Conquistò il titolo dei medi battendo Tiger Flowers.Dai Welter ai Massimi incontrò tutti i migliori del suo tempo - di Gianni Virgadaula
Mickey Walker venne alla luce il 13 luglio 1901 ad Elizabeth, nel New Jersey.
Di origine irlandese, da ragazzo frequentò le scuole superiori, e dopo avere conseguito il diploma, si iscrisse ad una scuola di Belle Arti, rivelando presto una felice predisposizione per il disegno e la pittura.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, tentò di arruolarsi nell’esercito, ma avendo soltanto 16 anni la sua richiesta venne respinta. Egli quindi lavorò in un cantiere navale sino alla fine del conflitto. Intanto era nata in lui la passione per la boxe e nel febbraio del 1919 poté debuttare come professionista. Alto 1.70, con un peso che durante la carriera oscillò dai 66 ai 76 chilogrammi, Mickey fra le quattro corde si distinse subito per la sua determinazione, la potenza e il coraggio leonino. I suoi managers furono Johnny Antes, Jack Bulger e Jack Kearns, con i quali litigò spesso visto il brutto carattere, che veniva fuori soprattutto durante i suoi combattimenti. Infatti, sul ring Mickey era un pugile scorretto, un brutto cliente per tutti e per questo venne chiamato “The Toy Buldog”.
Walker “il mastino”, nei suoi primi 7 combattimenti, vinse 6 volte per KO e fece un No Decision. Ebbe poi un infortunio contro un certo Phil Delmont, che lo stese inopinatamente al primo round. Un incidente di percorso che però non frenò la sua ascesa, se è vero che in appena tre anni di attività arrivò al titolo mondiale dei welter, battendo il formidabile Jack Britton, un uomo che in precedenza aveva difeso il suo titolo ben 20 volte. Il match si svolse a New York il 22 maggio del 1922, e The Toy Budog, che pure in un precedente match con Britton aveva ottenuto un ND, vinse ai punti in 15 riprese. Walker difese il titolo 6 volte, ottenendo un ND con Pete Latzo, Jimmy Jones e Sailor Friedman. Nel ‘24 superò a Filadelfia prima Lew Tendler in 10 riprese e poi Bobby Barret, messo KO in 6 round. Il 29 settembre 1925 sconfisse invece Dave Shade in 15 riprese. Ma quando Pete Latzo ottenne, il 20 maggio 1926 a Scranton, la rivincita, Mickey a sorpresa venne battuto in 15 riprese e spodestato del titolo.
Walker frequentava poco la palestra, era un fumatore incallito, nonostante però una vita sconsiderata, fatta di frequenti ubriacature e maratone notturne con donnine di malaffare ma anche con bellissime dive del cinema, avrebbe potuto facilmente riprendersi il titolo dei welter. Ma egli ambiva alla cintura dei medi, che già gli era sfuggita in un memorabile sfida con Harry Greb, soprannominato “The Human Windimill”, combattuta a New York il 2 luglio del 1925, di fronte a 39.993 spettatori paganti. Fu quella una tremenda battaglia fra i due pugili, forse più sporchi e scorretti della storia del pugilato. Colpi bassi, gomitate e altro caratterizzarono il match. Ma il verdetto dopo 15 riprese premiò Greb, che fra una scorrettezza e l’altra qualche pugno in più l’aveva tirato.
The Toy Buldog provò quindi una seconda volta a prendersi quel titolo cui ambiva, e stavolta si trovò di fronte Tiger Flowers, il diacono nero della Giorgia, che per ben 2 volte era riuscito nell’impresa di battere Greb. L’incontro si svolse a Chigago il 3 dicembre del 1926 e Mickey ebbe la meglio, superando Flowers ai punti in 10 riprese. Walker difese successivamente il titolo contro Tommy Milligan, messo KO in 10 riprese a Londra il 30 giugno 1927, e poi sconfisse 2 volte ai punti Ace Hudkins il “gatto selvatico” del Nebraska, prima a Chigago il 21 giugno 1928 e poi Los Angeles il 29 ottobre 1929. A quel punto abbandonò il titolo dei medi, pensando ad un nuovo ambizioso traguardo, la conquista della corona dei mediomassimi; un’impresa questa che lo avrebbe portato ad eguagliare il record di Bob Fitzsimmons, il fuoriclasse che agli inizi del secolo era stato campione in tre categorie: medi, mediomassimi e massimi.
L’8 maggio 1929 a Chigago, The Toy Buldog incontrò il campione dei mediomassimi Tommy Loughran, ma per quanto provò con tutti i mezzi leciti ed illeciti di ottenere la vittoria, la cintura mondiale non cambiò detentore. Loughran si impose meritatamente ai punti dopo 10 durissimi assalti.
Mickey Walker non era però tipo di arrendersi, e abbandonata definitivamente la categoria dei medi, continuò a cercare fortuna fra i mediomassimi e massimi. Fu così che sconfisse lo spagnolo Paulino Uczdum e riuscì a fari pari con Jack Sharkey, a cui concedeva una ventina di libbre. Poi si battè anche con il formidabile Max Schmeling, il primo vincitore di Joe Louis, ma ne uscì malamente battuto. L’ulano nero, così come veniva chiamato il pugile tedesco, lo mise KO in otto riprese. L’incontro si svolse a New York il 26 settembre del 1932.
A quel punto Walker cominciava ad accusare il peso di una lunga carriera, combattuta sempre ai massimi livelli con i migliori campioni della sua epoca, spesso più alti e pesanti di lui. Ma nonostante ciò il 3 novembre del ‘33 a New York, tentò per la seconda volta la conquista del titolo mondiale dei mediomassimi, ora in possesso di "Slapsie"Max Rosembloom, un ebreo che con i pugni ci sapeva proprio fare. I due rivali fuori dal ring erano amici e lo rimasero sino alla morte di Max. Non per questo però sul quadrato lesinarono le loro energie. La loro fu una nuova sfida al cardiopalma, dura ed equilibrata, ma dopo 15 riprese il verdetto andò a Rosembloom. Fra i due ci fu poi una rivincita, senza titolo in palio, nel ‘34. E stavolta Walker prevalse in 10 riprese. Fu quello il suo cantò del cigno, l’ultima soddisfazione prima di dare nel ‘35 l’addio al ring.
Riscoperto l’antico amore per la pittura, Mickey divenne un apprezzato pittore, ma nè la sua arte, né il negozio di vini pregiati che volle aprire ad Elizabeth, la città nativa, lo salvarono da un crollo economico. Aveva guadagnato nella sua carriera 3 milioni di dollari, ma visse la vecchiaia in bolletta, con il solo sussidio del governo. Aveva sperperato tutto con le donne, i cavalli, e le tre mogli che gli chiesero gli alimenti. Non ebbe però rimpianti. E agli amici ricordava spesso le sue piacevoli conquiste fuori dal ring, una delle quali era stata la stupenda Norma Talmadge, una delle attrici più celebri degli Anni '20, che per la sua statuaria bellezza era stata nominata "Broadway Rose".
Ammalatosi precocemente di arteriosclerosi e morbo di parkinson, Mickey non perse mai il buone umore e si consolò sino alla fine bevendo whisky, tanto che dopo avere appeso i guanti al chiodo venne ribattezzato Johnny Walker Red.
The Toy Buldog, uno dei più grandi pugili di tutti i tempi, morì il 28 febbraio 1981 alla soglia degli ottantant’anni.
Record Book: ID 163, 94 vittorie (61 per KO), 19 sconfitte, 2 pari, 46 ND
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