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Il ritorno di "Iron" Elga

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Un pari di stretta  misura ha salutato il ritorno sul ring di Elga Comastri dopo un lungo periodo di squalifica. 
La storia non facile di una ragazza che  non può abbandonare il ring e si ispira   ad "IronMike"  ....il suo mito.
( Di Caterina Bettin )

Le storie dei pugili sono sempre storie appassionanti. Sono storie che passano per la carne ed anche questa non fa eccezione.

Breve riassunto della vicenda di Elga Comastri: vincitrice ad Igea Marina dei Campionati Italiani del 2007, nel mese di maggio viene scoperta positiva ai cataboliti della cocaina, e nel luglio dello stesso anno scatta la squalifica che la terrà ferma per due anni. Qualche mese fa l’avevamo raggiunta per telefono, e ci aveva comunicato con amarezza la decisione di ritirarsi.

La squalifica è scaduta lo scorso 12 luglio. Fortunatamente Elga, questa volta, ha cambiato idea. Sabato 18 luglio è tornata sul ring per incrociare i guantoni con Linda Mannucci (ASD Boxe Fight and Fitness). Il match è finito con un verdetto di parità.

 

BRW: Com’è stato tornare sul ring?

EC: Ero parecchio agitata, e sebbene abbia alle spalle più di 100 match tra kick boxing e pugilato ancora non sono in grado di gestire la tensione. Sono emotiva, mi prendono tutti in giro per la mia “ansia da prestazione”.

 

BRW: Solo questo o c’è dell’altro?

EC: Credo che sentire il cuore in gola prima di salire quelle tre scalette sia normale. Ma questa volta in ballo c’erano altre questioni: avevo paura che tutti mi additassero come “la dopata”, avevo paura di non essere all’altezza… Non mi sento ancora in forma come prima della squalifica, in fin dei conti ho ripreso ad allenarmi solo un paio di mesi fa.

BRW: Com’è andato il match?

EC: Ero convinta di avere vinto. Ho rivisto il match e non cambio idea, secondo me il verdetto doveva essere a mio favore. Comunque sono soddisfatta, mi sono piaciuta. E’ il primo match dopo due anni, il bilancio è in positivo.

 

BRW: Tre mesi fa parlavi di “guantoni attaccati al chiodo”. Adesso sei appena scesa dal ring . Cosa ti ha fatto cambiare idea?

EC: La passione per questo sport. Mi mancava. So che può sembrare banale, ma è la verità.

 

BRW: Che effetto ti ha fatto riprendere la routine degli allenamenti?

EC: All’inizio è stato un po’ traumatico. Chiunque frequenti una palestra di pugilato ha un obiettivo, ed io fino a poche settimane fa non ne avevo uno. Sapevo che avevo voglia di ricominciare ma non c’era la spinta della motivazione che ti pungola come quando sai di dovere salire sul ring. Poi Paolo (Paolo Pesci, ex pugile professionista e titolare dell’ASD Boxe Le Torri) mi ha proposto di combattere, e l’entusiasmo ha spazzato via tutti i miei dubbi.

 

BRW: I tuoi familiari, i tuoi amici, che ne pensano della tua scelta di riprendere a fare boxe?

EC: Il mio ragazzo non è entusiasta. Secondo lui dovrei chiudere, ma è una richiesta che non mi sento di accontentare.

 

BRW: Progetti futuri?

EC: Con Paolo stiamo valutando un’eventuale partecipazione ai campionati Nazionali di novembre.

 

BRW: Ci pensi al professionismo?

EC: Sì. Forse a gennaio 2010. Anno nuovo, vita nuova.

 

BRW: Il tuo armadietto è coperto dalla foto di Mike Tyson.

EC: Sì, è lui il mio mito. Se c’è un atleta al quale mi ispiri è sicuramente Iron Mike. Il mio obiettivo è di boxare come lui.

Il soprannome “Iron”, Elga se l’è sicuramente guadagnato. Dopo l’amarezza ha deciso di ritentare. Ha commesso un errore, ha pagato, e la sua passione l’ha riportata nuovamente a rimettersi in gioco, nonostante le paure e la frustrazioni. Un esempio di forza e tenacia. In bocca al lupo Elga!




 

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