Conclusione all'ultima ripresa, per decisione tecnica a causa di ferite riportate da entrambi i pugili, poi l'assurda attesa per conoscere il verdetto
Talvolta il pugilato ci si mette di buona lena per farsi del male da solo e ieri sera, nell'affollatissima piazza Umberto 1° di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, c'é perfettamente riuscito. Per il vacante titolo Intern.le Ibf dei pesi welter, il 35 milanese Vincenzo Finzi (22-13-3; 15 ko) e il 26enne napoletano Salvatore Carrozza (9-1-0; 1 ko) hanno chiuso in parità il match, quando l'arbitro Lamusta, nel corso della decima e ultima ripresa, ha rimandato entrambi i protagonisti all'angolo per ferita, senza avere mai chiesto l'intervento del medico, e si é andati come da regolamento alla lettura dei cartellini, che hanno sancito 94 a 92 per Finzi (Rega); 93 a 93 (Zaccardi); 94 a 93 per Carrozza (Argiolas). Sin qui, nulla di strano, se non per la decisione tecnica giunta a pochi secondi dalla fine, mentre il campano sanguinava già dal 2° round al sopracciglio destro e Finzi al medesimo sopracciglio destro e al naso da alcune riprese. A questo punto, a bordo ring si sono persi almeno 15 minuti prima di emettere il verdetto, con infiniti conteggi, correzioni e riconteggi dei cartellini, impietosamente sottolineati dalle telecamere della Rai, mentre Mario Mattioli e Nino Benvenuti, non sapendo come riempire i tempi "morti", la mettevano in ridere e in effetti c'era ben poco altro da fare!
Il combattimento, in verità, é stato abbastanza conforme alla conclusione e cioé estremamente confuso, farraginoso e difficile da interpretare, considerando che i colpi nitidi e con senso logico sono stati davvero rari. Frequenti gli abbracci, le testate, le trattenute, gli spintoni, tanto che a metà combattimento l' "intricata" situazione era su un piano di sostanziale equilibrio. Alla sesta ripresa, fragoroso capitombolo di schiena di Vincenzo Finzi per una spinta a due mani di Carrozza, poi, alla settima ben due richiami ufficiali al pugile di Biagio Zurlo per trattenute e alla nona, ancora un'ammonizione ufficiale per entrambi.
Insomma, se si può passare il termine, un vero "macello" a cui ha fatto da "degno" epilogo il lungo "travaglio" per partorire il risultato.
Poca boxe tra le sedici corde e ancora meno nel "contorno". Francamente, un didisdicevole spot al contrario per il pugilato e il Memorial Farina, organizzato da Elio Cotena, avrebbe di certo meritato un migliore svolgimento, considerando che tantissimi erano i tifosi accorsi attorno al ring di Frattamaggiore e molti più numerosi quelli che hanno assistito al tutto attraverso gli schermi televisivi.
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