Tutto é cambiato sia a livello politico che sportivo (Michele Pizzo)
A distanza di 47 anni, Mosca torna ad ospitare i Campionati Europei Assoluti e la Nazionale italiana vi si ripresenta ancora con 8 pugili (a meno di una probabile defezione di Clemente Russo). La speranze è quella di conquistare, stavolta, qualche medaglia d’oro, diversamente da allora (la manifestazione si svolse dal 26 maggio al 2 giugno 1963), quando il bottino fu, però, abbastanza buono essendo stati conquistati 2 argenti e 4 bronzi.
Erano decisamente altri tempi ed era proprio difficile immaginare che nel giro di pochi lustri la situazione sarebbe cambiata quasi radicalmente a livello politico, con la dissoluzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, e conseguentemente sportivo.
(Bruno Arcari)
I RICORDI DEL 1963
“La polizia – ricorda il marsalese Giovanni Girgenti, che era uno degli otto pugili italiani impegnati in quella competizione – ci accompagnava e ci teneva continuamente sotto controllo. Una delle poche volte che elusi la loro sorveglianza, mi trovai ad avere richiesto un mio cappotto: lo vendetti per 60 mila lire che per quei tempi era una bella cifra. Quando ne parlai con Natale Rea (che era il nostro allenatore assieme ad Armando Poggi), mi chiese se di fare la stessa cosa con alcuni suoi indumenti. In quanto al Campionato Europeo, l’organizzazione era perfetta, come fortissima era la
Nazionale sovietica. Personalmente, dopo tre belle vittorie (contro il bulgaro Traykov, lo jugoslavo Mitrovic e l’irlandese McCourt), disputai e persi la finale col moscovita Stanislav Stepashkin, un fuoriclasse di grande esperienza (aveva alle spalle un notevole numero di combattimenti in più dei miei circa 40), tecnica e potenza, che vinse poi le Olimpiadi di Tokio del 1964 e gli Europei del 1965, sempre da peso piuma.
(Silvano Bertini)
Con me vinse la medaglia d’argento Silvano Bertini nei welter; quelle di bronzo furono conquistate dal mosca Paolo Vacca, dal leggero Giuseppe Sabri, dal superleggero Bruno Arcari e dal massimo Dante Canè (prima foto in alto), mentre vennero eliminati, rispettivamente nei preliminari e nei quarti, il superwelter Remo Golfarini e il medio Dino Murru”.
L’EVOLUZIONE STORICA
In quell’Europeo del 1963, l’Unione Sovietica andò vicina al dominio assoluto in tutte le dieci categorie di peso, riuscendo a conquistare 6 medaglie d’oro e 4 d’argento. Due primi posti andarono alla Polonia, molto forte in quel periodo, uno all’Ungheria e uno alla Cecoslovacchia, ma complessivamente l’Italia fu seconda dietro l’Urss.
Lo strapotere dei sovietici e la possibilità degli altri di poter raccogliere delle buone…briciole ha una spiegazione geopolitica e sportiva. Infatti va tenuto presente che per entrare a far parte della squadra “rossa” bisognava superare una selezione con difficoltà probabilmente superiori agli stessi campionati europei. In merito basta ricordare che l’Unione Sovietica, oltre alla Russia,comprendeva Armenia, Azerbajan, Bielorussia, Estonia, Georgia, Lettonia, Lituania, Moldavia, Ucraina, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, ora repubbliche autonome, alcune della quali dal 1993 (l’Urss si era sciolta a fine 1991) in poi sono diventate delle notevoli forze pugilistiche in Europa e in Asia (le ultime quattro). Quindi, con l’inserimento di queste Nazionali si è allargata la base e si è avuta una distribuzione diversa dei valori sportivi, che già, a livello mondiale, dal 1968 erano stati un po’ stravolti dall’avvento di Cuba.
GLI EUROPEI DEL 2010
Quella di quest’anno si prospetta come una edizione molto agguerrita, sicuramente di qualità migliore rispetto a quella del 2008 a Liverpool in cui l’unico presente dei medagliati di Pechino fu l’ucraino Vasyl Lomachenko (kg.57) che conquistò il primo posto come aveva fatto alle Olimpiadi e farà ai Mondiali di Milano.
Per il resto all’edizione scorsa molte Nazioni mandarono le “seconde linee” (l’Italia vi partecipò con Alfonso Pinto, Alessio Di Savino, Dario Vangeli e Alessandro Sinacore, tutti eliminati agli ottavi).
Ora a Mosca…la musica sarà diversa perché per i migliori pugili europei c’è la prospettiva di guadagnare credito nei propri schieramenti nazionali in vista delle Olimpiadi di Londra 2012 e, magari, della più vicina World Series.
Sicuramente in questo imminente 38° Campionato Europeo, fra le formazioni più “stabili” ed anche più anziane c’è quella azzurra la quale, a parte gli esordienti Vincenzo Mangiacapre kg.64, classe ’89) e Simone Fiori (kg.81, nato nel 1985), ripropone i collaudati Vincenzo Picardi (kg.51), Vittorio Parrinello (kg.54), Alessio Di Savino (kg.57), Domenico Valentino (kg.60), Clemente Russo (kg.91) e Roberto Cammarelle (kg.+91), tutti oltre i 26 anni di età e alcuni abbondantemente.
Anche sotto quest’ultimo aspetto è cambiato qualcosa nel tempo, se si considera che nella spedizione del 1963 il più anziano era Sabri, nato il 31 gennaio 1940, e il più giovane Girgenti, nato il 18 dicembre 1942.
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