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Rocky Graziano: pugni e volontà di ferro

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Le tre sfide con Tony Zale l'hanno consegnato alla leggenda - di Gianni Virgadaula  

La non remota scomparsa di Paul Newman, ci ha riportato alla mente una delle più belle interpretazioni del grande attore, quando nel 1956 ricoprì il ruolo di Rocky Graziano nel film di Robert Wise “Some body up There Likes Me” (Lassù qualcuno mi ama).

Quando uscì nelle sale quella pellicola, tratta dall’autobiografia di Graziano, l’ex campione dei medi aveva appeso i guantoni al chiodo da appena quattro anni, ma la sua popolarità non era scesa di un solo gradino. Egli anzi era divenuto una stella della TV.  "Attività molto redditizia - diceva Rocky - e meno rischiosa di svaligiare negozi”.

Grazianozale(Rocky Graziano, a sx, contro Tony Zale)

Thomas Rocco Barbella, di chiare origini napoletane, era nato  il 1° gennaio 1922 a New York nel Lower East Side, da Nick Barbella e Ida Scinto. Suo padre era stato pugile professionista e aveva combattuto con il nome di Nick Bob, senza però alcuna fortuna. Egli quindi tentò di trasmettere la sua passione ai suoi due figli maschi Joe, il maggiore, e appunto Rocky. Ma la prima palestra del futuro re dei medi fu la strada, che preferiva alla scuola e alla stessa boxe che non amava affatto, dato che doveva fare da sacco al fratello Joe. Autentica peste, Graziano collezionò presto una serie incredibili di reati e più volte fu pizzicato dalla polizia. A soli 11 anni venne rinchiuso in un istituto di rieducazione, ma avrebbe in seguito fatto frequenti visite anche a carceri e penitenziari. Amico delle sue pericolose scorribande fu spesso Jacob "Jack" La Motta, detto anche "testa di martello", italo-americano come lui e come lui destinato alle glorie del ring. 

Fu proprio fra un arresto e una detenzione che Rocky cominciò a bazzicare il mondo della boxe. Divenne pugile dilettante e una sera picchiò di brutto il fratello Joe, prima di sparire da casa per tre giorni.

Disertore, sfuggì alla Corte Marziale grazie al manager Irving Choen che, avendolo visto combattere, era subito rimasto impressionato dalla sua potenza e lo aveva allenato nella palestra “Stillman”, una delle più famose di New York. Choen organizzò per Rocky il primo combattimento da professionista con Curtis Hightower, e il suo ragazzo vinse per KO al 2° round. Era il 31marzo del 1942. Dopo avere disputato i primi 8 incontri, Graziano venne arrestato mentre era in procinto di affrontare Freddy Demore. Rinchiuso in un carcere militare, fu espulso dall’esercito e condannato ad un anno di lavori forzati.  Ma venne scarcerato tre mesi prima della scadenza della pena...per buona condotta. Rocky aveva finalmente messo la testa a posto.

Nel giugno del ‘43 ci fu il suo rientro sul ring, e per un intero anno combattè col nome di Rocky Barbella. Vinse 6 incontri di fila e tutti per KO. Poi tornò a battersi col nome di Rocky Graziano e sempre in quell’anno, ad agosto, si sposò con Norma Unger; una ragazza per la quale non si era presentato ad un combattimento rischiando la revoca della licenza.

Dopo il matrimonio, Rocky ebbe un momento di appannamento. A New York venne sconfitto ai punti da Joe Agosta, e poi 2 volte da Steve Riggio. Ma passata la crisi, riprese a macinare avversari. Il 4 marzo del ‘44 mise KO al 1° round il quotato Leon Anthony, e la sua grande occasione si presentò nel 1945 quando venne opposto a Billy Arnold, una grande speranza della boxe, che aveva inanellato 28 vittorie per KO su 32 combattimenti disputati. Rocky sembrava destinato ad essere la 33a vittima, ma il combattimento, violentissimo sin dal suono del primo gong, si risolse con la vittoria di Graziano, che alla terza ripresa mise due volte a tappeto l’avversario e si aggiudicò il combattimento per KO. Nel mese successivo Rocky mise fuori combattimento al 4° round Al “Bummy” Davis, che era stato suo compagno di cella nel carcere militare di Fort Joy. E Davis, non era certo un uomo facile, visto che nel 1939 aveva sconfitto il leggendario Tony Canzoneri. Successivamente, Graziano sconfisse ben 2 volte per KO il campione mondiale dei welter  Fred Cochrane, senza titolo in palio.

Grazianorobinson(Rocky opposto a Ray "Sugar" Robinson)

I due combattimenti si svolsero a New York, il primo in giugno e la rivincita in agosto. KO finì anche Harold Green, aspirante al titolo dei medi. Graziano liquidava poi, il 29 marzo del '46, il nuovo campione mondiale dei welter Marty Servo. Anche in quell’occasione non c’era titolo in palio, ma Servo venne comunque messo KO in due sole riprese, e dopo il match, a seguito della rottura del setto nasale, dovette abbandonare il ring per sempre. Adesso nessuno poteva più impedire un confronto di Rocky Graziano  con il campione del mondo dei medi, il formidabile Tony Zale, l’”uomo d’acciaio” dell’Indiana. Il match si svolse allo Yankee Stadium di New York il 27 settembre del 1946. Fu una lotta spietata, di inaudita violenza. Entrambi gli avversari nelle prime riprese finirono a tappeto, ma la combinazione vincente la trovò Zale al 6° round. Destro al corpo, sinistro fulminante al mento, e Graziano finì al tappeto per il conto totale. Ma la rivincita era d’obbligo. Così dopo due facili vittorie su Eddie Finazzo e Jerry Fiorello, il 16 luglio del ‘47 Graziano ebbe una seconda possibilità di conquistare la cintura mondiale dei medi. L’incontro fu cruento non meno del precedente, e nelle prime 3 riprese Zale dominò il combattimento e più volte pose lo sfidante sull’orlo del KO. Ma Graziano seppe resistere alla tempesta di colpi dell’uomo d’acciaio e nel 6° round stavolta fu lui a trovare i colpi vincenti. Scosso e non più in grado di continuare la lotta, Zale fu abbattuto e dovette lasciare il titolo all’avversario. Graziano però non potè godere quella vittoria tanto a lungo cercata. Infatti, prima del retour-match con Zale la “New York State Athletic Commission” gli aveva revocato la licenza, perché egli non aveva denunciato un tentativo di corruzione fatto ai suoi danni affinchè perdesse un match con Ruben “cow boy” Shank. Fu conseguenziale che anche tutti gli altri Stati sospendessero la licenza di combattimento a Graziano, tanto che fu estremamente difficile trovare una piazza per la bella con Zale. Alla fine il match venne disputato a Newark, nel New Jersey, il 10 giugno del 1948. Stavolta il match, sempre combattutissimo, fu anche di minore durata. Infatti la partita si risolse al 3° round, quando Graziano venne freddato da Zale con un potente gancio sinistro alla mascella. Il regno di Rocky era stato fra i più brevi nella storia dei pesi medi... appena 11 mesi.

Dopo le tre sfide atomiche con Zale, Graziano si vide chiudere le porte da tutti gli organizzatori e dovette sospendere l’attività per un anno, sino a quando cioè la New York Commission gli ridiede la licenza. Il rientro di Rocky avvenne il 26 giugno del ‘49 a Wilmington con Bobby Claus, che venne fatto fuori in due sole riprese.

Con determinazione e grande forza di volontà, Graziano ricominciava una nuova rincorsa al titolo con tutta una serie di vittorie importanti. Così in quello stesso anno, il 18 luglio a Springfield mise KO Joe Agosta, e il 14 settembre a NY distrusse Charley Fusari in 10 riprese. Vennero poi le tre sfide con il quotatissimo Tony Janiro. Il loro primo match, svoltosi a NY il 31 marzo si risolse con un pari in 10 riprese, ma nella rivincita, combattuta in ottobre, Graziano prevalse ai punti sempre sulla distanza delle 10 riprese. Era d'obbligo una bella, che si combatte a Detroit il 19 settembre del '51, e stavolta Rocky si impose su Janiro per KOT al 10 round. Quella vittoria, l'ultima di una lunga serie, pose Graziano nella condizione di potere sfidare Ray "Sugar" Robinson, nuovo campione del mondo dei pesi medi. L'incontro si svolse a Chigago il 16 aprile del 1952 e fu subito evidente come la contesa non avrebbe avuto storia. Troppo grande la superiorità tecnica del campione nero. Il match si risolse con il KO di Graziano al terzo round. Fu lo stesso Rocky a descrivere nella sua autobiografia l'ultimo istante del match con queste parole: "Enorme come un macigno, il suo destro iniziò a viaggiare verso la mia mascella. In quell'istante mi resi conto che tutto stava per finire..."

Dopo il pesante knock-out subito da Robinson, per Graziano ci fu solo un ultimo incontro. Lo combattè a Chigago il 17 settembre del '52 contro Chuck Davey. Ne uscì sconfitto ai punti in 10 riprese.

Come si è già scritto, spente le luci del ring, per Rocky si accesero quelle della ribalta televisiva. In particolare la sua fama di inaspettato e simpatico show-man si accrebbe dopo la partecipazione ad uno show curato da Martha Raye. Lì l'ex campione acquisì una immensa popolarità che l'avrebbe accompagnato sino alla fine dei suoi giorni.

Compianto dagli amici Rocky Graziano morì a New York il 22 maggio 1990.

Record Book : Incontri disputati 83, vittorie 67 (50 per KO), 6 pari, 10 sconfitte