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Valero sfianca De Marco con una grande prestazione

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Nel sottoclou  di Monterrey Abregu batte bene Gutierrez

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Adesso sappiamo tutti che Edwin Valero (27-0, 27 K.O.) è davvero una presenza con cui il boxing internazionale dovrà fare i conti probabilmente per lungo tempo. Il 28enne venezuelano ha conservato il titolo di sigla WBC battendo per abbandono all'inizio del 10° round il 24enne messicano Antonio De Marco (23-2-1, 17 K.O.) ma è soprattutto importante non tanto il risultato in sè ma come ci si sia arrivati e contro chi.
De Marco non è pugile al livello di un Marquez nè di un Casamayor al meglio, ma è un pugile di tutto rispetto che ha posto a Valero sicuramente dei problemi superiori ai suoi precedenti avversari: Il venezuelano ne è uscito alla grande nonostante l'handicap del sangue inarrestabile per una ferita alla tempia destra subita nel secondo round.
Questa volta, pur chiudendo prima del limite, Valero non ha vinto soprattutto per la potenza dei suoi colpi ma per la superiore velocità, continuità e per una abilità tecnica che forse non era mai stato costretto a tirare fuori. 
Come al solito De Marco ha iniziato con il freno a mano tirato e facendo molta attenzione, si basava sul tempismo del suo jab destro (entrambi i contendenti sono mancini) che Valero prendeva spesso in faccia tanto che già al primo round aveva la guancia destra gonfia e tagliata. Ma il volume di lavoro di Valero era superiore, i suoi colpi più pesanti, soprattutto spesso portati in combinazione.
Nel secondo round un involontaria gomitata apriva lo spacco impressionante alla tempia di Valero e lo stupido regolamento del WBC imponeva all'arbitro un punto di penalizzazione allo sfidante. Sicuramente quel taglio dalle nostre parti avrebbe portato all'interruzione e al pari tecnico, ma a Monterrey, Messico, e in generale nel Centramerica e anche più su non si bada tanto per il sottile. Valero tornava a combattere con la grinta di un Roberto Duran.
De Marco ha provato ad alzare il proprio ritmo ma questa volta non era certo sufficiente. Portava anche dei bei colpi ma non riusciva ad avere continuità e sempre più spesso Valero, pur respirando a bocca ampiamente spalancata, lo stringeva alle corde per mettere i suoi colpi corti, saettanti e in serie, che De Marco non riusciva a vedere da dove arrivassero, per poi fare un passo indietro e mandare la reazione del messicano a vuoto.
L'ottavo round, molto bello, era la perfetta radiografia del match: un ragazzo di buon talento pugilistico, coraggioso e volitivo, che provava il tutto per tutto ma veniva sopraffatto dalla superiorità avversaria soprattutto sul ritmo e la continuità d'azione. Il nono round era solo il preludio a una interruzione doverosa e rispettosa della realtà, perché De Marco stava prendendo troppi colpi e non aveva più la possibilità di rovesciare il match. Su Valero c'è sempre la spada di Damocle della sua inidoneità fisica ai grandi ring statunitensi, ma non è improbabile che qualcuno finisca col chiudere entrambi gli occhi.
Nel sottoclou l'argentino Luis Carlos Abregu (29-0, 23 K.O.) ha battuto nettamente ai punti il colombiano residente a Miami Richard Gutierrez  in un match che non ha mancato di essere emozionante soprattutto nella sua prima parte, ma con Abregu sul ring ciò è normale. L'argentino è uomo dalle mani d'acciaio ma dal mento fatto di materiale molto meno resistente e queste sono caratteristiche che portano alla spettacolarità. 
Gutierrez ha iniziato in caccia il primo round, cercando di accorciare la distanza ma non facendosi precedere da un adeguato jab. Abregu girava al largo per trovare la giusta distanza su cui fare leva per i suoi colpi potenti ma nel secondo round si inginocchiava su un gancio sinistro al mento con effetto ritardato.
Ripartiva però a spron battuto sfruttando la troppa fretta di concludere che aveva assalito Gutierrez. Nel terzo round era quest'ultimo a terminare al tappeto su un uno due di Abregu preceduto da un grande montante destro  che aveva già ammorbidito il colombiano. Gutierrez non era mai stato al tappeto in tutta la carriera (24-4-1, 14 K.O.) anche se aveva perso prima del limite con Angulo.  
Il colombiano riusciva a fatica a concludere il round ma in tutto il resto del combattimento dimostrava di avere le armi ormai spuntate. Qualche bel destro isolato era però soverchiato dalle reazioni dell'argentino il cui montante destro era davvero notevole. Nonostante la bella vittoria difficilmente Abregu avrà un grande futuro in una categoria piena di grandi pugili, tanto è vero che si parla di un suo passaggio nella categoria superiore.