Fu esaltante l'esordio degli azzurri di pugilato alle Olimpiadi di Roma 1960
L’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi aveva battezzato, pochi giorni prima dell’apertura, le Olimpiadi di Roma “ Le più importanti dell’Era Moderna". Furono, in effetti, parole profetiche. A Roma il 24 agosto del 1960 l’attesa per l’esordio del pugilato ai XVII Giochi Olimpici era palpitante. I selezionatori Natalino Rea ed Armando Poggi furono letteralmente “braccati” dai giornalisti delle maggiori testate per avere le ultime indiscrezioni .
La Gazzetta Dello Sport, pubblicò un lungo articolo sulle nostra ambizioni. Stadio, dedicò foto ed un ampio servizio in “terza” sulla pattuglia azzurra mettendo in particolare luce le qualità di Giovanni “Nino” Benvenuti indicandolo come uno dei protagonisti del torneo assieme al welter leggero Nemecek, al medio russo Feofanov ed al leggero polacco Pazdzior.
Il Presidente FPI Francesco Di Campello fu autore di una “sparata” ripresa da molta stampa straniera.
In una conferenza stampa il numero uno del boxing nazionale, inseguito da dure polemiche per il fatto di non avere in eccessiva simpatia verso il pugilato professionistico, dichiarò che la nazionale Italiana era in grado di vincere almeno 5 medaglie d’oro!
La sua affermazione ,che fece venire i sudori freddi al Segretario FPI di allora, l’avvocato Giovanni Montefredine , fu accolta con grande ilarità da parte della stampa. Il giorno 25 agosto quasi tutte le testate giornalistiche italiane scrissero che almeno in tre finali i colori azzurri sarebbero potute entrare con Musso, Saraudi e Benvenuti.
Nella foto Sandro Lopopolo
Le opere pubbliche che precedettero il grande evento furono titaniche. Gli impianti furono costruiti a nord della Capitale . Furono messi a nuovo Foro Italico, Stadio Flaminio e Acqua Acetosa. Nella zona dell’Eur invece nacquero il Palazzo dello Sport, il velodromo, la piscina delle rose e i campi del Tre Fontane. Il Villaggio Olimpico fu ben costruito ed ospitò confortevolmente 5346 atleti provenienti da tutto il mondo.
Il 25 agosto del 1960 l’Eur fu invasa dai tifosi di pugilato. Il Torneo Olimpico nel suo primo giorno di boxe vedeva sul ring tre italiani :
PAOLO CURCETTI – Nei pesi mosca il 24enne foggiano affrontava l’ugandese Kisekka. Paolo vinse facilmente. Aggressivo, molto attento al jab sinistro dell’africano, Curcetti, crebbe di ripresa in ripresa finendo in un furore agonistico anche esagerato. Gli applausi scrosciarono
SANDRO LOPOPOLO - Nei pesi leggeri affrontò l’indonesiano Bolang. Il pugile orientale era stato preceduto dalla fama di essere un pugile velocissimo ma il milanese era in possesso di troppa classe perché questa caratteristica lo potesse mettere in difficoltà. Nella terza ripresa i colpi di LOPOPOLO furono talmente precisi e pesanti che Bolang andò sull’orlo del ko e venne salvato dal gong.
CARMELO BOSSI—Nei welter pesanti si trovò davanti il Rhodesiano Van Niekerk.
Il 21enne milanese spara colpi secchi e precisi che si abbatterono puntualmente sul malcapitato africano. Van Niekerk che andò tappeto due volte nel primo round Poi si difese con l’unico scopo di riuscire a guadagnare la fine del match.Applausi scrocianti anche per Bossi.
Tre vittorie…tre perle Italiane ,nel primo giorno “pugilistico” dei Giochi Olimpici.