Di Giuseppe Giallara
Venerdì a Nottingham, all’Harvey Hadden Leisure Centre, Simone “Boom Boom” Maludrottu tenterà di strappare a Rendall Munroe il titolo europeo dei supergallo nel match clou della riunione allestita dalla “FTM Sport-Frank Maloney”. Il combattimento sarà valido anche come semifinale al titolo mondiale Wbc della categoria in possesso del nipponico Nishioka e verrà arbitrato dallo spagnolo Manuel Oliver Palomo, mentre fungeranno da giudici il francese Noel Monnet, il danese Jan Christensen e il montenegrino Predag Aleksic. Non è un’impresa facile, quella che il trentunenne boxeur isolano si accinge a compiere, ma nemmeno impossibile, come testimoniano gli exploit in terra straniera, con il titolo continentale dei pesi gallo in palio, messi a segno in un recente passato dall’alfiere della Promosport Sardegna di Tonino Puddu. Maludrottu ha all’attivo 32 combattimenti dei quali 30 vinti (11 prima del limite) e 2 perduti e vanta una buona esperienza internazionale con i suoi 9 match sostenuti in difesa del titolo europeo dei bantam e lo sfortunato tentativo mondiale in Giappone contro il beniamino di casa Hozumi Hasegawa. Al suo confronto, il ventinovenne operatore ecologico di Leicester, detto appunto “The binman” (Il netturbino), è un pugile casalingo. Infatti, Munroe non ha mai combattuto fuori dalla Gran Bretagna e ha sin qui collezionato 20 match dei quali 19 vinti (8 prima del limite) e uno perduto contro Andy Morris nel 2006. Guardia destra, allenato da Mike Shinfield, ha conquistato la corona continentale il 7 marzo dello scorso anno spodestando il picchiatore iberico Francisco “Kiko” Martinez. Munroe l’ha poi difesa dagli assalti di Salem Bouita, Arsen Martirosyan, Fabrizio Trotta e dello stesso Martinez.. Nel 2009 è stato nominato miglior boxeur dell’anno dalla Boxing Union ed è secondo nelle classifiche della Wbc. Alto m 1,70 (5 cm più di Maludrottu), ha capelli cortissimi, baffetti sottili e un fisico asciutto solcato da diversi tatuaggi. “The binman” ha un buon ritmo, è veloce negli scambi, porta tutti i colpi ed è un buon incassatore. Il campione di Leicester viene chiamato anche “2-Tone” (2-Tonalità), che è un genere musicale con radici giamaicane (come Munroe) creato in Inghilterra alla fine degli anni Settanta da musicisti che hanno messo insieme diversi generi. Poiché “2-Tone” significa anche “2 Colori”, la fusione della musica bianca con quella nera, pensiamo potrebbe anche essere questo il riferimento a Munroe, il quale riassume anche lui in sé il bianco e il nero. Chiusa la divagazione, ritorniamo al match. Bisognerà vedere come il campione di Leicester si troverà di fronte allo sfidante italiano, il quale è provvisto di doti di fondo, di colpo d’occhio e di una non comune abilità nel colpire d’incontro e di rimessa. 
(Il sinistro di Maludrottu sarà una chiave per aprire la
porta di Munroe?)
Maludrottu si è preparato meticolosamente come sempre e ha avuto la possibilità, per l’occasione, di fare i guanti per due settimane con il ventiquattrenne guardia destra nicaraguense di Chinandega Eusebio Osejo detto “Cascabel” (Serpente a sonagli) per i suoi colpi guizzanti e precisi, il quale ci ha impressionato favorevolmente con il suo successo per ko su Michael “Rocky” Garcia. In definitiva, un pugile che assomiglia a Munroe, ma che ci è sembrato più veloce del campione di Leicester. “Osejo mi è stato molto utile – ci ha detto il fighter olbiese – perché è rapido e potente e mi ha costretto a impegnarmi al massimo. Sono ben preparato e determinato a conquistare il titolo. Ho letto che gli inglesi mi vedono sconfitto in partenza, ma la cosa mi lascia indifferente; i match si vincono sul ring, non a parole. Ho visto un solo combattimento di Munroe, quello contro Fabrizio Trotta, il quale gli ha dato del filo da torcere prima di infortunarsi. Tuttavia, dal momento che ogni match fa storia a sé, attendo di trovarmelo di fronte sul ring per decidere quale tattica adottare dopo aver visto come lui ha preparato il combattimento.”
Quale potrebbe essere?
“Quella che gli darà più fastidio, naturalmente. Non lo sottovaluto, non è mia abitudine farlo con alcun avversario, ma non lo temo di sicuro. Munroe è un guardia destra che possiede ritmo, non si concede pause e porta tutti i colpi. E’ un buon pugile, non per nulla è campione d’Europa, ma io sono determinato a portargli via il titolo.”
Ormai sei abituato a combattere all’estero…
“Direi di sì. E tutte le volte mi hanno dato sconfitto in partenza. Poi è finita che hanno dovuto ricredersi e ho ridimensionato pugili come Quibir e Kelly.”
Il manager Maloney sta già pensando al mondiale per Munroe…
“Padronissimo di farlo. Ma se dovessi vincere io e prendere il posto del suo pugile?
Forse questo non lo ha messo in conto. Per quanto mi riguarda, cercherò di mandare in fumo i suoi piani.”
Combattere all’estero, in ogni caso, comporta dei rischi…
“Bisogna fare di più per vincere, per convincere la giuria, ma ormai sono abituato a combattere dovunque. Credo di avere l’esperienza che mi occorre.”
E anche l’età…
“Si, è l’età giusta. Ci sono la maturità, l’esperienza, la consapevolezza. E poi, a 31 anni mi sento ancora un ragazzino con tanta voglia di fare bene. Questo è per me un impegno molto importante.”
Munroe potrà contare sul tifo dei suoi numerosissimi sostenitori…
“E’ logico che sia così, ma neppure questo è un problema; sul ring saremo soltanto io e lui. E poi, neppure io sarò completamente solo: mi ha seguito a Nottingham un gruppo di una cinquantina di tifosi, fra i quali c’è mio padre.”
Hai qualcosa da dire ai tuoi fan che sono rimasti a casa?
“Si. So che faranno il tifo per me anche a distanza e spero che possano vedere il match in TV se verrà teletrasmesso anche in Italia. Ai miei fan che mi hanno seguito a Nottingham, a quelli che sono rimasti a casa e a tutti gli appassionati di boxe italiani voglio dire che farò di tutto per non deluderli.”
Ne siamo convinti anche noi. Del resto, è quello che “Boom Boom” Maludrottu ha sempre fatto.
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