Presentato il volume"Con l'Africa dentro" a Senigallia

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Presentata l'ultima opera di Gabriele Tinti a Senigallia  che tratteggia il grande Kalambay

 Senigallia, 29/07/2010

libro_kalambay_003Foto - Il critico d'arte Tinti tra il Presidente Fradeani e Sumbu Kalambay


Nella suggestiva cornice della Rotonda a Mare della città marchigiana e davanti ad un discreto ed interessatissimo pubblico, il noto critico d’arte Gabriele Tinti, ha presentato in forma multimediale, il suo ultimo libro: “Con l’Africa dentro”. Un omaggio al campionissimo Patrizio Sumbu Kalambay raccontato in maniera diversa, interessato più all’uomo senza peraltro tralasciare le sue imprese sportive; partendo dall’Africa per giungere fino ad oggi con Patrizio all’angolo di campioni quali Vidoz , Piccirillo, Cantatore e Perugino.Con l’Africa dentro è la storia di un grande campione della boxe. Perché Sumbu Kalambay campione lo è stato, oltre che per la propria classe inarrivabile, anche nella vita. La sua gentilezza, l’aristocrazia del suo cuore lo hanno fatto amare e “adottare” in Italia. Le sue origini lontane, il riscatto, la sua voglia di fuga, di respirare altrimenti. Le sue sconfitte come e più delle proprie vittorie fuori e dentro il ring, molto retoriche pure così vere, sono l’effettivo attivante di questo piccolo volume. Che ci racconta dell’Africa, delle fatiche degli inizi, del successo in America, degli allenamenti duri a Las Vegas e a New York. In un ritmo svelto e sincopato, perché la boxe è “forza vibrante, arte in velocità” (Tiberio Mitri) è dolore e amore. Perché la storia che Gabriele Tinti ci racconta – in definitiva - è storia di una vita e d’una amicizia.“Sul ring non c’è scampo, né tempo per le prove. E non ci sono nemmeno le controfigure per le scene pericolose. Bisogna andare incontro al pericolo. Tutti i pugni fanno male e rovinano, anche quelli di un picchiatore di seconda categoria. Ma il ring è onesto, assegna verdetti, dà risposte. Ti dice chi sei, ti trova un posto, anche se perdi. La vera umiliazione non è finire a terra, ma non riuscire a difendersi. E restare senza fiato e senza traguardi. Kalambay ha fatto invece respiri lunghi, dall’Africa all’Italia, e Gabriele Tinti, in uno scambio dei ruoli, si è trasformato in un allenatore capace di ascoltare e di rimettere a posto i pezzi”.Hanno partecipato alla presentazione, oltre all’autore, un Kalambay decisamente più loquace che ha tratteggiato episodi della sua vita in Africa, ante e post i successi sportivi ed il Presidente della Federboxe marchigiana, Gabriele Fradeani, che ha citato simpatici aneddoti relativi ai primi matches di Kalambay in Italia.