Racconto: Le avventure del mattino

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Capitolo 2:La mappa dei venti minori

Il tè era ancora caldo e Alma pensava, mentre si raffreddava, a come si sarebbe sviluppata la loro avventura.

Alma inzuppò un biscotto assonnata già alle nove di mattina. « Chi è Wanda? » chiese all’improvviso Alfred, e intanto la ragazza impallidiva « continuavi a ripetere quel nome mentre dormivi ».

Era riuscita a raccontargli una storia che poteva anche essere verosimile. Wanda era la donna che gli aveva portato via l’uomo che amava.

« Ma non voglio tediarti inutilmente con un passato che non ha più senso rivangare » concluse e il viso ritornò a illuminarsi.

Alma non aveva considerato che il nostro capostazione avrebbe dovuto adempiere al suo lavoro presentandosi in stazione, ma preferiva coinvolgerlo in quella loro avventura che li stava ad aspettare.

In quel mentre bussò alla porta un beduino che non parlava l’arabo classico, ma un dialetto particolare, che Alfred traduceva con fatica.

Gli mostrò una cartina che sembrava essere stata sotterrata per lungo tempo, sporca e insabbiata. Quando Alfred senza parlare l’afferrò, il nomade del deserto scomparve, lasciandolo solo.

« E’ arrivato il momento » pensò

Alfred l’aprì sul tavolo e la mostrò anche alla sua ospite. « Non è possibile » balbettò Alma terrorizzata « che rapporti hai con loro? »

« Non riesco a capire » chiese Alfred

« Con l’organizzazione! Non sei uno di loro si capisce, ma…»

« Ma faresti bene a raccontarmi tutto quello che sai, senza nascondermi niente »

« E va bene. Spero di potermi fidare. Non era dalla polizia che scappavo quella sera, ma dall’organizzazione Wanda. Avevo riconosciuto due loro uomini. E con i soldi delle mie piccole truffe volevo imbarcarmi per scappare da Tunisi e magari raggiungere l’Europa. Mi sono inventata tutto. Mi dispiace. Non sono neanche stata convincente, ma ora ti racconterò tutto e spero di potermi fidare. Devi sapere che tra l’XI e il XII secolo gli Almoravidi, una dinastia berbera proveniente dal Sahara e che regnarono sul Maghreb e sulla Spagna, intrapresero non soltanto una campagna di conquiste, partendo dall’Adrar in Mauritania spingendosi verso l’Africa occidentale poi in Marocco e fino alla parte meridionale della penisola iberica, ma anche una missione culturale e religiosa. A loro va il merito di aver diffuso l’islam nelle classi alte e nei commercianti, ma anche di aver dato un impulso significativo alla vita culturale, nei costumi e nelle tradizioni locali. Le carovane che solcavano il deserto trasportavano sale, tessuti, spezie, avorio ma anche libri che erano preziosissimi e che valevano persino dodici cammelli l’uno. Sono migliaia e migliaia i manoscritti che viaggiavano insieme alle carovane appese alle selle dei cammelli e in sacche di cuoio. Erano vere e proprie biblioteche itineranti che percorrevano il Sahara diffondendo il sapere contenuto in quei libri, di popoli e civiltà diversi. In molte zone difficilmente identificabili del deserto sono conservati questi manoscritti che rischiano di andare perduti, danneggiati dalle condizioni climatiche sfavorevoli, dall’incuria e dalla pessima conservazione. Perché ti parlo di questo? »

« Credo di capire » esclamò Alfred « ma continua, te ne prego »

« Accidentalmente ho scoperto il covo dell’organizzazione Wanda che si occupa di rubare quei libri di inestimabile valore per poi rivenderli a ricchi collezionisti. Mi stanno dando la caccia perché sono a conoscenza dei loro piani »

« E perché non ti sei rivolta alla polizia? »

« Questo non te lo posso dire. E’ un segreto »

« Immagino tu voglia sapere il motivo di questa mappa. Una volta dissetai un mercante che trasportava libri di valore e mi regalò un trattato di medicina di Avicenna, spiegandomi che un giorno degli infedeli sarebbero venuti a riprenderselo, ma non ne so niente dell’organizzazione » spiegò Alfred

Sotto la carta dei venti minori (che avevano dei nomi impronunciabili) c’era scritto:

 

Come il vento che soffia nel deserto

 

« Che vorrà mai dire? » chiese Alfred

« Come il vento che soffia nel deserto…» ripeteva Alma

« Molto strano. E a che cosa dovrebbe servirci questa mappa? »

« A trovare il loro rifugio suppongo. Mi è venuta un’idea. Portami della sabbia »

Alfred ritornò con una boccetta di sabbia che la ragazza versò sulla mano e soffiò sulla carta simulando il vento nel deserto!

E come per magia si illuminò, le lettere cambiarono lentamente posizione e la rosa che segnava i venti si dispose formando un percorso.

« Dobbiamo raggiungere una capanna in mezzo al deserto » realizzò Alfred

« Meglio che li raggiungiamo noi, piuttosto che dover ospitare quei furfanti nelle nostre case » concluse Alma e le si leggeva negli occhi tutta la rabbia e il suo terrore.

Alma e Afred si sedettero a bordo di una vecchia cassapanca che si trasformò per l’occasione in un cammello.

« Non perdere di vista la cartina » suggerì Alma

« E’ difficile orientarsi in mezzo al Sahara! » sbottò il nostro capostazione

« Eppure qua in zona dovrebbe esserci la capanna indicata »

La ragazza si era aggrappata ad Alfred. Era molto stanca e gli aveva chiesto se poteva restare in quella posizione, perché aveva bisogno di riposare. Le riserve d’acqua erano esaurite e lei era molto stanca. Alfred avrebbe voluto chiedere il cambio ma aveva la gola troppo secca anche per parlare e cadde senza forze dal suo cammello.

Alfredo seguiva perfettamente il copione della sorella. Quando avrebbe aperto gli occhi, si sarebbe trovato davanti una bellissima ragazza, di quelle che si vogliono rivedere prima di morire, come in una vecchia fiaba popolare che raccontava spesso il papà.

« Dove mi trovo? » riuscì a dire accorgendosi di non essere più nel deserto ma su un’isola

« Perché non ti piace stare qui? » sorrise la bella ragazza

La sabbia luccicava sotto i piedi di Alfred e forse non era nemmeno sabbia quella che aveva in mano e che tentava di soffiare via senza neanche avere una qualche mappa dei venti.

« Dove credi che vadano gli uomini quando sognano, fantasticano o più semplicemente svengono? A metà strada tra la realtà e la morte. In quest’isola dorata dove sulla sua spiaggia sferragliano anche i treni. Sbadatamente li hai persi o ci sei salito su. Tutti quanti. E di tutto quello che vedi, puoi averne soltanto un ricordo sbiadito al risveglio »

« Ah è così? E Alma dov’è? » domandò

« Ti sta soccorrendo, fra poco te ne andrai »

« Vuoi dire che ho preso un colpo di sole allora! Ma tu che sei meravigliosa, sembri una fata, non puoi aiutarmi a sconfiggere quei malvagi dell’organizzazione? » supplicò Alfred

« Troveresti tutto quello che ti serve, ma purtroppo non puoi portarti via niente. Neanche la sabbia! Perciò sciacquati bene le mani nel mare e ritorna da Alma. Ci rivedremo presto »

Alfred aveva ancora in tasca la boccetta che aveva prestato ad Ama. Non resistette all’impulso di prendere almeno un po’ di quella sabbia. Era convinto che gli potesse servire.

Con le mani dietro la schiena cercava di riempire il piccolo contenitore di vetro e se lo mise tra le mutande, perché la fatina non potesse vederlo. Sperava ardentemente che non gli cadesse.

« Stai incominciando a riprenderti » avvertì la bellissima ragazza che cancellò dal corpo del capostazione la sabbia che gli era rimasta addosso, sulle gambe, sulle braccia, sui suoi capelli « vai… » gli disse come per pronunciare una formula magica.

Bastò un suo gesto che Alfred si ritrovò in aria e subito dopo disteso nuovamente in mezzo al deserto.

« Alfred! Alfred! Svegliati! » lo scuoteva Alma

Aprì gli occhi e qualcosa in mezzo alle gambe lo infastidiva.