
Le opinioni di Francesco Damiani, le prospettive, le curiosità...(di Michele Pizzo)
Non si può archiviare il recente 38° Campionato Europeo assoluto senza una ulteriore disamina (fatta con l’interlocutore più qualificato, il direttore tecnico Francesco Damiani) dei negativi risultati della Nazionale italiana che, alla vigilia, era pronosticata come seconda forza dietro i russi padroni di casa.
L’ANALISI DI DAMIANI -
Francesco, cos’è successo a Mosca?
“E’ la domanda giusta – risponde Damiani – perché un po’ tutti si è rimasti increduli per l’esito finale che ci ha visto conquistare soltanto una medaglia di bronzo con Picardi. Purtroppo è successo che i ragazzi, almeno quelli su cui si puntava maggiormente, ossia Roberto Cammarelle (kg.+91) e Domenico Valentino (kg.60), sono andati male accusando una certa stanchezza, più psicologica che
fisica, dopo essere stati per tre anni al top. Però è meglio che sia successo in questa occasione piuttosto che ai prossimi Mondiali del 2011 in Korea o alle Olimpiadi del 2012 a Londra. Bisogna dimenticare Mosca e guardare avanti”.
- Oltre ai due big, anche Vittorio Parrinello (kg.54) e Alessio Di Savino (kg.57) sono apparsi un tantino sotto tono, mentre non si può rimproverare nulla a Vincenzo Mangiacapre (kg.64), a Simone Fiori (kg.81) e al sempre generoso Vincenzino Picardi (kg.51).
“I 21enni Fiori e Mangiacapre – evidenzia Damiani – hanno fatto bene in questo loro esordio in un campionato tanto importante e può esserci soltanto il rammarico di aver affrontato nelle rispettive categorie elementi bravi ed esperti come l’irlandese Kenneth Egan e l’ungherese Gyula Kate (entrambi classe ’82 e plurimedagliati nei maggiori tornei internazionali – n.d.r.). Picardi ha perso onorevolmente col favorito russo, poi campione continentale, Misha Aloyan. In quanto a Parrinello e Di Savino sono mancati, come altre volte, di quel quid che gli possa permettere il salto di qualità per prestazioni più autorevoli contro i migliori antagonisti”.
LE PROSPETTIVE-
Ritornando a Valentino e Cammarelle, come hanno preso la sconfitta (contro l’inglese Tom Stalker e il russo Sergey Kuzmin, poi rispettivamente vice campione e campione continentale) e quali prospettive si danno?
“Chiaramente – replica Francesco Damiani – sono rimasti un po’ delusi, soprattutto Roberto che aveva iniziato bene ed ha avuto una flessione soltanto nella terza ripresa. Entrambi, però, sono animati da una decisa voglia di rivalsa, pensando ad impegni più importanti dopo un certo periodo di riposo che sarà utile anche per gli altri. C’è da aggiungere che Cammarelle, a causa di un
suo acciacco alla schiena, dovrà fare un’attività differenziata sia a livello di allenamenti e sia di combattimenti preparativi alle maggiori competizioni. Domenico, invece, non ha problemi fisici ma deve trovare le migliori motivazioni psicologiche per evitare ulteriori prestazioni altalenanti. In
sintesi, possono dare ancora molto alla nostra Nazionale”.
- Che è o non è da considerare un tantino… anzianotta, con Clemente Russo (assente a Mosca per infortunio), Cammarelle, Valentino, Parrinello, Di Savino e Picardi, tutti oltre i 26 anni di età ?
“Il problema dell’età – ribatte Damiani – può essere relativo quando si sta bene e si hanno gli stimoli giusti. Poi sulla esigenza di inserire in Nazionale i giovani non ci sono dubbi. Ne abbiamo di interessanti che si stanno formando. Però buttarli nella mischia non può essere soltanto un fatto di
coraggio. Bisogna dosare il loro utilizzo, portarli ad una crescita graduale e non mandarli allo sbaraglio in grosse competizioni contro elementi già ben collaudati. Come in tante cose, anche in questo caso la pazienza deve essere una virtù…”.
MOSCA… PER GLI ALTRI -
La Russia, con 7 medaglie d’oro e 1 di bronzo, ha dominato, lasciandosi dietro una sorprendente Irlanda (1 oro, 1 argento e 3 bronzi), l’Ungheria (1,1,1), l’Armenia (1,0,2), la Germania (1,0,2), l’Inghilterra (0,3,1), la Francia (0,2.0), l’Ucraina (0,1,4), la Bielorussia (0,1,3), la Bulgaria (0,1,1), l’Azerbajan (0,1,0), più Galles, Israele, Italia e Spagna con un solo bronzo. A parte queste 15 Nazioni, le rimanenti 25 (Albania, Austria, Bosnia-Herzegovina, Montenegro, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Olanda, Lettonia, Lituania, Macedonia, Moldavia, Norvegia, Polonia, Romania, Scozia, Serbia, Slovenia, Slovacchia,
Svizzera, Svezia e Turchia) sono rimaste tutte…a secco.
Unico pugile a confermarsi al vertice continentale rispetto all’edizione del 2008 è stato il russo Egor Mekhontsev (kg.91, classe 1984), il quale ha “infilato” il terzo oro consecutivo dopo quello europeo di due anni addietro e quello mondiale del 2009.
Il terzo oro è arrivato anche per i russi Albert Selimov (kg.60, classe ‘86), dopo le vittorie dell’Europeo 2006 e del Mondiale 2007 (entrambe nei kg.57), e Artur Beterbyev (kg.81, ‘85), già sul più alto podio europeo del 2006 e mondiale del 2009. Hanno aggiunto la medaglia più pregiata a qualche altra: i russi Misha Aloyan (kg.51, ‘88) e Eduard Abzalimov (kg.54, ‘84), l’irlandese Paddy Barnes (kg.48, ‘87), il tedesco Denis Makarov (kg.57, ‘86) e l’armeno Harchik Javakhyan (kg.64, ‘84), mentre sono approdati alla prima vittoria assoluta – sempre parlando dei maggiori campionati, ossia quelli europei e mondiali, nonché delle Olimpiadi – l’ungherese Balazs Bacskai (kg.69, ‘88), il bielorusso Artem Chebotarev (kg.75, ‘88) e il russo Sergey Kuzmin (kg.+91, ‘87).
Il più giovane a far sua una medaglia è stato l’azero Elvin Mamishzade (argento nei kg.48), che è nato il 17-12-1991, seguito dall’irlandese Tyrone Mc Cullough (bronzo nei kg.57), nato il 9-9-1990, e l’inglese Iain Weaver (argento nei kg.57), nato il 17-1-1990. Il più anziano, invece, è stato il bielorusso Magomed Nurutdinov (bronzo a kg.69), nato il 4-1-1981, quasi “gemello” dell’ucraino Roman Kapitanenko (bronzo nel kg.+91), nato il 21-1-1981.
Fra i partecipanti in età più avanzata, il primo posto spetta al bielorusso Bato-Munko Vankeyev (kg.51), nato il 4-2-1977, che è stato battuto negli ottavi dal turco Selkuk Eker di quasi 15 anni più giovane essendo nato il 18-12-1991.
CURIOSITA’-
In tema di curiosità non si possono non citare degli strani punteggi di alcuni combattimenti. Ad esempio sarà stata tanta l’amarezza del turco Adem Kilicci battuto nei quarti dal russo Chetobarev (poi campione europeo dei kg.75) col verdetto di 6-5 determinato dal finlandese Roos che lo ha dato sconfitto per 3-0 contro 3-2 e il 2-1 in suo favore dello slovacco Just
e del tedesco Ruhnau. Ancora Roos si è distinto per l’1-0 in favore dello slovacco Dydi in divergenza col francese Pascalin e con l’azero Mirhuseynov propendenti per il 4-1 pro il bielorusso Konitsin (ottavi dei kg.57)
Altro giudice in netto disaccordo coi colleghi è stato l’algerino Kamli (“recidivo”, al pari dell’indiano Kowli) propendendo per l’1-1 contro il 6-0 e il 6-1 del turco Cinar e dell’ungherese Zoltan nel match fra l’inglese Yafai Gamal e il moldavo Petru Apostol. Di contro Kamli ha…visto un 6-0 nell’incontro fra l’inglese Stubbs e il lituano Vysniauskas (ottavi, kg.48) che lo spagnolo
Alloza e lo slovacco Just hanno giudicato pari (2-2 e 1-1).
Ma il divario maggiore lo hanno fatto registrare l’ungherese Zoltan e il tedesco Ruhanau attribuendo rispettivamente i punteggi di 1-3 e 7-0 (contro l’1-1 del tunisino Braham) in Vugdelija (Croazia)-Kiriyenko (Bulgaria) degli ottavi kg.91.
Non c’è da scandalizzarsi: anche ai giudici può capitare il momento negativo, quando non si tratti di problemi…di posizione o di daltonismo.
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