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2 settembre 1960. Alle Olimpiadi sei azzurri entrano in semifinale

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De Piccoli batte il favorito Abramov.De_Piccoli_-Abramov Esce di scena Brandi



Il 2 settembre del 1960 alle Olimpiadi di Roma l’appuntamento era con i quarti di finale. Molti dei pugili che saliranno sul podio saranno tra i protagonisti della giornata  ,ma non mancheranno le uscite di scena clamorose come quella del nostro Brandi, dell’argentino Botta,dell’americano Campbell.

Il miglior match della giornata è del mosca Sivko.
Il giovanissimo rappresentante dell’URSS sgomina letteralmente un candidato al podio come il tedesco Homberg e raccoglie tanti applausi.
Nei medi si mette in luce l’americano Crook. Dotato di un gran sinistro batte per ko al terzo round il rappresentante di Formosa Chang che godeva di un certo credito.
Nei welter leggeri il  ghanese  Quartey ottiene un’altra sorprendente vittoria contro il coreano Kim Duk.

Per i colori azzurri  sei sono i semifinalisti anche se giunge inaspettata la sconfitta di Brandi

PRIMO ZAMPARINI – Il Campione d’Europa  dei gallo- 1959   è  tra i primi a salire sul ring e pare abbia una fretta indiavolata. La prima ripresa del pugile di Fabriano è assolutamente  entusiasmante. Primo attacca mulinando colpi all’impazzata e il quotato americano Armstrong ,che pure è in possesso di un buon bagaglio di colpi, si intimorisce. L’azzurro vince il match disputando ancora una seconda ripresa all’attacco. Nella terza, tira il freno,ma il match ormai  è vinto .Armstrong  era nel novero dei  favoriti .

FRANCO MUSSOUn altro italiano mette fuori dalla competizione uno dei favoriti della vigilia. Nei piuma Musso batte il russo Nikonorov pur non disputando un match molto bello.  Il sovietico cerca troppo il colpo duro e si disunisce.I colpi di Musso risultano più precisi.  Al  due volte Campione del mondo militari vanno attribuiti i primi due round. Nel terzo  si concretizza una lieve supremazia del sovietico  ma il verdetto premia l’azzurro.

SANDRO LOPOPOLO- Battaglia dura nei leggeri tra Lopopolo e l’americano Campbell. Il pugile milanese inizia molto bene il match  e vince netta la prima ripresa. Poi Campbell aggiusta il “tiro” dei suoi colpi e si  appropria del secondo tempo. Le terza tornata è  molto equilibrata. I due si scambiano colpi ma nessuno è più preciso dell’altro. Il verdetto va a Lopopolo con tre giudici a lui favorevoli.

PIERO BRANDI- Ci  si aspettava di più dal vice-Campione d ‘Europa! Il  welter leggero cecoslovacco Nemeck si rivela un campione autentico. Colpi dritti, veloci e letali, notevole mobilità sul tronco. Ad un certo punto pare persino che Brandi sia più spettatore che protagonista. Aspetta troppo, non ha idee, e fatalmente perde. E’ l’uscita di scena di una delle nostre due punte di diamante.

NINO BENVENUTI – Anche l’altro nostro massimo alfiere non brilla ma vince. Benvenuti affronta il medio bulgaro Mitzev un tipo poco corretto che mette le mani dappertutto. Nino  comunque nel secondo round colpisce duro Mitzev che va al tappeto ed è contato sino all’otto.  Nella terza ripresa solo  abbracci e spinte ma l’azzurro ha indubbiamente meritato la vittoria.

LUIGI NAPOLEONI- Il romano ha la sfortuna di incappare nel granitico   sovietico Feofanov. Il candidato da tutti alla vittoria finale. Feofanov ha delle mazze al posto  delle mani  e nella prima ripresa il pugile romano deve subire un paio di colpi duri. Nella seconda ripresa un po’ per generosità un po’ per orgoglio Napoleoni accetta uno scambio e Feofanov lo stende.

FRANCESCO DE PICCOLI-(Nella foto una immagine del match) Il mestrino compie l’impresa! Contro il russo Abramov in pochi lo vedevano vincente. Lo stesso Rea prima del match dichiarò  che per Franco il match si sarebbe rivelato molto ostico, e invece il nostro gigante cosa fa?? Dopo un minuto  e mezzo con  un montante al fegato    costringe con il  ginocchio a terra ,Abramov ,che perde tutta la sua baldanza. Naturalmente c’è da soffrire ,perché Abramov non ci sta a perdere  ed attacca come un forsennato. De Piccoli , però. è una roccia .Ribatte colpo su colpo nel secondo round giudicato pari .e resiste bene nella terza tornata. Il verdetto è il suo.(Flavio Dell'Amore)




 

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