Boxe Ring Web

Dopo Mosca, sarà il 2010 l'annus horribilis del pugilato italiano?

E-mail Stampa PDF




Nazionale_Mosca
Sicuri che non si debba cambiare strada? (di Vittorio Parisi)







Cammarelle(Roberto Cammarelle)
Nello sport la sconfitta è dietro l'angolo e fa parte del gioco, come del gioco fa parte saper sia perdere che vincere. Ma quando le cose vanno male contrariamente a tutte le aspettative è doveroso cercare di capire perché. La Nazionale italiana torna infatti dagli Europei di Mosca con il magrissimo bottino del bronzo vinto da Antonio Picardi e con il crollo inatteso dei campioni del mondo 2009 Domenico Valentino e, soprattutto, di Roberto Cammarelle. Un risultato del genere è del tutto al di sotto delle aspettative ma il risultato eclatante, due medaglie d'oro, dei mondiali di Milano aveva nascosto il pericolo solo ai meno accorti, bastava infatti notare che nessun altro italiano, a parte appunto i vincitori Valentino e Cammarelle, fosse approdato alle semifinali.  Il problema del ricambio era evidente ed ora rischia di farsi avanti in maniera drammatica visto che l'unico volto nuovo della Nazionale che fosse realmente interessante, Davide Cenciarelli, è incappato nella disavventura che tutti conosciamo e, fatto salvo che gli auspici di tutti siano per un ritorno normale alla vita del ragazzo, un ritorno all'agonismo francamente sembra del tutto impossibile. Ma della vicenda Cenciarelli si occuperà chi di dovere, dentro (si spera) e fuori (di sicuro) della Federazione.


Valentino(Domenico Valentino)

Da molto tempo ormai la FPI ha imboccato la strada di una sorta di dilettantismo (o professionismo sarebbe meglio dire) di stato allineandosi, curiosamente, a sistemi non più in uso da tempo anche altrove. Il motivo è semplice, più medaglie si portavano a casa più "attenzione" si aveva dal CONI, o almeno erano questi gli auspici. Abbiamo così trasformato le nostre migliori promesse in perenni dilettanti. In sostanza i nostri pugili finti dilettanti (tanto ormai De Coubertin e i suoi principi fanno parte del passato) hanno preso il posto di quelli contro i quali sbraitavamo in coro a suo tempo perché di dilettanti avevano solo lo status.

Per questa ragione un Cammarelle non poteva perdere questo torneo, lui che in un altro paese avrebbe dovuto essere ora la punta del professionismo magari in attesa, assieme al collega ed ex avversario  Povetkin, di combattere per un titolo di sigla. Invece succede che tutte le Nazionali dopo le Olimpiadi si siano molto rinnovate e se ai Mondiali erano ancora sperimentali nove mesi dopo agli Europei lo sono state meno e così succede che spunta un ragazzone russo e addio Cammarelle.

A giudicare dalle dichiarazioni rilasciate dai responsabili risulta che nessuno, perdonatemi il gioco di parole, sia responsabile se non, magari, il pugile. Mai che nessuno dica è colpa mia o magari si dimetta. Non si capisce poi cosa voglia dire che gli obbiettivi siano altri come se i Campionati Europei fossero un torneo minore. Se si allude ai mondiali 2011 e alle Olimpiadi 2012 è bene che si sappia che rischiamo di non prendere nemmeno il bronzo di Mosca.
Ma c'è dell'altro.


Picardi_copy(Vincenzo Picardi)

Tutte le volte che mi è capitato di raccontare all'estero, soprattutto negli USA, il sistema in voga da noi ho raccolto stupore e incredulità, assieme alla sensazione che la credibilità della boxe dilettantistica sia defunta da un pezzo.  E c'è un altro aspetto che non va sottovalutato. Al pubblico italiano le imprese dei nostri finti dilettanti importanto assai poco. Se ne accorgono solo se prendiamo una medaglia alle Olimpiadi e, come si lagnò lo stesso Cammarelle, solo per alcuni giorni, esattamente come avviene per il lottatore o il canoista di turno che ripiombano nell'oscurità per riemergere dopo altri 4 anni.  La prova di quanto scriviamo è il flop a livello pubblico dei Mondiali di Milano, con lunghissimi giorni di deserto al Forum e semifinali e finali zeppe di invitati se no anche in quell'occasione ci sarebbe stato quello che in teatro si chiama "forno".
Forse a qualcuno sembrerà assurdo ma la verità è che se il professionismo italiano muore, e sta morendo, il pubblico si volge ad altri sport, non certo al dilettantismo, viceversa prosperasse allora anche il dilettantismo sarebbe guardato con interesse per vedere cosa emerge dal meglio delle palestre italiane.

Il 2010,doveva essere l'anno del professionismo secondo la FPI, invece la situazione è sotto gli occhi di tutti: livello complessivamente basso, una generazione ormai al tramonto, un settore femminile in stagnazione dopo le speranze di qualche tempo fa. Certo, si dice che i soldi non ci sono ed è pure vero, ma siamo sicuri che a mancare siano solo i soldi? Ed è la FPI in grado di recuperare il terreno perduto in mezzo agli scandali centrali ,e da ultimo pure periferici, che l'avvolgono?
Nessuno può e deve gettare la croce addosso ai Cammarelle, ai Valentino e ai loro compagni che il loro dovere l'han fatto e le medaglie le hanno già portate a casa. Come già scritto altrove se mancassero di motivazioni, o fossero un po' logori, non ci sarebbe troppo da sorprendersi.
La domanda finale vera è un'altra: è giusto andare avanti così?




 

Google Ads


Visitatori online

 88 visitatori online

Eventi in Italia

Banner

Eventi nel Mondo

Statistiche

Tot. visite contenuti : 1892581