Il nome di Mario Farabullini è legato in quanche modo con il mese di Gennaio e con Alessandria d’Egitto. Nella fiorente e caotica città egiziana a metà degli anni venti soprattutto grazie ai francesi il pugilato fiorì in modo straordinario.Francesi, spagnoli ed italiani erano continuamente scritturati per combattere nella grande città vicina alle foci del Nilo.Farabullini nel 1927 fu ingaggiato per combattere con l’indigeno peso leggero Haig Assadourian il 31 di Gennaio. Il locale della Assaneh era stracolmo per ammirare il 23enne pugile romano che infatti vinse dopo un magnifico incontro sui dieci tempi. Negli spogliatoi però un promoter francese ebbe da ridire sull’esito del verdetto ed offendendo l’italiano lo sfidò a salire il giorno dopo contro Artine Mouladovich sullo stesso ring. Ebbene Farabullini accettò ,dietro compenso di una bella borsa e, battè anche Mouladovich ancora sulle dieci riprese. Venti riprese in 24 ore davvero un record che vale la pena di ricordare come si deve ricordare la carriera di Mario. Con i fratelli Alberto ed Ubaldo, Mario Farabullini costituiva una delle più note famiglie pugilistiche italiane. Il primo fu sfidante di Mario Bosisio al titolo dei welters mentre il secondo dopo pochi combattimenti divenne il manager degli altri congiunti. Mario il più bravo dei tre cominciava giovanissimo ; peso mosca dilettante si fregiava del titolo italiano a Genova nel 1922 e subito dopo abbracciava la professione avanzando gradatamente di peso fino a giungere a fare il peso medio sul finire della carriera. Ma fu tra i pesi leggeri che conquistava il massimo dei suoi successi ; il titolo italiano ,al quale giunse dopo quasi tre anni di attività e con solo tre sconfitte subite, due come peso gallo da Tullio Alessandri e una come “piuma” da Luigi Marfurt. Il suo combattimento con Garzena valido per il titolo italiano disputato a Milano premiava la sua maggior predisposizione alla battaglia.Subito all’inizio del match ,il romano piazzava il suo destro pesante che faceva accusare il campione ,il quale reagiva egregiamente come sempre faceva quando doveva difendere la sua corona. Prendeva le misure all’avversario e dall’alto della sua migliore scherma rimontava lo svantaggio e si accingeva a vincere nettamente. La determinazione del romano gli permetteva di giocare il tutto per tutto ,al tredicesimo round piazzava un fortissimo destro al mento di Garzena il quale, dopo una prima caduta, non recuperava lucidità finendo fuori combattimento sotto un successivo attacco di Mario Farabullini che diventava il decimo campione della categoria. Spirito irrequieto iniziava a girovagare per il mondo; una lunga permanenza in Egitto, piena di affermazioni ,un successivo assaggio in Inghilterra della boxe inglese prima di difendersi dall’assalto dell’emergente Cleto Locatelli. Due volte i due forti pugili si affrontarono a Milano ed ambedue le volte un verdetto per squalifica pemettevano a Mario Farabullini di mantenere il titolo. Due verdetti contestati , la prima volta ,dopo un match molto combattuto ed abbastanza equilibrato lo sfidante costringeva alle corde il campione che reagiva con foga .Una schivata bassa di Locatelli colpiva Farabullini che si buttava al tappeto. Invitato dall’arbitro a rialzarsi non riprendeva facendosi contare out. Dopo il parere del medico di servizio gli veniva attribuita la vittoria per squalifica dell’avversario tra i sonori fischi del pubblico . Sempre a Milano la rivincita ebbe lo stesso risultato.;l’andamento del match vedeva una netta superiorità dello sfidante per le prime sei riprese ed un parziale ritorno del campione nel settimo e nell’ottavo round.Nella nona tornata ,dopo concitate fasi con Locatelli all’attacco ,Farabullini si accasciava al tappeto . Ancora una volta era il medico a sancire il colpo basso e dare la vittoria al campione in carica . Questi che aveva notevolmente faticato nel rientrare nei limiti di peso della categoria poco dopo abbandonava il titolo e passava tra i welter . Quindi attraversava l’Atlantico e per quattro anni il Sud America diventava teatro delle sue prestazioni .Argentina ,Brasile ed Uruguay lo videro impegnato con i migliori pugili del continente con alterni risultati . Il suo ritorno in patria coincise con il declino pugilistico .Finita l’attività agonistica si stabiliva negli Stati Uniti.Tornato in Italia, moriva a Firenze il 25 Dicembre 1985.
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