Nel Mondiale violento rivince il Brasile

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L'incredibile storia dei Mondiali: Cile 1962

 Archiviata la dolorosa sconfitta di Belfast che ci è costata la non partecipazione ai Mondiali svedese ricomincia,dopo il licenziamento di Foni come CT,il balletto di allenatori e commissioni tecniche chiamate a guidare la Nazionale.
Viene chiamato inizialmente Gipo Viani(direttore tecnico del Milan) che ottiene un buon pareggio contro la Francia di Fontaine,2-2 con doppietta di Nicolè, ma lascia quasi subito per ritornare dopo qualche partita a guidare gli azzurri contro la Svizzera(vittoria per 3-0 nell'ultima partita della Coppa Internazionale,che sarà sostituita dal Campionato Europeo)e la Spagna. Dopo questa partita lascia definitivamente,ed il suo posto viene preso da Giovanni Ferrari indimenticato regista dell'Italia di Pozzo
Molti protagonisti degli anni '50 lasciano il calcio come Boniperti che gioca la sua ultima partita in azzurro nel '60 ed i ricambi non hanno molta esperienza internazionale,ma qualche buon risultato Ferrari riesce a conseguirlo:ad esempio un prestigioso 2-2 sul campo di Wembley con l'Inghilterra,raggiunta sul pari dai goals di Brighenti e Mariani.
Vengono ancora utilizzati gli oriundi,come Angelillo,Lojacono e Montuori ma senza grandi risultati;gli unici due che lasciano traccia sono Omar Sivori e Josè Altafini: il primo è un argentino che gioca nella Juve,dal dribbling beffardo e dalla tecnica pregevole,”progenitore”di un certo Maradona ma molto più cattivo in campo,mentre il secondo gioca nel Milan ed è un centravanti “moderno”,non statico ma dal fiuto del goal.E' stato nella rosa del Brasile campione del Mondo nel '58
Sivori esordisce contro l'Irlanda del Nord battuta con un suo goal finale,poi si ripete con l'Inghilterra che però riesce a vincere in rimonta per due errori del portiere Vavassori;tuttavia “el cabezon”segna in continuazione,alla fine saranno 8 reti su 9 gare disputate in azzurro.
La sua miglior partita è la gara di ritorno con Israele valida per le qualificazioni ai Mondiali.
Nella gara d'andata gli Azzurri hanno sofferto tantissimo,sotto di ben due reti alla fine del primo tempo,riuscendo a raddrizzare la situazione solo nella ripresa,grazie ad una doppietta di Corso ed alle reti di Altafini e Lojacono;nel retour match a Torino la “furia”di Sivori si abbatte sui malcapitati asiatici,schiantati dai suoi 4 goals(record in Nazionale,eguagliato Biagi).Le altre reti sono di Corso ed Angelillo,e l'Italia timbra il “biglietto” per il Cile ritornando tra le 16 finaliste della Coppa Rimet.
L'ultima partita prima del Mondiale è un' amichevole a Bruxelles contro il Belgio battuto grazie ad una doppietta di Altafini. Niente di straordinario,ma è la prima partita in azzurro di un ragazzo giovanissimo che sta incantando nel Milan e presto sarà protagonista in questo ed in altri Mondiali: il suo nome è Gianni Rivera.

 

Il Mondiale del '62 è assegnato al Cile,un paese arretrato e per molti versi non adatto ad ospitare una manifestazione così importante:solo 4 città,compresa la capitale Santiago, sono scelte per far disputare le gare,ma gli stadi vengono costruiti in modo affrettato ed approssimativo.
In più il Cile è stato vittima due anni prima di un terribile terremoto e la democrazia in quel paese diventa sempre più un concetto astratto.
Ben 56 nazionali si iscrivono al turno di qualificazione e le canoniche 16(compresi i padroni di casa ed il Brasile campione del Mondo)giungono alla fase finale:10 sono europee,sei provengono dal continente americano. Vittime illustre la Svezia e la Francia,rispettivamente seconda e terza nel '58,mentre partecipano per la prima volta Bulgaria e Colombia.

Nel gruppo A l'URSS fa il bello(vittorie su Iugoslavia ed Uruguay)ed il cattivo(assurdo pareggio per 4-4 con la Colombia)tempo vincendo il girone,ma uno dei suoi migliori giocatori, Dubinski,si frattura contemporaneamente tibia e perone:è solo il primo dei tanti infortuni in questo torneo. Al secondo posto giungono gli slavi che battono uruguagi e goleadano la cenerentola Colombia
Il gruppo D vede il ritorno a buoni livelli dell'Ungheria che sconfigge per 2-1 l'Inghilterra e 6-1 la Bulgaria grazie alle reti di Albert e Tichy, ed il primato è suo;gli inglesi battono solo l'Argentna e pareggiano a reti bianche con i balcanici,ma basta per giungere secondi
Molto attesi nel gruppo C i campioni del Mondo del Brasile che possono contare sullo stesso attacco atomico del '58 e naturalmente del miglior giocatore del periodo,Pelè
Un suo goal ed un altro di Zagallo bastano per stendere il Messico,ma i problemi arrivano contro una squadra solida come la Cecoslovacchia che blocca i Verdeoro sullo 0-0;la notizia peggiore è l'infortunio di “O Rey” Pelè vittima di uno stiramento molto grave che praticamente lo costringerà a fare da spettatore
Nella terza e decisiva partita con Pelè out è Amarildo a doverne prendere il posto ma l'avversario è l non tra i più agevoli,la Spagna che si è rinforzata dopo la naturalizzazione dei grandi Puskas ed Alfredo Di Stefano(purtroppo assente per tutto il Mondiale a causa di un infortunio) che si sono uniti agli indigeni Peirò,Del Sol,Suarez e Gento;una squadra fortissima guidata da Helenio Herrera il “mago” che pure ha perso da cechi con il minimo scarto e battuto a fatica il Messico.
La partita è forse la più bella dell'intero torneo,con la Spagna costretta a vincere ed in vantaggio nel primo tempo con Adelardo e capace di creare più volte le premesse per il raddoppio,negato anche da un arbitraggio sfavorevole. Il Brasile sembra sull'orlo della clamorosa eliminazione ma Amarildo sale in cattedra e segna una doppietta grazie all'assistenza di Garrincha che in quel Mondiale raggiungerà il suo apice. Il Brasile vince,non senza patemi,il girone.Le Furie Rosse sono eliminate nonostante l'incredibile sconfitta per 3-1 subita dai messicani dalla Cecoslovacchia, che è seconda, alla quale nessuno pronostica un ruolo da protagonista nel torneo.

Il gruppo B è quello dell'Italia che deve affrontare nell'ordine Germania Ovest,Cile e Svizzera: un girone che non sembra a prima vista proibitivo, a parte i tedeschi con i quali esordiamo.A Santiago va in scena una gara equilibrata,molto fallosa e maschia come tutte in questo torneo.
Nel primo tempo Seeler sbaglia una facile occasione imitato poco dopo da Sivori;poi il centravanti tedesco coglie anche la traversa ed i suoi compagni non riescono a finalizzare delle buone occasioni nella ripresa mentre gli Azzurri giocano bene gli ultimi 20' grazie alla regia di Rivera. Ma è 0-0.
Il Cile si sbarazza abbastanza agilmente degli elvetici(3-1) e la gara con i padroni di casa diventa decisiva e l' Italia l'affronta con l'odio di un 'intero popolo.
Il motivo è semplice:due giornalisti italiani,Antonio Ghirelli e Corrado Pizzinelli,hanno raccontato, in una serie di articoli, le reali condizioni politiche,economiche e sociali del paese sudamericano,una nazione regredita con la maggior parte della popolazione in condizioni di assoluta indigenza;gli articoli vengono letti da alcuni cileni residenti in Italia e ben presto vengono strumentalizzati dal governo cileno per creare un clima sfavorevole all'Italia e permettere al Cile di passare il turno.
L'obiettivo è raggiunto,fin dall'arrivo gli italiani sono contestati ed offesi,anche per la presenza di 4 sudamericani che giocano in azzurro e sono visti come dei traditori,mentre tra i due paesi i rapporti sono tesi perchè il governo cileno vorrebbe l'immediata espulsione dei due giornalisti italiani.
Gli Azzurri scendono in campo in una formazione molto rimaneggiata,visto che i tecnici discutono di possibili scelte con un paio di giornalisti influenti:il risultato è che l'ampio turn over coinvolge ben 7 uomini tra i quali il portiere Buffon,il capitano Losi,Cesare Maldini,Radice,Rivera e pure Sivori. Per la serie come farsi male da soli stravolgendo l'ossatura della squadra.
E' il 2 giugno ed a Santiago il clima è rovente come le sfide all'Ok Corral davanti a 60.000 spettatori eccitati contro l'Italia,arbitro è l'inglese Kenneth Aston che sostituisce un arbitro spagnolo non gradito all' Italia. Per la serie come rifarsi male con una scelta sbagliata a priori visto che Aston aveva già arbitrato(e favorito) i cileni contro la Svizzera.
Le scorrettezze iniziano da subito con gli Azzurri che reagiscono al clima da corrida creato dai cileni:ci si prende a calci invece di giocare al calcio. Al 7' Ferrini viene espulso per aver reagito dopo aver subito fallo da Leonel Sanchez(che comincia ad “allenarsi”con lui),Aston non aspettava altro per favorire i cileni e lo dimostra non vedendo il picchiatore Sanchez mentre colpisce con un pugno l' italo-argentino Maschio rompendogli il setto nasale.
La partita è un susseguirsi di falli e sputi dei cileni,quando si gioca per qualche minuto a calcio gli Azzurri creano qualche pericolo con Altafini;al 38' David colpisce più volte il pallone che Sanchez a terra tiene tra le gambe e per tutta risposta il cileno sferra un gancio sinistro che atterra l'avversario. L'ineffabile Aston comanda calcio di punizione per il Cile ammonendo David!
Quest'ultimo dopo pochi minuti si vendica sul “pugile”cileno e commette fallo ed Aston,che non aspetta altro,lo espelle;David non vorrebbe uscire e viene accompagnato fuori dal campo dai poliziotti. Finisce il primo tempo,più che una partita di calcio è un regolamento di conti
Siamo praticamente in otto,Maschio è in campo solo pro forma,eppure resistiamo fino al 74' quando una debole respinta del portiere Mattrel permette a Ramirez di sbloccare lo0-0:ormai la partita è segnata e a 2' dalla fine arriva il raddoppio di Toro con un tiro da fuori area.
Gli azzurri escono dal campo contusi e sconfitti più dal gioco violento che dalle capacità tecniche degli avversari,aiutati in modo decisivo dall' arbitro amico,l'inglese Aston. Non servirà la vittoria sulla Svizzera per 3-0(doppietta dell'italo brasilano Sormani e goal di Bulgarelli)ad acciuffare la qualificazione perchè il Cile preferisce non opporre resistenza ai tedeschi che vincono 2-0 essendo ormai certo del secondo posto, utile a qualificarsi per i quarti,mentre gli azzurri ritornano ancora una volta mestamente a casa.

Doveva essere il Mondiale delle stelle,ed invece Pelè è infortunato e non più utilizzabile così come Di Stefano ed altri,mentre squadre molto attese come Spagna ed Italia sono state fatte fuorii n modo brusco;le partite si fanno ricordare più per le risse ed i falli che per il gioco ed i bei goals. Uno dei pochi campioni rimasti è il portiere sovietico Jascin ma a metterlo fuorigioco ci pensa il cileno Landa(anche lui ottimo colpitore di avversari..) durante il quarto Cile-URSS:Jascin,ancora stordito dai falli del cileno,incassa due reti per lui evitabili da parte di Sanchez e Rojas(da più di 30 metri)che bastano al Cile per vincere 2-1.Nuovamente di fronte nei quarti Iugoslavia e Germania,come nelle precedenti edizioni,ma questa volta vincono gli slavi in un match aspro e combattuto grazie alla rete a 4' dalla fine di Radakovic.
Molto più spettacolari gli altri due match,il derby danubiano tra cechi ed ungheresi e Brasile Inghilterra;nel primo la Cecoslovacchia ribalta il pronostico sfavorevole e vince con il minimo scarto grazie alla rete iniziale di Scherer che la difesa ceca riesce a difendere senza danni dagli attacchi magiari guidati da Albert e Tichy.
Ricca di goal e di buone giocate è la sfida tra brasiliani ed inglesi,che schierano Hitchens,,Greaves e Charloton;ma è Garrincha a salire in cattedra ed a sbloccare la partita al 31'con un colpo di testa su calcio d'angolo,subito imitato da Hitchens che al 38' ribadisce in rete un pallone che ha colpito la traversa. Lo show di Garrincha continua nella ripresa,quando al 53' tira un violenta punizione non trattenuta dal portiere ed il pallone giunge sulla testa di Vavà che riporta in vantaggio i Verdeoro che consolidano il punteggio con un tiro “parabolico “ di “Manè” Garrincha il vero hombre del partido.
Piccola curiosità:durante la partita un cane entra in campo senza che nessuno riesca a bloccarlo,anzi l'animale si permette di superare“Manè”con una finta!Solo Greaves riesce con le buone a prenderlo

La prima semifinale è quella tutta europea tra Iugoslavia e Cecoslovacchia,due .outsider che si affrontano per un traguardo non preventivato alla vigilia:gli slavi sembrano i favoriti,grazie al maggior tasso tecnico,ma dopo un primo tempo terminato a reti bianche sono sorpresi dal vantaggio ceco con Kadraba all'inizio della ripresa e spedono parecchie energie per raggiungere il pareggio con il loro cannoniere Jerkovic al 69';a questo punto salgono in cattedra i tre elementi di spicco dei boemi,il portiere Schrojf che compie interventi prodigiosi,il regista Masopust che governa il gioco a centrocampo ed il centravanti Scherer che segna un doppietta negli ultimi dieci minuti,prima su azione di contropiede e poi su rigore. La Cecoslovacchia torna in finale dopo 28 anni.
Più turbolento è lo scontro sudamericano tra Cile e Brasile a Santiago,con 76.000 spettatori pronti a spingere i padroni di casa verso un'impresa clamorosa. La partita si svolge a Santiago e resta per molto tempo una delle più violente nella storia dei Mondiali:Garrincha in mezz'ora aveva già messo in chiaro le gerarchie segnando una doppietta prima con un tiro da fuori area poi con un colpo di testa su angolo di Zagallo. Una punizione ad effetto di Toro fissa il punteggio sul 2-1 alla fine del primo tempo,ma i brasiliani nella ripresa segnano altri due goal sempre con Vavà di testa e chiudono la partita sul 4-2 contando il rigore molto generoso per i cileni segnato da Sanchez.
Qui finisce la cronaca delle azioni ed inizia quella dei falli dei cileni,con Landa assoluto protagonista nel colpire tutti,compreso Garrincha;l'arbitro Yamasaki trova il coraggio di espellerlo, ma subito espelle “Manè”che ha reagito all'ennesimo fallo di Rojas. Mentre abbandona il campo“Manè”viene colpito alla testa da una pietra che gli procura ben 4 punti di sutura.

La finalissima tra Brasile e Cecoslovacchia si gioca il 17 giugno a Santiago davanti a 65.000 spettatori,mentre il giorno prima il Cile ha battuto 1-0 la Iugoslavia ottenendo un insperato terzo posto. La Cecoslovacchia è l'unica squadra a non aver perso nel torneo dal Brasile.
Il Brasile è ancora privo di Pelè,nonostante “O Rey”voglia giocare,,sostituito degnamente da Amarildo,ma soprattutto rischia di non avere Garrincha espulso nella precedente partita:a questo punto interviene pesantemente il governo brasiliano per convincere la Fifa ad annullare,clamorosamente,la squalifica. A togliere le castagne dal fuoco ci pensa la federazione ceca che chiede di far giocare comunque “Manè”,forse per calcolo visto che il brasiliano colpito alla testa nel precedente match non poteva essere al 100%. La Fifa alla fine decide di annullare la giusta squalifica,cosa unica nella storia dei Mondiali, e Garrincha scende regolarmente in campo
Dopo che l'arbitro,il russo Latyshev,ha dato il fischio d'inizio i cechi cominciano a sorpresa ad attaccare ed al 15' Pospichal passa a Masopust ,proiettatosi in avanti,che batte Gilmar con un rasoterra. I Verdeoro sono sotto,ma il sogno dei danubiani dura solo 2' perchè Amarildo dopo aver dribblato un difensore fa partire un tiro dalla linea di fondo che sorprende il non irreprensibile Schrojf. E' 1-1 e per tutto il primo tempo le due squadre fanno pochino per superarsi,anche se i cechi hanno fatto di più,controllando un Garrincha questa volta in ombra.
Il copione non cambia nella ripresa, con gli sfidanti che attendono un possibile calo atletico dei brasiliani,ed invece Amarildo sale in cattedra crossando un pallone che finisce sulla testa di Zito che non ha problemi a battere un immobile Schrojf .
La partita è ormai nelle mani dei brasiliani che a 13' dalla fine segnano ancora: Djalma Santos crossa dalla destra del portiere ceco che sbaglia la presa permettendo così il tapin a Vavà che segna il definitivo 3-1. Schrojf,il migliore finora tra i cechi,ha purtroppo sbagliato la partita più importante della sua vita

Si conclude con una finale non bella un Mondiale pessimo,dal gioco violento e pieno di “stelle” che hanno deluso:ormai il bel gioco sta diventando un optional di fronte al risultato a tutti i costi.

 

Il Brasile che fa il bis dopo 4 anni dal primo trionfo è praticamente lo stesso,tranne che per alcuni ruoli,infatti la nuova coppia di centrali è formata dal capitano Mauro e da Zozimo che formano la linea difensiva insieme ai due Santos,con il grande Gilmar a difendere la porta. Nessun cambiamento a centrocampo dove il mediano Zito fa da filtro mentre Didì è come al solito perfetto regista. Il nuovo allenatore Aymore Moreira però vuole più protezione sulla fascia sinistra,così chiede a Zagallo di arretrare il suo raggio d'azione trasformando il 4-2-4 in un 4-3-3.

Il trio d'attacco è formato dal solitò Vavà centravanti coadiuvato da Amarildo(successivamente giocherà nel Milan e nella Fiorentina) che ha il difficile compito di sostituire Pelè.

La stella della squadra,in mancanza di “O' rey,” è naturalmente Garrincha, autore di 4 reti nel torneo che gli permettono di essere il capocannoniere del Mondiale in coabitazione con Vavà,I vanov, Jerkovic, Albert ed incredibilmente con il picchiatore Sanchez.

Il vero nome di Garrincha era Manoel dos Santos Francisco,settimo figlio di un guardiano notturno.

Una malformazione ossea lo aveva costretto fin dalla nascita ad una accentuata zoppia che sembrava negargli un futuro da calciatore,ma il ragazzo era riuscito a superare l'handicap ed a farsi notare come ala destra imprendibile per gli avversari, sfruttando la gamba più corta rispetto all'altra per effettuare diaboliche finte che spiazzavano gli avversari L'appellativo Garrincha gli fu dato perchè le sue movenze in campo richiamavano quelle di un uccello tropicale,la garrincha appunto

Scartato dalle grandi squadre brasiliane che non credevano in questo ragazzetto esile e menomato fece le fortune del Botafogo e del Brasile per tantissimi anni;purtroppo era un ragazzo semplice e molto ingenuo in un mondo pieno di farabutti che presto approfittarono di lui.

In più iniziò una relazione extra matrimoniale con una cantante e questo distrusse il suo matrimonio, da cui aveva avuto ben sette figli, ed influì sulla sua carriera da calciatore che dopo il '62 declinò rapidamente.

Avrebbe fatto in tempo a giocare i Mondiali del '66 ma non era più l'ala destra più forte del Mondo,si era compiuta la maledizione della solitudine dell'ala destra in quello sfortunato Mondiale.

Ma questa è un'altra Storia...