Clay, McClure e Lopopolo da applausi! Qualche verdetto "casalingo".
La giornata del 1 settembre 1960, alle Olimpiadi di Roma, fu caratterizzata dalle performance vincenti dei sei azzurri nelle sei categorie di peso previste dal calendario.
Nei pesi gallo tremò la fama del favorito russo Gregoryev, duramente impegnato dal britannico Taylor, che fu battuto con un verdetto di 3 a 2 dopo un match davvero sul filo dell’equilibrio.
Nei leggeri continuarono a stupire le prestazioni dell’argentino Laudonio, che diede spettacolo contro il norvegese Ness.
Nei welter leggeri ancora complimenti al ghanese Quartey, il quale superò di gran lunga l’irakeno Karkhi. Nei welter pesanti e nei mediomassimi solo apprezzamenti per i pugili americani Mc Clure e Clay. Nei welter pesanti, il marine Wilburn McClure diede vita ad un match da antologia contro il tecnico argentino Lima. Il futuro campione probabilmente disputò in questa occasione la vera finale.
Nei mediomassimi lievitò la fama del giovane Cassius Clay. Il pugile di Louisville si trovò di fronte uno dei favoriti, il russo Shatkov, e lo tempestò di colpi. Il rappresentante della URSS fu colpito in ogni angolo del ring e giunse al termine, in piedi, solo al suo smisurato orgoglio.
I pugili italiani furono protagonisti di un’altra impresa: sei vittorie su sei match!
PRIMO ZAMPARINI- (Nella foto di copertina con Natalino Rea) Batte il giapponese peso gallo Haga, e il figlio del Sol Levante non era un avversario facile ! Haga nel primo round anticipa il pugile di scuola ligure ed accetta ogni scambio. Poi Zamparini mette in moto il suo “rullo compressore” e nella seconda e terza ripresa al giapponese non gli rimane che difendersi per non finire travolto
PIERO BRANDI- Nei welter leggeri il match più difficile da giudicare della giornata. Brandi si trova di fronte il pericoloso argentino Aranda, In pratica è una finale. Aranda gela tutta la platea mandando Brandi al tappeto con un destro corto da antologia e l’aretino fatica ad arrivare al suono del gong. Nel secondo assalto è Brandi ad attaccare e mette spesso alle corde Aranda che , però, è punito da un richiamo ufficiale. L’argentino reagisce alla grande nel terzo tempo ma il verdetto va a Brandi.
SANDRO LOPOPOLO- Il campione d’Italia dei piuma 1959 nella categoria superiore ha conservato la sua classe ed aumentato la potenza. E’ uno spettacolo ! Contro il leggero irlandese O’Brien mostra al pubblico della Capitale tutto il repertorio di colpi che un pugile è in grado di portare.Scende dal ring salutato da un applauso oceanico.
CARMELO BOSSI- Il welter pesante francese Diallo era considerato dalla critica “un brutto cliente” anche se con la mascella fragile. Bossi non si accorge nemmeno che Diallo possiede un buon repertorio di colpi. Lo anticipa, lo inchioda all’angolo diverse volte e mette la sua firma ad un match letteralmente dominato
GIULIO SARAUDI- Il pugile di Civitavecchia fatica contro il mediomassimo argentino Gargiulo.Il Sudamericano è scaltro, picchia duro e sopratutto nei primi round è più preciso di Saraudi.L’ultimo round è quello che salva l’Italiano. Tre minuti “ tutta grinta” disputati sempre in attacco convincono i giudici a votare a favore dell’azzurro, che ringrazia.Saraudi andrà in semifinale .
Flavio Dell'Amore
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