La formazione italiana in vista del torneo - (di Michele Pizzo)
“Meglio di così non si poteva fare”. Il dott. Paolo Taveggia esprime con queste parole la sua soddisfazione per l’allestimento della squadra di Milano che parteciperà alla prossima competizione internazionale World Series of Boxing, il cui inizio è previsto per il 19 novembre.
Lunedì scorso a Londra, in occasione dell’ingaggio da parte dei 12 team partecipanti (Istanbul, Milano, Mosca e Parigi, per l’Europa; Astana, Baku, Delhi e Pechino, per l’Asia; Boston, Los Angeles, Città del Messico e Miami, per l’America), la Boxe in Progress Srl di Milano - presieduta da Silvia Hrubinova, moglie del compianto campione mondiale Giovanni Parisi, e con Taveggia amministratore esecutivo -ha definito l’organico ingaggiando sei pugili stranieri.
Così l’allenatore Francesco Damiani avrà a disposizione i seguenti 12 atleti:
Vittorio Parrinello e Vincenzo Picardi per la categoria fino a kg.54 (gallo);
Domenico Valentino e il mongolo Enkhzorig Zorigtbaatar a kg.61 (leggeri); Diego Di Luisa ( al cui posto era stato indicato erroneamente Ivano Del Monte, non più interessato a partecipare alla competizione), Luca Podda e l’ucraino Sergiy Derevyanchenko) nei kg.73 (medi); il montenegrino Bosko Draskovic e il lettone Nikolajs Grisunins fra i kg.85 (massimi leggeri); Clemente Russo, il bosniaco Damir Beljo e l’olandese Benjey Gilton Zimmerman, nativo delle Antille, nei kg.+91 (massimi-supermassimi).
- Erano possibili scelte migliori e potrà essere aggiunto qualche altro pugile?
“Francamente – risponde Paolo Taveggia – il sistema del sorteggio adottato nell’occasione non mi è sembrato molto equo non avendo dato a tutti le stesse possibilità di scelta. Da questo punto di vista siamo stati un po’ danneggiati, ma siamo riusciti ugualmente e districarci bene perché in precedenza avevamo fatto un lavoro,minuzioso studiando le caratteristiche e le quotazioni pugile per pugile e categoria per categoria”.
Tralasciando per ora i ben conosciuti italiani, per quanto riguarda gli stranieri c’è da dire che sono di particolare affidamento soprattutto Zorightbaatar e Derevyanchenko. Il primo (classe 1987) è campione nazionale della Mongolia (kg.60) ed ha una buona esperienza internazionale avendo partecipato anche alle Olimpiadi del 2008, ai Mondiali del 2007 e 2009. Derevyanchenko (’85), campione,dell’Ukraina, è fra i primi dieci pesi medi mondiali; è stato terzo ai Mondiali 2007 e presente alle Olimpiadi 2008 e ai Mondiali 2009; ha vinto la President Cup del 2009 e in aprile ha fatto la prima
esperienza con la formula della Wsb battendo, nel test event, il,brasiliano Yamaguchi Falcao. E’ abbastanza quotato Grisunins (’84), che forse non si è espresso mai compiutamente nelle maggiori competizioni, mentre potrebbero ritagliarsi il ruolo di outsider Draskovic (’87), presente ai Mondiali 2007 e 2009, Zimmerman (’87), dal fisico possente che ha preso parte ai Mondiali 2009 e che conta incontri di rilievo nel kickboxing, e Beljo (’84), campione della Bosnia-Herzegovina vincitore in marzo del Torneo Beogradski Pobednik.
Condivisibile è, poi, la decisione di avere più pugili nelle superiori categorie di peso dove i rischi sono maggiori.Si può dire che un po’ tutte le altre squadre (su cui torneremo in altra occasione) si sono attrezzate discretamente, a cominciare,dall’indiana Delhi, mentre Mosca è stata l’unica franchise a non ufficializzare il proprio organico, almeno per quanto riguarda i pugili nazionali.
“Abbiamo fatto notare ai rappresentanti dell’Aiba – evidenzia Paolo Taveggia – che questo comportamento dei russi non era una cosa consona ed abbiamo avuto l’assicurazione che i nominativi saranno resi noti al più presto”.
Restano ancora da “focalizzare” due punti rilevanti della Wsb: le date del calendario dei confronti della regular session (fra squadre dello stesso continente), che dovrebbero avvenire di venerdi o di sabato auspicabilmente in concomitanza, e del punteggio da assegnare ad ogni squadra in ciascun confronto per stabilire la graduatoria finale per l’accesso (della prima di ogni continente e della migliore seconda classificata fra tutte le 12 concorrenti) ai successivi play-off.
In quest’ultimo caso sarebbe preferibile dare un punteggio diverso al risultato dei singoli confronti (di un combattimento per ciascuna delle 5 categorie di peso), non potendosi considerare un 5-0 uguale a quello 3-2. Allo stesso tempo, però, bisognerebbe attribuire il punteggio per la classifica con una certa ponderazione che sia diversa dal risultato in assoluto magari dipendente talvolta da indisponibilità o infortunio di qualche pugile.
Facciamo un esempio (per semplificare consideriamo soltanto gli incontri del girone d’andata, moltiplicabili per due per avere la serie completa della regular season) relativo alle squadre europee con l’ipotesi dei seguenti risultati:
Milano-Mosca 3-2; Milano-Parigi 4-1; Milano-Istanbul 3-2; Mosca-
Parigi 5-0; Mosca-Istanbul 4-1; Parigi-Istanbul 3-2. La graduatoria basata semplicemente sui dati di tali risultati vedrebbe primeggiare Mosca con 11 punti (2+5+4), ma con 2 vittorie e 1 sconfitta, seguita da Milano con 10 punti (3+4+3), vincitrice di tutti e tre i confronti, da Istanbul con 5 punti (2+1+2), senza alcuna vittoria, e da Parigi con 4 punti (1+0+3), vincitrice di un confronto.
Quindi. occorrerà stabilire un criterio che assicuri la maggiore equità possibile e che possa evitare certi…inconvenienti.
| < Prec. | Succ. > |
|---|


