Dominò la categoria dei Welter e conquistò per cinque volte la corona dei Medi - di Gianni Virgadaula
Sono in molti a pensare che Ray Sugar Robinson sia stato il più grande peso medio di tutti i tempi. Altri sono più concordi nel ritenerlo il migliore welter di ogni epoca, ma davvero tanti - tecnici, giornalisti, pugili di ieri e di oggi - ritengono Sugar Ray semplicemente il più grande pugile “pound for pound” che abbia mai calcato il ring.
Walter Smith Junior, questo il suo vero nome, era nato a Detroit il 3 maggio del 1920 (altre fonti dicono 3 maggio 1921), e pare che già a 6 anni ebbe modo di apprendere i primi rudimenti della boxe nella scuola di pugilato di Brewster Center, ubicata nel quartiere di Black Bottom. Lì Walter conobbe un ragazzo di colore più grande di lui, destinato anch’egli ad una straordinaria carriera pugilistica. Il suo nome era Joe Louis Barrow.
(Robinson-La Motta)
Nel 1932 la famiglia Robinson si trasferì a New-York, e lì, ad Harlem, Waker Smith e la sorella Evelyn frequentarono una scuola di ballo dove impararono il tip-tap. In quel quartiere, nel 1934, Smith cominciò a fare a pugni negli angoli delle strade, poi iniziò a frequentare la Salem Crescent Athletic Club; una palestra allestita nei sotterranei di una chiesa metodista. Lì conobbe Gorge Gainford che, fiutatone il talento, convinse il giovane a fare il pugilato in maniera seria. Il debutto di Walter Smith sul ring fu piuttosto avventuroso, ma merita di essere raccontato. Gainford aveva portato la sua squadra a Kingstone (New-York) per un torneo dilettantistico, ma gli venne a mancare un peso mosca. Allora Walter Smith si propose per combattere, ma non aveva ancora la tessera da dilettante. Gainford mostrò allora agli organizzatori del torneo il tesserino dell’Amateur Athletic Union di un ex-pugile di nome Ray Robinson. E Smith salì sul ring con quel nome; un nome che gli avrebbe portato fortuna. Ray Robinson vinse infatti quel suo primo incontro ma anche tutti i successivi disputati da dilettanti, 85 per la precisione con ben 69 successi prima del limite, 40 dei quali ottenuti al primo round.
(Robinson-Graziano)
Nel 1939 vinse il Golden Gloves fra i pesi piuma e nel 1940 nella categoria dei pesi leggeri. Fu dopo un combattimento che il giornalista Jack Case definì Robinson un pugile “dolce” e quando una signora a bordo ring aggiunse “dolce come lo zucchero”, ecco che Case riprese quella definizione, e da allora Robinson venne chiamato anche “Sugar”.
Il debutto di Ray Sugar fra i professionisti avvenne il 4 ottobre 1940 al Madison Square Garden, nella categoria dei pesi welter, e fu subito una vittoria per KO in due round su Joe Echevarria. Fra il ‘40 e il ‘42 Robinson disputò 40 combattimenti tutti vinti, ma il 5 febbraio del ‘42 venne sorprendentemente sconfitto ai punti in 10 riprese a Detroit da Jack La Motta, un forte peso medio italo-americano che pure Robinson aveva battuto l’anno precedente a New-York. Ray comunque non dovette attendere molto per vendicare l’onta subita, ed appena 21 giorni dopo, sempre a Detroit, battè nettamente ai punti La Motta. Nel ‘43 Walter Smith fu chiamato sotto le armi e trasferito in Europa, dove però non avrebbe mai combattuto. In quello stesso anno sposò Edna Mae Holly, una bella canzonettista di night club. Il 3 giugno 1944 Robinson venne congedato in seguito ad un incidente che gli aveva causato una temporanea amnesia.
(Robinson-Turpin)
Tornò quindi a casa e potè riprendere la sua attività pugilistica. Ma nonostante Sugar Ray fosse indiscutibilmente il migliore welter in circolazione e avesse sconfitto uomini del calibro di Fritzie Zivic ed Henry Armostrong, egli dovette attendere sino al 1946 per potersi battere per il campionato del mondo. Durante quell’anno, dei 15 incontri disputati, ben 11 li avevi vinti per KO, e finalmente il 20 dicembre a New York, conquistò il mondiale dei welter sconfiggendo ai punti in 15 riprese Tom Bell. Difese il titolo per la prima volta il 24 giugno 1947 a Cleveland contro Jimmy Doyle, e l’epilogo di quel match fu tragico. Doyle infatti a seguito del duro KO subito all’ottavo round, morì per commozione cerebrale. L’11 luglio del ’49 Robinson sconfisse a Philadelphia il grande Kid Gavilan ai punti in 15 riprese, e il 9 agosto del 1950 superò sempre per verdetto Charley Fusari, a Jersey City. Trascorsi appena 16 giorni da quell’ultima sfida mondiale, Sugar Ray si tolse un sassolino dalla scarpa. Infatti, a Scranton, fulminò al primo round Josè Basora, l’uomo che in un ormai lontano 14 maggio del 1945 aveva osato imporgli un pari in 10 riprese. Si concesse quindi un viaggio nell’amata Europa, dove portò con sé oltre la moglie, la sorella Evelyn, Gainford e poi gli amici, i segretari, i camerieri; una vera corte che il pugile manteneva con i proventi dei suoi lauti guadagni, a dimostrazione anche della sua grande generosità.
Ora però il superbo, l’elegante, l’imbattibile Ray Sugar Robinson pensava solo al mondiale dei medi, ed ironia della sorte, il 14 febbraio 1951, si ritrovò di fronte per la sesta volta l’ostico Jack La Motta “il toro del Bronx”, che con un pizzico di fortuna aveva strappato la cintura mondiale allo sfortunato Marcel Cerdan.
L’incontro si svolse a Chigago in un clima di grande tensione, visto che Frankie Garbo che da anni controllava e gestiva affari nel mondo della boxe, aveva proposto una combine che prevedeva tre incontri. Il primo avrebbe dovuto vincerlo Robinson, il secondo La Motta, ed il terzo sarebbe stato aperto al migliore. Ma Sugar Ray rifiutò la proposta. Salì sul ring più preparato che mai e distrusse La Motta in 13 rounds. I cronisti avrebbe chiamato quell’incontro “il massacro di San Valentino” .
(Robinson-Fullmer)
Conquistata l’ambita corona, Robinson tornò in Europa per concedersi una nuova vacanza, e la vita allegra non lo aiutò nel match disputato a Londra contro Randy Turpin. Il 10 luglio del ’51 un campione lento nei riflessi e con una preparazione approssimata, cedette allo sfidante la cintura mondiale dopo 15 combattute riprese. Fu quella una sconfitta clamorosa, che sorprese tutti, ma Robinson non si fece cogliere una seconda volta impreparato. Nel match di rivincita, disputatosi il 12 settembre dello stesso anno a New York, Ray Sugar ritrovò velocità, colpo d’occhio, e quel magico gioco di gambe che lo portava sempre fuori dalla traiettoria dei colpi dell’avversario. Turpin venne sconfitto per KO al 10° round. L’anno successivo, il campione difese il titolo contro Carl “Bobo” Olson, battuto ai punti in 15 riprese, e poi, il 16 aprile il campione mise KO dopo tre drammatici assalti il fortissimo Rocky Graziano. A quel punto Robinson credeva legittimo aspirare anche al titolo dei mediomassimi. Lanciò quindi la sfida a Joe Maxim. L’incontro si svolse allo Yankee Stadium di New York il 25 maggio del 1952. Ma quella notte le stelle non favorirono Robinson, che venne sorprendentemente battuto, non tanto dall’avversario che certo non mostrò di essergli superiore, bensì dal caldo torrido. Infatti, all’inizio del match che venne seguito da 47.983 spettatori, il termometro sfiorava i 40° c. E questa temperatura sfavorì Robinson mentre Maxim sembrò non risentirne. Nonostante ciò, Robinson si aggiudicò le prime 5 riprese, ma dal 9 round in poi ci fu un prepotente ritorno di Maxim. Alla tredicesima ripresa, sfinito dalla gran calura, Robinson finì a terra non per un preciso colpo di Joe ma per l’immane fatica. Nell’intervallo Sugar Ray, ormai privo di forze, abbandonò la lotta. Gli strascichi di quel duro combattimento lasciarono in Robinson conseguenze per alcune settimane, con frequenti vuoti di memoria. Fu così che il 18 dicembre 1952, il campione di Detroit annunciò l’addio alla boxe. Robinson, che a quell’epoca aveva solo 31 anni, nei tre anni successivi si dedicò con alterna fortuna allo spettacolo leggero come ballerino di tip tap e show-man, ma quando gli affari cominciarono ad andare male, pensò che il pugilato poteva ancora dargli molte soddisfazioni. Ritornò sul ring il 5 gennaio 1955 sconfiggendo a Detroit Joe Rindone prima del limite. Da lì ricominciò la sua seconda carriera, che in meno di un anno lo ricondusse sul trono dei medi. Infatti, il 9 dicembre 1955, a Chigago, Robinson mise KO in 2 sole riprese il detentore Carl “Bobo” Olson. Poi, nella rivincita disputatasi il 18 maggio 1956 a Los Angeles, Olson fu messo KO al 4° round, con un perfetto gancio sinistro al mento. Con il suo ritorno sul ring Robinson aveva nuovamente stupito il mondo e sembrava tornato ad essere un pugile invincibile, ma il 1957 fu pieno di sorprese per lui e i suoi fans. Infatti, il 2 gennaio a New York Gene Fulmmer gli tolse il titolo battendolo dopo 15 equilibrate riprese. Robinson rimetteva le cose a posto il 1° maggio sconfiggendo duramente Fulmmer alla quinta ripresa e tornando re della categoria per la quarta volta. Ma in quel fatidico 1957, Robinson dovette ancora cedere il titolo. Stavolta fu Carmen Basilio a detronizzarlo a New York dopo 15 aspre riprese. Era il 23 settembre. Nel 1958 Robinson, che era stato sempre molto attivo, disputò un solo incontro. La rivincita con Basilio. Il match si svolse a Chigago e Sugar Ray stupì ancora tutti battendo in 15 riprese Basilio e riconquistando per la quinta volta la cintura mondiale dei pesi medi.
Ma quello fu il suo canto del cigno. Egli si rifiutò di concedere la bella a Basilio e la N.B.A. gli tolse una porzione del titolo mondiale. Dopo un match facile vinto con Bob Young, il 22 gennaio 1959 a Boston, Robinson perdeva anche il “mezzo titolo” rimastogli, ormai valido solo per la NYSC, per mano di Paul Pender. E stavolta falliva pure la rivincita disputatasi sempre a Boston il 10 giugno di quello stesso anno. Per il campionissimo era iniziato il viale del tramonto, sebbene il 3 dicembre del ‘60 a Los Angeles egli non divenne campione del mondo per la sesta volta solo per colpa di una giuria faziosa che gli impose un pari con Gene Fulmmer, campione per la N.B.A., mentre tecnici, cronisti e spettatori protestavano a bordo ring per l’ingiusto verdetto. In seguito, il 4 marzo del ‘61, i due si ritrovarono di fronte e stavolta Fulmmer prevalse meritatamente ai punti, contro un uomo che contava ormai 40 primavere e appariva sfibrato da una carriera lunga e logorante . Ma nonostante ciò, per necessità economiche, Robinson avrebbe calcato ancora il ring sino al 1965. L’ultimo match lo disputò con Joey Archer, dal quale venne sconfitto ai punti in 10 riprese.
Ray “Sugar” Robinson morì a Los Angeles il 12 aprile 1989, pochi giorni prima del suo 68° compleanno. Dagli inizi degli Anni ‘80 era stato colpito dal morbo di Alzheimer, che aveva in breve compromesso e spento le sue facoltà intellettive. Robinson, pur avendo guadagnato sul quadrato immense fortune, non morì ricco, ma non si lamentò delle alterne fortune. Più volte disse che la vita gli aveva dato tanto, e che sarebbe stato ingrato non riconoscerlo.
Record Book: Incontri disputati: 202 , vinti 175 (109 per KO), pari 6, sconfitte 19, 2 NC
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