Bel sottoclou sul Lago di Garda.
Dobbiamo dire subito che la riunione di Toscolano Maderno, quest'anno spostata allo Stadio Locatelli, è stata un successo: begli accoppiamenti e, di conseguenza, bei match, tutti di casa Loreni per l'organizzazione di Mario, il padre, e Graziano, il figlio. Anche il maltempo, che aveva decisamente infierito lo scorso anno, quest'anno ha solo spaventato i responsabili qualche ora prima ma poi si è messo anche lui quieto a godersi lo spettacolo.
Vigan Mustafa (15-2, 6 K.O.) ha conquistato la vacante cintura IBF del Mediterraneo, categoria mediomassimi, e questo è decisamente il meno. 
Ciò che importa è che ha disputato un ottimo match risolvendo una questione di superiorità contro il piemontese Maurizio Lovaglio (7-7, 4 K.O.) dopo averlo battuto di stretta misura a Mantova nella primavera di due anni fa. Mustafa, sostenuto da un nutrito drappello al seguito dalla Toscana, ha cominciato un po' contratto e Lovaglio ha messo in mostra un buon tempismo anticipandolo e mettendo a segno ripetutamente il gancio destro d'incontro. Poi dopo due riprese, esattamente come a Mantova, la situazione si è rovesciata, solo che qui il match era sulle 12 riprese (troppe) e non sulle 6 ed ha finito per trasformarsi quasi in un monologo del kossovaro trapiantato in Italia. Trovata una buona mobilità sul tronco, il giusto ritmo sulle gambe, iniziando a portare colpi da varie angolazioni, preparando l'azione col jab, Mustafa (Nella foto di A,Germinario)non ha più concesso spazio a Lovaglio se non per qualche sporadico destro negli scambi più a viso aperto. Il piemontese è anche presto calato vistosamente concedendosi lunghe pause (dal 6° round infastidito anche da un taglio al sopracciglio destro) meritandosi alla nona ripresa un richiamo ufficiale per colpi dietro la nuca. Il match si è un po' riequilibrato nel finale quando anche Mustafa ha sentito la fatica e calato il ritmo. Verdetto unanime per lui, con 118-109 del giudice Maianti, 116-111 del giudice De Ruvo e un avaro 115-112 del giudice Lamusta. Chiscrive aveva 117-110. Arbitro il signor Rega.
La riunione era iniziata mostrando le belle doti del superwelter napoletano residente in Toscana Orlando Fiordigiglio (2-0, 1 K.O.) che ha battuto per K.O.T al 4° round il piemontese Antonino Macanò (1-1). Fiordigiglio si è portato immediatamente avanti nel punteggio nonostante fosse Macanò ad avanzare, mostrando un buon jab, pur se raramente doppiato come gli veniva consigliato dall'angolo, colpi in serie e abilità difensiva. Macanò mostrava una buona disposizione ma non riusciva a portare che colpi singoli e negli scambi era spesso anticipato. Dalla terza ripresa il piemontese calava il ritmo e nella quarta finiva al tappeto su un preciso gancio sinistro al volto. Si rialzava ma dopo il conteggio subiva la pressione di Fiordigiglio. Chiuso in un angolo e sostenuto solo dalle corde sotto una serie vedeva il proprio angolo lanciare l'asciugamani in segno di resa proprio mentre l'arbitro iniziava il conteggio.
Il superleggero piacentino Paolo Lazzari (10-0, 2 K.O.) vinceva di una incollatura il match che l'opponeva su 6 riprese al rodigino Morgan Milan (8-6-2, 2 K.O.) dopo un inizio difficile in cui aveva toccato il tappeto come gli era successo anche lo scorso anno qui a Toscolano contro il bulgaro Nikolov. Milan, pugile che sottolinea ogni colpo con un intensissimo suono gutturale, aveva iniziato a gran ritmo ma Lazzari sembrava comnciare a prendergli il tempo quando, sordo all'invito dell'angolo di tenere su le mani, subiva un gancio destro al volto che lo metteva giù. Il match si dipanava a buon ritmo con Milan sempre molto attivo ma i suoi colpi erano più frequentemente preda dei guantoni e dei gomiti di Lazzari. Entrambi i pugili non disdegnavano il lavoro al corpo che sembrava favorire Lazzari il quale però doveva prendersi delle pause che consentivano il ritorno del rivale. Avesse ascoltato l'angolo che gli chiedeva colpi dritti in serie e non di scambiare a corta distanza probabilmente Lazzari avrebbe fatto molto meglio. Il verdetto era comunque per lui, e chi scrive concorda con questa striminzita vittoria che poteva essere senza scandalo un pareggio. Lo stesso Lazzari, sposatosi di recente, imputava la propria prova non continua a un allenamento non ottimale e dal ring, al microfono, offriva subito sportivamente la rivincita a Milan che non deve scoraggiarsi perché ha fatto un ottimo match.
Decisamente deplorevole invece il verdetto che ha offerto la vittoria su un piatto d' argento all'ex campione italiano dei pesi leggeri Luca Marasco (16-1, 5 K.O.) contro il nicaraguense Michael Isaac Carrero (9-13-2, 4 K.O.) che aveva nettamente prevalso per tutti tranne che per qualche ( e nemmeno tutti) tifoso arrivati al seguito di Marasco. L'ex campione italiano aveva cominciato a buon ritmo cercando di tagliare la strada a un avversario che aveva l'atteggiamento di chi sta a guardare cosa succede per decidere poi cosa fare. Il nicaraguense si è però reso presto conto che Marasco non era in serata ed iniziava il suo pugilato fatto di colpi leggeri ma continui, di una buona capacità difensiva, di un jab fastidioso e di cambi di guardia che mettevano in imbarazzo Marasco quando Carrero si metteva, sia pur brevemente, in guardia destra. Il pugile di Lecco possiede un colpo più significativo di Carrero ma sembrava tatticamente confuso, è calato di ritmo, è sembrato più lento di braccia e ha subito nelle riprese finali anche gli attacchi dell'avversario e qualche colpo di troppo. Marasco, che proprio qui a Toscolano aveva conquistato il titolo italiano dopo una splendida battaglia contro Chiofalo, sembra non essersi ancora psicologicamente ripreso dalla inattesa sconfitta con Marsili che lo scorso maggio a Brescia gli ha tolto il titolo. Ma è giovane e ha tempo davanti. Il verdetto è stato accolto con disapprovazione dal pubblico neutrale con un piccolo drappello che ha accompagnato Carrero verso gli spogliatoi per dimostrargli la propria solidarietà. Purtroppo da noi queste cose succedono e ci danno nel mondo pugilistico una fama davvero pessima, tanto più che un pari avrebbe contenuto sia danni che polemiche. Insomma, parafrasando un titolo di un film famoso: "scortesie per gli ospiti".
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