Marcel Cerdan, un campione tragico

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Fortissimo colpitore, pose fine al regno di Tony Zale - di Gianni Virgadaula


CerdanPiaf(Marcel Cerdan e la grande Edith Piaf)
Non vi è dubbio che Marcel Cerdan abbia respirato aria di pugilato sin dalla prima infanzia, e che sia stato allevato a “pane e cazzotti”. Infatti, il padre macellaio era un appassionato della Noble Art, e nel tempo libero organizzava incontri di pugilato. Ciò avveniva a Casablanca, in Marocco, dove la famiglia Cerdan si era trasferita da Sidi-Bel-Addes (Algeria), località in cui Marcel era nato il 22 luglio 1916. La madre era spagnola, il papà francese, e dal loro matrimonio sarebbero nati anche Vincent e Armand, che come Marcel divennero pugili professionisti senza però avere il talento del fratello. Marcel entrò per la prima volta in una palestra all’età di 10 anni. Era alto 1,72 ed aveva un fisico forte e ben proporzionato. Debuttò fra i professionisti nel 1934, all’età di 18 anni, come peso welter, battendo ai punti in 6 riprese Marcel Bucchanieri. L’incontro si svolse a Meknes in Marocco, e al suo angolo c’era Lucien Roupp, l’uomo che l’avrebbe guidato sino al titolo mondiale.

Alla prima vittoria, seguì una lunga impressionante serie di successi, che videro Cerdan ottenere 45 risultati utili consecutivi, prima di perdere l’imbattibilità nel gennaio 1939 a Londra, a causa del mediocre Harry Craster, che dall’arbitro si vede assegnare la vittoria per squalifica al 5° round. Ma questo incidente di percorso non offuscò la stella nascente di Marcel Cerdan, che già nel 1937 era divenuto una vedette, e nel 1938 era divenuto prima campione di Francia dei welter e poi campione europeo della stessa categoria battendo per due volte ai punti in 12 riprese, prima a Casablanca e poi a Parigi,  lo stesso avversario, l’ostico Omar Kouidri. Difese poi il titolo europeo a Milano il 3 giugno del 1939, superando ai punti il forte Saverio Turiello, ed appena quindici giorni dopo, a Marsiglia, il francese sconfisse anche il grande Anacleto Locatelli, dimostrando di non essere solo un formidabile picchiatore, ma pure un buon tecnico, capace di colpire in velocità anche con 6, 7 colpi consecutivi. Nel ‘40 a causa dello scoppio della guerra, Cerdan rimase inattivo. Riprese nel ‘41 con un facile KO al 1° round su Young Raymond. Ma  nel 1942 Marcel subì la seconda sconfitta (ancora una squalifica) da parte dello sconosciuto Victor Buttin. Intanto però il pugile transalpino si era arruolato nella Marina militare della Francia libera e nel ‘44 vinse per ben due volte il “Torneo Interalleato” (il secondo si svolse a Roma al Teatro Brancaccio) mettendo fuori combattimento il fior fiore dei pugili americani. Ed è lì che Marcel conobbe anche Jo Longman, un americano che comprese subito le sue straordinarie capacità pugilistiche e che lo avrebbe accompagnato in tutte le sue trasferte, compresa quella fatale che si sarebbe chiusa tragicamente su un massiccio montuoso delle Azzorre nell'ottobre del '49.

Finita la guerra, l’8 dicembre del ‘45 Cerdan si tolse un sassolino dalla scarpa mettendo KO Buttin in cinque riprese, e questo appena otto giorni dopo essere divenuto campione francese dei pesi medi, mettendo KO a Parigi in 3 round Assane Diouf.  Cerdan  infatti, non riuscendo più a mantenere il peso, aveva deciso di salire nella categoria superiore; ma non è escluso che questa scelta fu dovuta anche dall’impossibilità di battersi per il mondiale dei welter, detenuto allora da Sugar Ray Robinson, che per affrontare il pericoloso francese aveva chiesto cifre impossibili. Così, passato di categoria, e chiamato in America dall’organizzatore Mike Jacobs che lo corteggiava da tempo, il 6 dicembre 1946 a New-York,  Cerdan sconfisse ai punti in 10 round il quotatissimo George Abrams. Poi, rientrato in Francia, Il 2 febbraio 1947 conquistò anche il titolo europeo dei medi, mettendo KO in un solo round Leon Fouquet. Titolo che difese il 26 gennaio 1948 a Parigi dall’assalto dell’italiano Giovanni Manca, messo KO in 2 sole riprese. In realtà nella categoria dei medi, Marcel  Cerdan trovò il giusto equilibrio psico-fisico e la sua potenza divenne ancor più esplosiva,  sebbene  le sue mani fossero fragili e gli procurarono non  pochi  fastidi  e diversi infortuni, come quando il 7 luglio 1946, al Roland Garros, affrontò e sconfisse il forte nero Holman Williams, con la mano destra fratturata.

Ma questa difficile vittoria confermò come Marcel Cerdan fosse ormai pronto per la sfida al campione del mondo della categoria, nonostante nell’ottobre del ’47 a Chigago egli avesse rischiato di perdere contro Anton Raadik. In realtà il francese aveva dominato il match, ma nell’ultimo round finì per ben tre volte a tappeto e a stento riuscì a sentire il suono della campana. Vinse ai punti, ma il pubblico fischiò sonoramente il verdetto. Certo, quello non fu un periodo facile per Cerdan, e questo spiega anche il perché il 23 maggio 1948, a Bruxelles,  si fece battere sorprendentemente dal belga Cyrille Delannoit, al quale dopo 15 scialbe riprese consegnò il titolo europeo dei medi. Questa clamorosa sconfitta colpì molto i francesi ed anche gli addetti ai lavori, e molti la addebitarono alle distrazioni del campione, che già da un po’ aveva iniziato con grande trasporto una relazione extra-coniugale con la celebre cantante Edith Piaf.   Cerdan, fra l’altro, non si era neppure preoccupato di nascondere questa passione per la Piaf, ferendo con il suo atteggiamento i sentimenti della moglie Marionette che gli aveva dato tre figli. Comunque sia, nonostante questi travagli, Marcel Cerdan seppe reagire a quel momento difficile. Così, il 10 luglio tornò a Bruxelles e si riprese il titolo europeo, battendo nettamente ai punti Delannoit.  Due mesi dopo a Jersey City, esattamente il 21 settembre del ‘48, Cerdan in ottima forma fisica, incrociò i guantoni con Tony Zale, che nel giugno di quello stesso anno era ridiventato campione del mondo battendo Rocky Graziano nella loro terza e ultima sfida. Il challenger europeo e l’uomo d’acciaio si affrontarono a viso aperto e dopo 12 cruenti rounds,  Zale che in realtà sembrava avere perduto la forza di un tempo, si afflosciò come un sacco vuoto ai piedi del francese.

Marcel Cerdan tornò a Parigi da campione del mondo e divenne la nuova gloria nazionale dei francesi, sebbene egli nel momento del trionfo non si rivelò generoso, né grato con il suo manager Roupp che venne licenziato in tronco, sol perché qualcuno gli aveva messo in testa che il suo procuratore lo avesse truffato.  Cerdan decise quindi di occuparsi personalmente dei propri affari, assistito dal fratello Armand e dal vecchio amico americano Jo Longman, mentre i nuovi uomini del suo angolo furono Lew Burston e Sam Richman. Dopo due vittoriose esibizioni con Dick Turpin e Lucine Krawsyck, entrambi messi KO,  Il campione  ritornò negli Stati Uniti, dove il 10 luglio 1949 mise in palio la sua corona dall’assalto di Jack La Motta. L’incontro prese subito una brutta piega. Cerdan finì al tappeto già al primo round e si infortunò alla spalla sinistra. Stoicamente resistette per nove round, ma all’inizio del 10° tempo il medico Joseph Callhan fece interrompere il combattimento.

La rivincita con La Motta,  venne programmata per il 28 settembre 1949, ma un infortunio del “Toro del Bronx” determinò il rinvio del match. La nuova data venne fissata per il  2 dicembre 1949. L’incontro avrebbe dovuto svolgersi al Madison Square Garden di New-York, ma a quell’appuntamento Marcel Cerdan non arrivò mai.  Il suo aereo,  partito  da Orly il 27 ottobre 1949, precipitò nelle Azzorre. Non ci furono superstiti. Si dice che il pugile francese portasse sempre con sé nella valigia un romanzo poliziesco che non finì mai di leggere. Certo, anche il suo bel romanzo non potè essere letto fino in fondo. La vita del campione fu stroncata a soli 33 anni.

Marcel Cerdan fu sepolto a Casablanca con tutti gli onori,  al canto della Marsigliese. Ai funerali presero parte 45.000 persone. Per la Francia fu lutto nazionale. Per il pugilato fu la perdita di uno dei più grandi pesi medi di tutti i tempi.

Record Book: Incontri disputati: 115, vinti  111 (66 per K.O.),  sconfitte 4