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Dino Crocetti in arte Dean Martin un campione di boxe.

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Anche all'apice della fama si vantò sempre delle sue origini abruzzesi. Con la boxe smise dopo un pari

Nel Dicembre del 1966 in una lunga intervista concessa qualche giorno prima di  Natale al New York Times  Dino Crocetti si lasciò rapire dalla suggestione dei ricordi.-  Due sono le cose di cui vado particolarmente fiero e che  non ho mai dimenticato sia  nei momenti di successo  che in quelli  meno brillanti .  Mi riferisco alle   mie origini  abruzzesi, ed  alla carriera professionistica di  pugile . Nulla di speciale quest’ultima , intendiamo,  ma  quando  scesi dal ring pesto  seppur  imbattuto  la mia visione della vita fu più chiara e matura  - Martin__DeanLa carriera di questo ragazzo dal  ciuffo ribelle e dal volto da play boy sembra  mutuata dalle pagine dei libri di John Fante peraltro quasi suo coetaneo. Irrequieto, sarcastico, orgoglioso davanti agli sfottò  di chi guardava obliquamente gli italiani immigrati in quella terra schiacciata in mezzo agli Stati uniti chiamata Ohio, il giovanissimo  Dino era costantemente alla ricerca di qualche dollaro. Crocetti a scuola  era la perfetta incarnazione della distrazione ed a sedici anni ( era nato il 7 giugno del 1917) lascio’, con grande disperazione di mamma Angela, i banchi di scuola per prestare la sua opera in un distributore di benzina  di Steubeville ,la sua città natale . Il padre ,Gaetano Crocetti, immigrato nella “terra della libertà” dagli Abruzzi  all’inizio secolo e sposato Angela Barra  italiana di origine ma nata nel West Virginia aveva una particolare indulgenza verso il figlio Dino e presto si arrese  al fatto che  il suo rampollo dovesse cercarsi un lavoro proficuo.Dino lo trovò a Cleveland in una bisca clandestina.Non era raro vedere un giovanissimo nei panni di  croupier e Dino in quel lavoro era veramente abile ma le case clandestine  a quei tempi nascevano e si chiudevano con la massima frequenza ed il Crocetti ben presto si trovò senza lavoro. Fu una parrocchia Italiana di Cleveland ad accoglierlo ,qualche volta a sfamarlo ,ed a  fargli conoscere la boxe. Il curato cattolico era un vero appassionato della “noble art”  e  non  impiegò molto a convincere l’allenatore a far salire sul ring “quell’italiano dalle ampie spalle” .A soli 17 anni Dino  staccò la licenza da professionista e diede un equilibrio per  oltre  un anno  al suo menage.   Qualche lavoretto di mattino in parrocchia, il pomeriggio dedicato all’allenamento e la sera in un piccolo bar a cantare  per intrattenere gli avventori. Crocetti aveva una venerazione per Big Crosby ed era in grado di cantare quasi tutte le canzoni del grande artista di Tacoma che in quegli anni  scalava rapidamente le scale del successo sia come cantante che come attore.Assistere al musical più famoso di Crosby “Il re del Jazz” diventò per Dino un chiodo fisso( anche una pietra di paragone per la sua futura carriera di singer) come quello di vincere un titolo sul ring .Il pugilato iniziò in maniera splendida .S ei match con quattro successi prima del limite  a 15 dollari l’uno. Nel quartiere di Cleveland la voce che un peso medio italiano( Dino pesava 72 kg) aveva il fegato di battersi anche con dei mediomassimi si propagò velocemente tanto che all’ottavo match Crocetti si era fatto un vero e proprio stuolo di tifosi( tutti italo-americani…naturalmente).  Il pugilato del figlio di Gaetano era  molto aggressivo.Sin dalla prima ripresa gli avversari non dotati di fondo si trovavano  in difficoltà a raggiungere  la fine dei  round previsti. Lo “stop” della carriera di Dino coincise con il suo undicesimo match affrontato contro un certo Franck Lowell.Dopo alcune riprese Crocetti aveva  la mano destra seriamente infortunata e Lowell lo aveva colpito così duramente al naso che il sangue  fuoruscito aveva abbondantemente colorato il tappeto del ring: Stringere i denti  e contrattaccare quando era  possibile  furono  scelte utili a raggiungere la fine degli otto round ma in cuor suo il giovane italiano sapeva di aver  perso il match. Ne uscì incredibilmente un pari che consegnarono a Crocetti gli applausi dei suoi tifosi ed un record immacolato. L’infortunio serio alla mano, una faccia gonfia come un melone  convinsero Dino a dedicarsi  alla musica almeno per qualche tempo. Crocetti , però ,non salì più su di un ring  e scelse di partire  su di un treno  alla volta della  California. Qualche ora dietro un banco da poker, le canzoni  del musical  “Missisipi” cantate con  talento ed amicizia con un tipo bislacco di nome Jerry Lewis  fecero una scelta precisa nella vita di Crocetti che ora si faceva chiamare Dean Martin. Si accendono qui i riflettori  su quell’ex  fighter italiano di Cleveland che canterà con grande successo “That’s Amore” nel 1954 ed anche “Volare( nel blu dipinto di  blu), Simpatico,Innamorata sempre con orgoglio ed una passione da vero italiano. Dean fu interprete indimenticabile di film come Giovani Leoni, Un dollaro d’onore, e spesso lo rivedremo a bordo ring nelle riunioni pugilistiche specie quelle organizzate( non in veste ufficiale) da un altro amico con forti italiche radici :Frank Sinatra.  E’ piacevole quindi  scrivere che in carriera il peso medio Dino Crocetti ha ottenuto 10 vittorie ed un pari… that’s amore Dean.( F.D)




 

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