Calcio: Scocca l'ora di Cesare

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Nel calcio come nella vita, spesso, si vive di luoghi comuni. Il calcio non è da meno.

Basta pensare a Mourinho, che nonostante il tris con l’Inter, è sempre acidissimo, come dimostra l’ultima polemica con il suo successore Rafa Benitez, un bonaccione che per ora non risponde.

Mourinho odioso e vincente, come pochi. Simile, anzi, identico a Marcello Lippi, l’unico allenatore italiano campione del mondo sia con la Nazionale che con la Juventus.

Il
successore di Marcello Lippi sulla panchina Azzurra, Cesare Prandelli è, anche lui, preceduto da refrain classici. In questo caso, però, i giudizi sull’uomo Prandelli sono tutti, e sottolineo tutti, più che positivi.

Prandelli, che da calciatore ha giocato per dieci anni con la Juventus, a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, ha iniziato ad allenare nelle giovanili dell’Atalanta. Poi tanta gavetta con promozioni in A, esoneri e salvezze con il Lecce, il Verona, il Venezia, poi l’approdo al Parma. l’ottimo campionato lo lancia sulla panchina della Roma. E’ lui il successore di Capello, un altro sul quale si sprecano luoghi comuni.
La Roma era reduce da un campionato perso sul filo, Totti era uscito male dall’Europeo. Cassano, all’epoca, faceva ancora le bizze, e addirittura scappò via dopo la sostituzione in un’amichevole.

Prandelli, però, aveva ben altro a cui pensare, stava vivendo un dramma familiare. Così lascio la Roma dopo appena un mese per stare accanto all’amata moglie.
Qualcuno non capì, ma la gran parte dei tifosi, di tutte le squadre, fu vicina a Prandelli, che dopo un anno, quando a casa le cose andavano meglio, tornò ad allenare.
Grazie a lui la Fiorentina ha vissuto annate straordinarie. Per quattro volte consecutive è arrivata tra le prime quattro, peccato che Calciopoli abbia impedito a Prandelli, che non c’entrava niente, di saltare, due volte, la Champions che aveva guadagnato sul campo.

Ma quelle Champions non giocate contano meno di zero per Cesare che nel novembre del 2007 perde la moglie sconfitta da un male incurabile.
L’affetto di Firenze è immenso, ma l’affetto che sente in tutt’Italia è davvero forte e sincero.
Una semifinale persa ai rigori in Coppa Uefa, poi un anno fa finalmente la Champions che, però, finisce subito. L’esperienza del Bayern e del Lione è maggiore.
Prandelli e la Viola si riprendono la Champions. Il sorteggio ripropone ancora il Lione, con i francesi, addirittura, il Liverpool. Il turno è superato. Negli ottavi, ancora il Bayern che passa grazie ad una colossale svista di un arbitro svedese, che chiude i cinque anni fiorentini.

Con l’eccezione di Pazzini, cui Prandelli preferiva Gilardino, non esiste un calciatore che parli male di Prandelli. Dal lato umano nettamente il numero uno.
Un insegnante di calcio, forse anche un maestro di vita per molti dei suoi ragazzi.

Così quando è arrivato lui, gli antilippiani hanno esultato dicendo che ora sarebbe stato tutto diverso, perché lui, Cesare, è uno che non guarda in faccia a nessuno. Conta solo il campo.
Mezza verità perché i comportamenti dentro e fuori dal campo saranno presi in considerazione.
Questo messaggio è diretto a Balotelli, beccato a sparare in aria, con una scacciacani, a fine giugno, il giorno prima dell’esame di maturità.
Gli antilippiani che per azzannare Lippi hanno anche detto che ora sarà durissima per Prandelli, in realtà è il contrario, perché peggio del SudAfrica non si può fare.

Prandelli, persona intelligente, ha subito voluto incontrare l’amico Lippi!
Sono giunte le prime, velate, critiche. Poi i paparazzi lo hanno beccato mentre passeggiava con un’amica. Ed è finito su giornali e siti.

Oggi a Londra c’è l’esordio con la Costa d’Avorio, ad Upton Park, nello stadio del West Ham.
Le convocazioni hanno, manco a dirlo, fatto vacillare quelli che lo hanno accolto a braccia aperte.
Perché ci sono si Cassano e Balotelli. Ma ci sono anche sei calciatori della Juventus!!
Manca Buffon, futuro capitano, con oltre cento presenze.
E soprattutto c’è Amaurì!
Amaurì, pietra dello scandalo per un anno e mezzo.
Amaurì divenuto italiano perché Lippi lo voleva centravanti in SudAfrica. Con i soliti maligni che hanno scritto e detto che lui in Nazionale ci andava solo perché giocava nella Juve.
Ma che poi avendo segnato la miseria di cinque gol l’anno scorso i Mondiali non li ha fatti, anche, anzi soprattutto perché il gruppo, quello che ha escluso Cassano, ha detto no ad Amauri ai Mondiali.
Il no ad Amaurì ai Mondiali è stata l’unica mossa azzeccata, sempre secondo i critici di Lippi, versione 2010.
E adesso l’uomo che è l’opposto di Lippi chi convoca ? Amaurì!
Le critiche non mancano, probabilmente perché gioca nella Juve, forse perché siamo un paese poco aperto ai cosiddetti oriundi. Una cosa sola è certa le critiche a Prandelli, come allenatore e come uomo non mancheranno.

In bocca al lupo Cesare!