Boxe Ring Web

Simone Maludrottu: la sconfitta non l'ha scalfito

E-mail Stampa PDF




maludrottu_media_grandeMaludrottu è determinato a proseguire verso l'alto: -Munroe lo incontrerei  subito fuori dalla Gran Bretagna-
Simone Maludrottu non ha ancora smaltito del tutto la delusione per non aver conquistato il titolo europeo dei supergallo sul ring dell’Harvey Hadden Leisure Centre di Nottigham contro il ventinovenne detentore anglo-giamaicano Rendall Munroe, ribattezzato “The binman” e  “2-Tone” dai suoi numerosi sostenitori.

Non è tanto la sconfitta in sé a dare fastidio al boxeur sardo quanto il modo in cui essa è maturata. La rabbia di Maludrottu è concentrata soprattutto sull’arbitro del match, lo spagnolo Manuel Oliver Palomo, il quale ha consentito a Munroe di lasciarsi andare a scorrettezze che avrebbe dovuto reprimere, anche a costo di comminare al guardia destra di Leicester un richiamo ufficiale. “Ciò che mi dà più fastidio – sottolinea “Boom Boom” Maludrottu – è che l’arbitro era sul ring insieme a noi, ma era come se non ci fosse perché ha permesso al mio avversario di fare di tutto. Ho ricevuto tante spinte e tante testate che sono ancora gonfio e dolorante. Certe piccole scorrettezze in un match possono anche starci, ma non di questa entità e non in un combattimento importante come questo, valido come semifinale al titolo mondiale oltre che per la corona europea”.

E i giudici?

“Mi chiedo che match abbiano visto. Da due a quattro punti di vantaggio per Munroe sono un’enormità”.

Hai fatto altra esperienza…

“Certo. Un’esperienza negativa della quale non avevo bisogno. Ho lavorato tanto e ho affrontato molti sacrifici per ritrovarmi con un pugno di mosche in mano. Sconfitte immeritate di questa entità possono anche far passare la voglia di continuare a fare la boxe”.

E’ questo  il tuo caso?

“Ma ci mancherebbe! Sono più agguerrito che mai e determinato a rifarmi. Una cosa, però, l’ho imparata: visto che la mia boxe pulita e corretta non è stata premiata, vuol dire che oltre alla normale preparazione mi allenerò anche nella la lotta con i gomiti e la testa, considerato che si può essere premiati per questo.”

A parte gli scherzi, cosa hai trovato di buono in Rendall Munroe?

“La condizione atletica e il ritmo che sono notevoli, non lo si può negare. E anche l’astuzia di tenere i gomiti stretti per impedirmi di portare a segno montanti al corpo senza correre il rischio di farmi male alle mani. Per questo, tutte le volte che ho potuto, il montante l’ho portato soprattutto al volto; ne ricordo uno che a rivederlo mi è sembrato magistrale. Per il resto, Munroe è tutto colpetti senza efficacia, fatti apposta per impressionare i giudici che vogliono farsi impressionare. Non usa il jab e non porta colpi dritti. Il suo pugilato non è completo. Non mi ha lasciato combattere, mi è stato sempre addosso per farmi stancare e per togliermi gli spazi perché evidentemente temeva i miei colpi d’anticipo e di rimessa. Mi piacerebbe tanto vederlo combattere fuori dalla Gran Bretagna. Se il match si fosse svolto a Olbia anziché a casa sua, penso proprio che non sarebbe ripartito con il titolo in valigia.Lo reincontrerei subito :”.

Al di là della sconfitta, tutti hanno riconosciuto il tuo valore, compresi gli inglesi…

“Si, è vero. Tuttavia, si tratta di una magra consolazione. Ero ben preparato e sereno e mi sarebbe piaciuto rientrare in Italia con la cintura europea. Sarà per un’altra volta. Spero che mi lascino al posto che avevo in classifica, così, considerato che Munroe lascerà vacante il titolo per tentare la chance mondiale contro il giapponese Nishioka, dovrei essere nominato co-sfidante insieme con un altro inglese anche lui pupillo di Frank Maloney, Jason Booth”.

Non c’è solo Booth in corsa per l’europeo…

“No. C’è anche lo spagnolo Francisco “Kiko” Martinez, già campione continentale della categoria che è stato spodestato da Munroe e poi battuto anche nella rivincita. In ogni caso, non faccio problemi di avversario, per me vanno bene tutti”.

I tuoi programmi rimangono dunque immutati…

“Si, certo. Vedremo con il mio team in quale modo muoverci. Una cosa che desidero, tuttavia, è che la prossima volta mi diano la possibilità di combattere per il titolo in Italia, possibilmente nella mia Olbia. Adesso sono un po’ stanco di andare in giro per l’Europa in casa dei miei avversari”.

Meglio se davanti ai tuoi sostenitori…

“Certamente. Voglio sottolineare i sacrifici, anche finanziari, che hanno affrontato i miei fan più accaniti, circa una quarantina, che mi hanno seguito a Nottingham per incoraggiarmi. Non li ringrazierò mai abbastanza. Al ritorno abbiamo fatto il viaggio insieme e hanno cercato di consolarmi e di aiutarmi a sdrammatizzare”.

Che cosa ti hanno detto?

“Che sono stato grande”.

E’ la verità. Adesso cosa farai?

“Riposerò un po’ perché ho trascorso tutta l’estate in palestra e ho continuato ad allenarmi sino al match con Munroe. Sono un po’ stressato anche mentalmente. Per scaricare la tensione farò un viaggio insieme con la mia fidanzata Valeria, che mi segue sempre dovunque vada a combattere e condivide con me le gioie e le amarezze.E’ anche un modo per evitare di parlare ancora di questa sconfitta, cosa che restando a Olbia è difficile fare perché mi conosce troppa gente e con tutti si finisce in un modo o nell’altro per parlare di boxe. Al rientro riprenderò la via della palestra. Come passatempo andrò a pescare con la mia barchetta, che in questi giorni sto tenendo all’ancora”.

Come mai?

“Perché il tempo non è molto buono, soffia un vento fastidioso. Ho il desiderio di uscire a pesca, ma non mi va di combattere anche contro il mare. Posso combattere altre mille volte contro Munroe, ma contro il mare agitato no perché perderei di sicuro”.

 

                                               GIUSEPPE  GIALLARA

 




 

Google Ads


Visitatori online

 73 visitatori online

Eventi in Italia

Banner

Eventi nel Mondo

Statistiche

Tot. visite contenuti : 1892505