Le finali analizzate match per match.

E-mail Stampa PDF




I protagonisti assoluti dei quindicesimi campionati mondiali alla resa dei conti.

Pesi minimosca 48 kg

Serdamba Purevdorj (MGL) vs David Ayrapetyan (RUS)

Il mongolo è un attendista puro, che evita finchè può di attaccare, anche perché è consapevole che quando lo fa si scopre.

Il russo è tenace ed ha potenza e tende a cercare di essere sempre in vantaggio.

La sua arma migliore è un gancio destro che, nonostante porti dalla distanza, giunge spesso a segno, sorprendendo i rivali.

Contro un elemento concentrato come Purevdorj, l’impresa non sarà però così facile e dovrà essere lui a tenere in mano le redini dell’iniziativa.

Pesi mosca 51 kg

McWilliams Arroyo (PUR) vs Tugstsigt Nyambayar (MGL)

Match fra due ottimi pugili, che hanno in comune una certa compattezza.

Più chiuso nella sua guardia il portoricano, che poi sa ripartire con violenza ed efficacia.

Il mongolo è elemento mai domo, che sa trovare i varchi nelle altrui difese con un pressing fisico che non conosce tregua, forte di una linearità che non perde mai.

Si preannuncia una battaglia equilibrata fino alla fine, a meno che i turni durissimi affrontati da Nyambayar abbiano lasciato un segno nella sua integrità fisica.

Pesi gallo 54 kg

Detelin Dalakliev (BUL) vs Eduard Abzalimov (RUS)

Il bulgaro non dà spettacolo, ma, chiuso a testuggine nella sua guardia, concede poco bersaglio e sa perfettamente quando mettere i colpi per fare punto, senza sprecare nulla.

Il guardia destra è abile nel forcing del tutto fisico, anche senza portare fendenti ed è abile nel punire gli altrui errori.

Si preannuncia un confronto molto tattico, quasi una partita di scacchi, dove il centro ring sarà tenuto da Abzalimov, che però cercherà di non scoprirsi e nel contempo terrà gli occhi fissi sui movimenti dell’avversario.

Pesi piuma 57 kg

Vasyl Lomachenko (UKR) vs Sergey Vodopiyanov (RUS)

Il chiaro favorito è il mancino ucraino e non va nascosto.

Oltre che più titolato e quotato Lomachenko ha speso poco o nulla per arrivare a questo punto del torneo, rendendo facile anche quanto poteva essere impegnativo, come la semifinale con Valdez.

Il guardia destra russo è un attendista abbastanza completo, con la particolare abilità di entrare ed uscire rapidamente dalle azioni.

Con l’oro olimpico, che ha un conto in sospeso con i mondiali, non potrà permettersi questo gioco perché ha di fronte qualcuno che ama dettare i tempi del combattimento, tanto quando avanza a piccoli passettini, tanto quando danza sulle gambe, mantenendo in ogni caso alta la soglia di attenzione.

Se Lomachenko non sottovaluterà il rivale (non sembra il tipo) dovrebbe essere un match senza storia, dove Vodopiyanov la metterà sulla tattica, portando pochi colpi, per non sbagliare, così da evitare repliche, e sfruttando l’effetto sorpresa di partenze improvvise.

Pesi leggeri 60 kg

Domenico Valentino (ITA) vs Jose Pedraza (PUR)

Il nostro portacolori è apparso in grande spolvero in questo torneo ed in particolare ha sfoderato un destro d’oro, che ha precisione, scelta di tempo ed una certa efficacia.

Il meglio l’ha dato senza dubbio quando ha dovuto boxare in reazione alle iniziative altrui.

In questo caso difficilmente potrà fare questo pugilato, perché il portoricano si avvicina a passetti con le mani ben alte a difesa sia del volto che del corpo.

Solo quando è ridosso piazza i suoi letali colpi stretti, quindi occorrerà un buon gioco di gamba ed un po’ di clinch, nei quali è abile, senza però eccedere per evitare pesanti richiami.

Il campano dovrà anche stare attento agli attacchi, quando porta serie a due mani che lo lasciano col volto scoperto, permettendo a Pedraza di infilare i suoi pericolosi pugni.

Il match è fattibile, ma l’attenzione deve essere massima.

Pesi superleggeri 64 kg

Roniel Iglesias Sotolongo (CUB) vs Frankie Gomez (USA)

Forse una finale più aperta di quanto molti si attendono.

Il guardia destra cubano ha classe, eleganza ed esperienza da vendere, ma Gomez sa piazzare zampate decisive in tutte e tre le riprese, sfruttando una boxe dal ritmo asfissiante che ha già fatto vittime illustri.

I portacolori dello stato di L’Avana tendono a bearsi della propria bellezza tecnica, senza conoscere il cambio di passo e questo potrebbe rivelarsi decisivo anche questa volta.

Se boxerà con sufficienza, Iglesias Sotolongo andrà incontro ad amare sorprese.

Lo statunitense è pesante nel suo lavoro al bersaglio grosso e quando doppia al volto può mettere in apprensione chiunque, facendo dimenticare di essere solo un classe ‘92.

Pesi welter 69 kg

Jack Culcay-Keth (GER) vs Andrey Zamkovoy (RUS)

Il russo ha esperienza e leve lunghissime che sfrutta con una rapidità impressionante.

Il tedesco è veramente bello da vedere con la sua boxe sciolta e varia, fatta di entrate ed uscite di buona fluidità.

A differenza del rivale, Culcay-Keth è abbastanza etereo e non da peso alle proprie iniziative.

Di sicuro farà breccia nella difesa spesso disattenta di Zamkovoy, che perde la linea e vede il proprio formidabile colpo d’occhio appannarsi sotto pressione.

Forse decisiva la stanchezza mostrata dal russo al termine dell’ultimo dispendiosissimo match.

Pesi medi 75 kg

Abbos Atoev (UZB) vs Andranik Hakobyan (ARM)

L’armeno gode di un buon vantaggio in termini di altezza ed allungo, che potrebbe sfruttare nel migliore dei modi, associati alla sua buona mobilità sulle gambe.

Non altrettanto dicasi per il tronco, che potrebbe metterlo in difficoltà contro l’uzbeko, un mancino molto arrembante ed in possesso di discreta rapidità.

Atoev è portato a non costruire l’azione quando deve attaccare e potrebbe essere trafitto dal sempre attento Hakobyan, ma allo stesso modo l’armeno deve far partire di più le braccia di quanto fatto ieri.


Pesi mediomassimi 81 kg

Artur Beterbiev (RUS) vs Elshod Rasulov (UZB)

Si incontrano due pugili abbastanza lenti, ma è senza dubbio più mobile il mancino uzbeko, abile nel mandare a vuoto chi gli sta di fronte, rientrando con fendenti non sempre precisi.

Il russo gode di una grande pesantezza di pugno, che potrebbe far valere in questo confronto, soprattutto nelle fasi finali.

Pesi massimi 91 kg

Osmai Acosta Duarte (CUB) vs Egor Mekhontsev (RUS)

Ci si potrebbe attendere di tutto da questo match.

Il mancino cubano ha sempre boxato facendo il minimo indispensabile per superare l’avversario, ma il suo pugilato felpato oggi incontra la rabbia e la potenza del russo.

Questi, pur fisicamente un longilineo, esplode ganci larghi velenosi e maligni che sanno scuotere chiunque li incassi.

Acosta Duarte non è certo elemento che brilla per la difesa ed appare mobile solo quando decide di danzare, mentre è piuttosto statico e frontale quando imposta l’azione.

Mekhontsev potrebbe toccare duro sin dall’avvio, togliendo lucidità e linea al rivale, privandolo così dei suoi vantaggi e costringendolo ad un match tutto a suo favore.

Pesi supermassimi + 91 kg

Roberto Cammarelle (ITA) vs Roman Kapitonenko (UKR)

L’uomo da battere è senza dubbio l’italiano e non solo per il palmares.

Per quanto dimostrato in questa competizione, Cammarelle ha la voglia ed i numeri per spuntarla ancora.

L’ucraino è limitato tecnicamente e non pare un cuor di leone, ben chiuso nella sua guardia.

Ha colpi di una certa efficacia, ma la differenza fisica con il nostro potrebbe impedirgli di sfruttarla.

Importante è come l’oro olimpico gestirà la tensione e mantenere la concentrazione con un Kapitonenko che potrebbe cercare l’effetto sorpresa partendo a spron battuto con fendenti caricati.




 

Google Ads