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Agli Europei femminili, Waterloo azzurra

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Una spedizione nettamente al di sotto delle attese.

I VII Campionati d’Europa femminili, in corso a Nikolayev (Ucraina), sono risultati veramente molto amari per i colori azzurri, sempre più “orfani” di Simona Galassi e delle altre atlete della sua epoca, che seppero raccogliere tanti allori, agli albori del pugilato “rosa”.

Non sarebbe giusto non sottolineare che allora la concorrenza internazionale era meno ampia, poiché ai primi passi della boxe femminile naturalmente il numero delle praticanti, in ogni parte del mondo, era inferiore a quello odierno.

 

Ciò però non può neppure del tutto giustificare una débacle come quella vissuta in Ucraina, dove su 6 match disputati, solo Marzia Davide ne ha vinto uno (per altro per 1 a 0) e dei cinque nettamente persi, 2 sono stati prima del limite.

Il cambio generazionale si sta rivelando molto più prolungato e difficile di quello che si sperava qualche anno addietro.

Ciò serva almeno di monito e d’esperienza per il futuro: anche in altri settori il cambio generazionale è ormai incombente. A buon intenditor….


Ecco il quadro definitivo delle prestazioni delle nostre ragazze:


16-9-09:  46 kg: Natalie Lungo (Svezia) b. Valeria De Francesco (Italia) 15:1

 

17-9-09: 48 kg: Elena Saveleva (Russia) b. Valeria Calabrese (Italia) 10:1

               57 kg: Marzia Davide (Italia) b. Ingrid Egner (Norvegia) 1:0

               60 kg: Denitsa Eliseyeva (Bulgaria) b. Romina Marenda (Italia) 4:1

               75 kg: Liliya Durnyeva (Ucraina) b. Patrizia Pilo (Italia) RSCI 4°r.

 

18-9-09: 57 kg: Sofia Ochigava (Russia) b. Marzia Davide (Italia) AB. 2°r.




 

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