Il peso Medio che atterrò Jack Johnson - di Gianni Virgadaula
Quando il 5 ottobre 1910 Stanley Ketchel venne ucciso a Conway, nel Missouri, a pisatolettate da Walter Dipley per una questione di donne, un cronista ebbe a dire: "Perchè nessuno lo ha contato? Se l'avessero contato, prima del 10 Stanley di certo si sarebbe rialzato".
Di origine polacca, Stanislaus Kiecal nacque a Grand Rapids, nel Michigan, il 14 settembre 1886. Debuttò fra i professionisti ad appena 16 anni con il nome che l'avrebbe reso famoso: Stanley Ketchel. Era il 1903, e i primi due combattimenti li vinse entrambi per KO, segno che il suo manager Willus Britt, aveva visto giusto in quel ragazzino dal ciuffo ribelle che già a 15 anni si faceva rispettare sulla strada picchiando ferocemente chiunque gli facesse da ostacolo.
Fra il 1904 e il 1905, Stanley disputò 33 combattimenti, e se in due circostanze fu battuto ai punti dal modesto Maurice Thompson, e in altre due occasioni dovette accontentarsi del pari, è anche vero che vinse gli altri 29 incontri tutti per KO, guadagnandosi presto l'appellativo di "The Michigan Assassin".

Alto 1.75, con un peso forma di 68,850 chili, Ketchel non faticò molto nello scalare la classifica dei pesi medi, e a vent'anni era già considerato il migliore della categoria, nonostante conducesse una vita disordinata, più dedita al'alcool e alle donne che alla palestra. Egli inoltre vantava amicizie poco raccomandabili come quella con Emmot Dalton, famoso fuorilegge che rapinava banche ed assaltava diligenze. Ma quando il 2 settembre 1907 a Colma, in California, Stanley ebbe l'opportunità di contendere la cintura mondiale - lasciata vacante da Tommy Ryan - al forte Joe Thomas, non si lasciò sfuggire l'occasione e Thomas finì KO, sia pure dopo un'epica lotta durata 32 riprese.
Il 12 dicembre dello stesso anno i due si ritrovarono di fronte per la rivincita e Ketchel vinse ancora con un verdetto ai punti in 20 riprese. Poi, il 22 febbraio 1908, l' "Assassino del Michigan" stese Mark "Twin" Sullivan in un solo round. Le cronache del tempo parlarono di un fuori combattimento drammatico. E non ebbe miglior sorte il fratello gemello di Sullivan, Jack, che però resistette al campione 20 riprese. A Milwauke, il 4 giugno 1908, in un match senza titolo in palio, Ketchel superò ai punti in 10 riprese il fortissimo oriundo tedesco Billy Papke, detto "Illionis Thunderbolt" (Il fulmine dell'Illionis). Di seguito, si sbarazzò di Ugo Kelly in 3 riprese, e a San francisco, il 18 agosto 1908, ritrovatosi di fronte per la terza volta Joe Thomas, lo distrusse in due sole riprese.
A quel punto Ketchel, con il suo terribile shift punch (un hook micidiale sferrato ad uncino) era ritenuto da tutti imbattibile. Ma il 7 settembre 1908 a Vernon, Stanley ritrovò sul suo cammino il formidabile Billy Papke. Colpito a freddo fin dal primo round, Ketchel cadde in ginocchio o sulla schiena quattro volte, prima che il gong lo salvasse dal KO.
Al 12° round, con l'occhio destro chiuso e il volto insanguinato, venne spedito fuori dal quadrato dal "Fulmine dell'Illionis". In qualche modo Stanley riuscì a tornare fra le corde del ring, ma Papke lo atterrò definitivamente con un destro di rara potenza. A James J. Jeffres, arbitro del memorabile incontro, non rimase che alzare il braccio al nuovo campione.
Ma una serata storta può capitare a tutti, ed appena due mesi dopo, esattamente il 26 novembre 1908, Ketchel si riprese il titolo ponendo Papke KO in 11 riprese, dopo avere dominato l'intero incontro. Oltretutto, finì l'avversario con un colpo scorretto, sferrato dopo il suono del gong. Così rese la pariglia al "tedesco", che nel precedente match aveva usato contro di lui un'analoga scorrettezza.
Il campione dei medi incontrò successivamente a New-York Jack "Philadelphia" O' Brien, già campione dei mediomassimi e chiamato "The Old Master" per via della sua raffinata tecnica pugilistica. Il match, disputatosi il 26 marzo 1909, si concluse con un no decision, ed entrambi i pugili, non soddisfatti da quel verdetto, si ritrovarono di fronte il 9 giugno 1909. Ketchel, nella sua migliore forma, chiuse presto la partita mettendo KO O' Brien in soli tre round. Da notare come appena sette giorni prima Stanley avesse posto KO in sole 4 riprese anche Tony Caponi.
Il 5 luglio 1909, in California, ci fu il quarto combattimento tra Ketchel e Papke. Fu un altro memorabile incontro fra due autentici guerrieri del ring, ma Stanley si confermò il migliore battendo l'avversario ai punti in 20 riprese.
A quel punto l' "Assassino del Michigan" poteva anche alimentare legittimamente le speranze di chi non si era mai rassegnato a vedere sul trono dei pesi massimi il negro Jack Johnson. Il 16 ottobre 1909 a Colma venne combinato un incontro fra i due, e le prime macchine da ripresa cinematografica ci hanno tramandato le immagini di quel mitico incontro, arbitrato da Jack Welch, dove evidente appariva la differenza di altezza e di peso a vantaggio del campione dei massimi (sulla bilancia Johnson aveva accusato 205 libbre contro le 170 di Ketchel). Ma in realtà, entrambi i pugili si erano accordati per condurre in porto una "comoda esibizione". Ne vennero fuori undici noiose riprese di dichiarata non belligeranza. Ma al dodicesimo round Ketchel volle osare l'impossibile e improvvisamente sparò di destro, il suo formidabile swing punch al mento di Jack. Il "gigante" pose il sedere sulla stuoia del ring fra la sorpresa generale. La gloria di Stanley però durò solo pochi attimi. Rimessosi in piedi, Johnson inferocito per l'onta subita, colpì l' avversario con un potentissimo uppercut, spedendolo nel mondo dei sogni. Un KO drammatico, che costò a Stanley parecchi denti, alcuni dei quali rimasero appiccicati nel guantone del campione nero.
La brutta esperienza con il magnifico uomo di Galveston non lasciò comunque conseguenze nel fisico di Ketchel, il quale riprese presto a combattere e a vincere. Il 27 maggio 1910 a New-York sconfisse per KO in due riprese un grande pugile come Willie Lewis, maestro del Loop the Loop. E il 10 giugno liquidò Jim Smith in 5 riprese. Prima della tragedia che lo vide morire in maniera così assurda, egli aveva pure combattuto con due altri straordinari talenti: il formidabile campione nero Sam Langford, con il quale ottenne un ND in sei riprese, e il pari peso Frank Klaus, che in seguito avrebbe conquistato anch'egli la cintura mondiale delle 160 libbre. Pure quell'incontro, svoltosi na Pittsburg il 23 marzo 1910, si risolse con un ND.
Per le sue straordinarie imprese sul ring, in una speciale "Hit-parade" dei migliori 10 pesi medi di tutti i tempi stilata da Nat Fleischer, Stanley Ketchel venne classificato al primo posto. E dello stesso parere era Danielk M. Daniel, che fu il nuovo editore di "The Ring" dopo la morte di "zio Nat". Ed ancora, il nostro Roberto Fazi, che di pugilato si intendeva almeno quanto gli americani, in una ipotetica classifica dei migliori si pronunciò a favore di Ketchel come il numero uno della sua categoria. Eppure, quando nel 1969, i giornalisti americani Murray Woroner e Guy Lebow si affidarono al computer elettronico per cercare il più forte peso medio di ogni epoca, il responso della "macchina" vide vincitore Ray "Sugar" Robinson con un verdetto ai punti su Stanley Ketchel sulla distanza delle 15 riprese.
Ma queste classifiche, elaborate da un computer o stilate da tecnici e giornalisti, pur degne della massima considerazione non risolvono la questione. In realtà ogni campione è stato il migliore del suo tempo. Non è difficile però credere che se una colt non avesse fermato la giovane vita di Stanley a soli 24 anni e 31 giorni, certo egli sarebbe rimasto il migliore della categoria ancora a lungo, ed avrebbe ulteriormente incrementato il suo già impressionante "bottino" di vittorie per knock-out.
RECORD BOOK: Incontri disputati 64, con 55 vittorie (49 per KO), 5 no decision e 4 sconfitte.
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