnum P.I.!
I coreani sfideranno in ottavi l’Uruguay, il cui capitano Diego Lugano è la copia del rugbista italo -argentino Dominguez. Entrambi potrebbero recitare in una serie tv americana. Mentre Guillermo Franco, centravanti del Messico, con lo sguardo che ha potrebbe finire ad Hollywood, il ruolo del killer non glielo toglie nessuno.

L’allenatore dei tedeschi, Joachim Low, a livello di look è il più trendy del Mondiale. Nella gara d’esordio, vinta 4 a 0 con l’Australia, si è presentato con giacca scura e sottogiacca azzurro, in pieno stile Sonny Crockett, uno dei due mitici poliziotti di Miami Vice. Low ama cambiare mise e nell’ultima gara con il Ghana dominava una sciarpa nera, svolazzante. Più tedesco, ma sempre fashion!

Low vince il confronto con il tecnico del Brasile Dunga vestito sempre in maniera pessima, ma l’amore di padre è più forte di ogni critica. La figlia che studia da stilista decide il suo look. Per ora si può dire che lo stile sta dà un’altra parte.

Low risalta maggiormente se lo confrontiamo ad altri due tedeschi presenti al Mondiale: Hitzfeld e Rehaggel, grandi dominatori in Bundesliga negli ultimi vent’anni. Rehaggel, con i suoi 72 anni, è il più vecchio ad aver allenato in un Mondiale. L’aspetto bonario ha conquistato i greci, ma il dubbio tintura sbagliata o parrucchino resta.
Hitzfeld, invece, negli anni ’90, fu definito mister elegance. In effetti l’allenatore della Svizzera ha un gran portamento, ed ha pure stile, si vede, ma lo stile tedesco classico, comporta anche l’impermeabile, classico di Derrick o del tenente Colombo, indossato quando diluviava nel giorno di Cile – Svizzera.

Non è passato inosservato Xabi Alonso, un passato al Liverpool, oggi al Real Madrid, che da anni è il sosia di Kevin Bacon, quello degli inizi, quello di Footloose. E non è passato inosservato nemmeno Elano, autore già di due gol, che preso da distanza media è la copia del primo Sean Penn.

Guardando poi, tale, Simon Elliott della Nuova Zelanda si uniscono le somiglianze ed il Mondiale dell’Italia. Perché lui ricorda Freddy Krueger, alias Nightmare!