Comunicati Stampa

La rinascita sul Ring dell’arbitro giudice Roberto Camelia.

Arbitro Camelia Roberto

Comunicato stampa  

La Federazione Pugilistica, con l’arbitro giudice Roberto Camelia,  si onora di avere tra i propri tesserati  un grande uomo, un eroe dei tempi moderni che lottando le improvvise avversità del nostro vivere ed a seguito di un grave incidente automobilistico,  con grande volonta’ con spirito di sacrificio, con determinazione ha voluto riconquistare con tenacia la normalità e regolarità della propria vita

Oggi a distanza di  mesi da quel tragico incidente  che nel 2013, per aiutare un’automobilista in serie difficoltà, che gli costò l’amputazione di un arto inferiore,   Roberto , dopo un lungo periodo di degenza in ospedale,  seguito da trattamenti  fisioterapeutici  e di rieducazione motoria in svariati centri ortopedici, finalmente, lo stesso,  non solo riesce a mettersi in piedi, ma a tutti i costi, grazie alla sua tenacia, riesce a tagliare il traguardo della guarigione in tempi record  e con l’applicazione di una protesi alla gamba, di una valida struttura ortopedica bolognese, ha voluto dare una forte accelerazione alla strada per la normalizzazione della sua condizione di vita.

Roberto che è un appassionato di sport a tutto tondo, maestro di tennis, arbitro giudice di boxe F.P.I,  grazie alla sua motivazione ed incentivato da una forte carica affettiva di amici e parenti  appena  ne  ha avuto la possibilità ha affrontato l’esame della commissione medica  della F.P.I  di Roma alla quale ha  strappato un meritatissimo esito di  idoneità, che lo ha nuovamente abilitato ad arbitrare sul ring  ed a giudicare come un qualsiasi altro arbitro-giudice di boxe  ed è proprio per questo che i il suo già collaudato ritorno sul quadrato, adesso la racconta come esperienza forte, di un’emozione incommensurabile poiché   rappresenta per  lui il suggellamento definitivo del  ritorno alla normalità.

Roberto al momento, ha già conquistato un record nell’ambito della F.P.I è l’unico arbitro autorizzato ad salire sul ring con protesi alla gamba e rappresenta al momento uno splendido connubio tra il mondo dei normodotati e di coloro che sfortunatamente presentano un handicap, a dimostrazione che i due mondi, come per magia,  possono perfettamente integrarsi.

Il nostro arbitro di pugilato con il suo temperamento, con suo atteggiamento coraggioso e reattivo al grave danno fisico subito, e’ un esempio grandioso per tutti coloro che avendo una disabilità vogliono riappropriarsi della propria vita sociale.

La storia di Roberto ha suscitato un grande interesse mediatico, (ultimo articolo del la  ”Sicilia” del 06/09/2014)il sacrificio, il suo gesto di solidarietà umana, di profondo altruismo,  che gli è costato la perdita di  una gamba, non è passato inosservato al mondo dell’informazione e per tale motivo ha ricevuto il premio “Candido Cannavo’” Ussi dalla stampa  Siciliana; oltre a vari riconoscimenti delle autorità locali e in ultimo,  tra qualche giorno, precisamente il 20 settembre 2014,   parteciperà ad un Talk Show “supereroe” ove insieme al campione di Formula 1 Alex Zanardi, parleranno della loro tragica esperienza personale, e conseguentemente della loro forza di volontà nel volersi rimettere subito in gioco, di non abbattersi mai e di non  perdere mai il sorriso in quanto solo con un atteggiamento positivo alla vita si riesce a superare qualsiasi avversità.

Il mondo del pugilato e’ orgoglioso del valido esempio e del coraggio dimostrato da Roberto Camelia, al quale si augura una splendida carriera di arbitro giudice tra le sedici corde.

Bundu batte Gavin. Comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA BOXE LORENI – 03 AGOSTO 2014

Leonard Bundu è uno di quei pugili la cui vita sarà raccontata da libri, magari da un film. Una di quelle storie di pugilato che fanno commuovere, in cui chi legge o guarda, anche se sa come va a finire, non può non restare incollato alla storia. La rappresentazione perfetta di quello che la boxe è nell’immaginario collettivo.
La sua storia ormai è conosciuta già da tutti gli appassionati, nato a Freetown, in Sierra Leone – e questa non è più una mera informazione anagrafica, ma diventa un punto importante della vicenda – la perdita del papà, l’infanzia africana in un paese che affronta la guerra civile, e il successivo trasferimento nella citta della madre, Firenze. Quindi il pugilato, da sempre con il Maestro Alessandro Boncinelli dell’Accademia Pugilistica Fiorentina, la Nazionale, il bronzo mondiale nel 1999 e le Olimpiadi a Sidney nel 2000. Ma anche la testa, che fa un po’ quello che vuole. Era il classico pugile che come molti ragazzi a scuola “ha talento, signora, ma non si applica”, “potrebbe fare di più, se ci mettesse la testa”. Poi Giuliana, il professionismo, le vittorie, i bambini, due, splendidi. Leonard che trova la sua dimensione e va avanti, consapevole finalmente che il tempo è la cosa più democratica che ci sia e va avanti per tutti, indistintamente, non ti aspetta se fai degli errori e ti accorgi che sei rimasto indietro. Il titolo EBU, le difese, i tagli, il trasferimento in campagna, la fatica a fare il peso, ma in modo intelligente, ché certi sistemi non fanno altro che distruggerti. Il Bonci sempre accanto, Giuliana con infinita pazienza, la famiglia tutta, sempre vicino, fisicamente o meno. Un cliché forse, ma meglio descriverlo come l’emblema del pugilato.

Allora prendiamo tutta questa storia e mentre ci chiediamo quale attore sarebbe all’altezza di portare Leonard sullo schermo (e sinceramente faccio fatica a pensare a qualcuno), la impacchettiamo e la mettiamo in uno zaino che ci portiamo dietro a Wolverhampton, UK, dove venerdì 1 agosto Bundu ha battuto il pugile di casa Frankie Gavin confermandosi, ancora una volta, il campione. Facciamo però ancora un po’ di posto in quello zaino però, perché sul quel ring non è stato solo confermato campione europeo, ma, essendo nato in Sierra Leone (e questo è il motivo per cui un dato anagrafico diventa importante), a Leo è stata anche consegnata la cintura di campione del Commonwealth, detenuta da Gavin. Una specie di “paghi 1, prendi 2” per il nostro pugile, che non sapeva avessero messo in palio anche quella. Certo il “paghi 1” aveva già un prezzo altissimo ma se ti danno anche l’altra cintura che fai, la rifiuti? Educatamente ringrazi e porti a casa.

Wolverhampton è un paese che sembra il set perfetto per un film di Ken Loach. Le persone per le strade riflettono l’immagine dell’Inghilterra dell’industria metallurgica nei decenni passati. La Civic Hall, dove si svolge il match, ha 3.000 posti e sono tutti occupati. Molti uomini nel pubblico si somigliano. Pelle chiara, pancia da birra, capelli rasati, camicia a maniche corte su tatuaggi sbiaditi e spesso qualche dente in meno. Le donne sfoggiano outfit che vanno dall’abito da sera in lurex a gonne corte e tanta pelle in vista, incuranti della pioggia. Non proprio il regno dell’eleganza, ma è tutto più reale così, più interessante. Bundu quando sale sul ring fa impallidire il suo concittadino più famoso, David (non fosse che il David è già discretamente bianco). Il tifo è contro, ma lui lo sa che tutti i suoi supporter sono con lui, se non fisicamente, con il cuore.

Sotto l’aspetto tecnico è già stato detto moltissimo. Da sottolineare l’alto livello dell’avversario, ma anche le scorrettezze continue, che l’arbitro lascia passare senza dire una parola. All’atterramento del 6 round, causato dal famoso montante al corpo del pugile fiorentino, l’arbitro conta con una lentezza esasperante. Gavin sputa volontariamente il paradenti e gli viene concesso tutto il tempo del mondo per prendere fiato e sistemarsi, per poi far proseguire l’incontro. In un altro contesto forse l’incontro sarebbe terminato così. Invece si è arrivati fino alla fine e al fiato sospeso all’annuncio di “split decision”. Ma il campione è ancora lui, Leonard Bundu, e Gavin se ne va dal ring immediatamente, salvo scusarsi poco dopo su twitter “Sorry for how I acted. I thought I Won”. La delusione è comprensibile, ma il campione indiscusso è Leonard Bundu.

Nel film su Bundu non è ancora il momento di mandare i titoli di coda. Si va avanti, sperando e cercando una chance mondiale che merita. Ci sarà altra fatica e altro sudore, altri pugni dati e presi, con la consapevolezza che tutto il mondo del pugilato italiano, e non solo, si unisce ai “92 minuti di applausi” per il campione.

Anna Sgarbi

Mercoledì a Mondofitness contro la violenza sulle donne

Gordini Terry Salvamamma

COMUNICATO STAMPA FPI

La Boxe Femminile tricolore continua a essere grande protagonista. Dopo l’impresa delle Baby Azzurre, capaci di conquistare 10 medaglie (4 ori, 1 argento e 5 bronzi) agli ultimi Europei Junior e Youth di Assisi, la Noble Art italiana vedrà il Capitano della Nazionale Elite, Terry Gordini, guest star di un importantissimo evento benefico che avrà luogo a Roma (29 Luglio H 18,30) presso le strutture di MondoFitness, l’ormai storica Arena del Wellness Estivo della capitale.

Trovare il coraggio di denunciare prima che sia troppo tardi: è questo il messaggio dello spot “Provaci con me!”, ideato e prodotto dalla Federazione Pugilistica Italiana in collaborazione con Factotum Art per promuovere il progetto la “Valigia di Salvataggio” dell’associazione Salvamamme a sostegno delle donne vittime di violenza.

A Mondofitness, mercoledì 30 luglio, dalle 18,30 in poi, in scena una performance pugilistica con eccezionali ospiti per la serata charity a sostegno dell’importante progetto di Salvamamme. In prima fila ci sarà Terry Gordini, vice campionessa mondiale e campionessa italiana in carica dei 51 kg, capitano della nazionale femminile di pugilato e protagonista dello spot di Salvamamme. Con lei il tecnico responsabile delle Nazionali Italiane Femminili di Pugilato, Emanuele Renzini. E tra gli altri sportivi presenti il giovanissimo Dennis Foggia, che gareggia nella categoria PreMoto CIV 250 Under 15: l’esordio nella categoria gli ha subito regalato una grande soddisfazione, ovvero la vittoria di quest’anno al Mugello nella prima gara della stagione.

Fashion Show della stilista Laura Froio a seguire press le tre piscine del villaggio, a cura di Ma.Ma.Management con la collaborazione dell’hair-stylist internazionale Michele Spanòe il suo staff. Perché anche il mondo della moda, con il direttore generale di AltAroma Adriano Franchi, si mobilita contro la violenza sulle donne.

Quindi degustazioni di “Prodotti Tipici Eccellenti” e un goloso apericena: il tutto con l’obiettivo di raccogliere fondi per soccorrere in tempo reale le donne vittime di violenza con consulenze psicologiche, legali e soprattutto un momentaneo luogo sicuro, un nuovo telefonino con sim, un trolley pieno di oggetti di prima necessità che evitino, a quante appena fuggite o uscite dall’ospedale dopo le prime cure, di tornare in una casa pericolosa dove spesso le loro cose sono state già devastate.

Un incentivo, questo, per non recedere dalla denuncia, non subire pressioni e rivolgersi ai centri antiviolenza.

“Salvamamme – spiega la presidente Grazia Passeri - che da quindici anni si occupa di violenza contro le donne, ringrazia Mondofitness che è sempre al suo fianco per i diritti inalienabili di ogni persona”.

Evento che sarà impreziosito da un'esibizione di Boxe competition, organizzata e curata dal Maestro Massimo Barone e lo staff dell'ASD Galdiators.

Milena Tronto e Ring Side una storia tricolore

 

 

TRONTO

Record per Il Ring Side Boxing Club di Rimini  che conquista il terzo Titolo Nazionale dell’anno

Domenica 20 luglio a Sequals è andato in scena il Titolo Italiano femminile dei supergallo trasmesso su Raisport 2 alle ore 23,55.

Hanno infatti incrociato i guantoni sul ring Milena Tronto della scuderia Ring Side B.C. riminese e Elga Comastri del Team Bolognese Boxe Le Torri.

Nemmeno il tempo di entrare nel vivo del match e Milena Tronto, incalzante e dai colpi più pesanti dell’avversaria, metteva al tappeto con uno splendido gancio sinistro di incontro Elga Comastri. La forte combattente bolognese si rialza e dopo le prime due riprese di sofferenza riesce a superare il momento difficile imposto dalla Tronto. Il terzo round, invece,  è vinto dalla Comastri e, a questo punto, il pubblico si rende conto di poter assistere ad una sfida di alti contenuti e fortemente spettacolare.  Il match si fa avvincente e duro per i continui scambi tra le due atlete e per il ritmo infernale imposto principalmente dalla Tronto. Terminata la decima ripresa il verdetto è unanime e incontestabile: Milena Tronto è la nuova Campionessa d’Italia dei supergallo.

La Cintura d’Oro è indossata per la sesta volta nella storia del pugilato nazionale da un riminese, infatti nel 1934 Eldeweiss Rodriguez divenne il primo riminese detentore del massimo  titolo nazionale, poi fu la volta, nel 1977 di Alfio Righetti, nel 1979 di Pira, nel 1981 , Walter Cevoli 1983,di Loris Stecca, nel 1995 di Maurizio Stecca. A parte Rodriguez tutti gli altri pugili sono stati allenati dal Mestro Elio Ghelfi che, curiosità, fu anche il Maestro di Morelli  che è il tecnico di Milena Tronto.

La nuova linfa vitale della Campionessa è stata trasmessa sul piano tecnico-tattico dal brillante lavoro del Maestro  Morelli, mentre per la preparazione atletica dall’allenamento condotto dal il Prof. Zignani e infine le “mani” del fisioterapista Gianfranco Borrillo hanno rimesso in sesto una condizione tendinea della mano sisnistra di Milena che sarebbe stata altamente limitante.

Il lavoro svolto in palestra dal Maestro Morelli, dai Trainer Scarpellini e Ghigi e dal prezioso contributo del Prof. Nicola Zignani ha fatto si che la scuderia Riminese conquistasse negli ultimi otto mesi ben tre Titoli Nazionali. Il primo con Manfredonia Valentino che vince gli ultimi Campionati Assoluti ed attualmente è il mediomassimo della squadra Azzurra, il secondo è il Titolo Italiano dei Medi con Matteo Signani e il terzo a Sequals con Milena Tronto.

La Società Ring Side B.C. Riminese si conferma su più fronti come importantissima realtà pugilistica d’Italia.

Il programma di sabato a Casteggio. Clou :Giacon-Williams

Diretta su Sportitalia  dalle ore 21

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