Proposta- shock presentata all'ultima riunione della Commissione Tecnica dell'Aiba, in Uzbekistan!
Ormai ci sta tutto!
Se ai Giochi Olimpici ormai da anni e in ogni edizione in maniera più accentuata, partecipano atleti di svariate discipline pagati quotidianamente a peso d’oro, perché mai nella massima rassegna sportiva mondiale, una sorta d’ipocrita monumento a un dilettantismo che ormai non esiste più, non dovrebbe esserci la boxe professionistica?
Ci sarebbe molto da dire in merito, a partire dall’ennesimo “schiaffo” dato ai “veri” dilettanti che in ogni parte del mondo calcano i ring, sino alla considerazione che comunque tanti atleti che vanno alle Olimpiadi in canottiera sono già profumatamente pagati, cominciando da quelli di casa nostra.
Ma è un fatto che diversi dirigenti dell’Aiba, con in testa il Presidente della Federazione Francese, il franco-padovano Humbert Furgoni, V.Presidente dell’ente mondiale dilettantistico nonché Presidente dell’Europe Confederation, in una recente riunione della Commissione Tecnica svoltasi a Tachkent, in Uzbekistan, si è reso promotore di un’iniziativa tesa a portare alle Olimpiadi i pugili professionisti.
Secondo quanto riportato direttamente dal sito della FFB, Furgoni ha dichiarato:
«La boxe professionistica non é in questo momento in buone condizioni. Ecco la ragione per cui si è pensato che sarebbe interessante aprire il pugilato olimpico al professionismo. I migliori dilettanti stanno per partecipare ad una competizione chiamata World Series of Boxing. In un primo tempo, si tratterebbe di una gara a squadre. La seconda tappa sarebbe una gara individuale e quei pugili che avranno difeso i loro Paesi, potranno allora partecipare ai Giochi Olimpici. E’ una nuova avventura. In ogni caso, la boxe ha bisogno di novità, sia a livello dilettantistico che professionistico. Dobbiamo tornare alla base e rilanciare il pugilato come una volta. Dobbiamo ricreare l'incertezza del pugilato, ritornare a match equilibrati e quando riproporremo un buon prodotto, avremo un nuovo pubblico”.
Humbert Furgoni si mostra molto fiducioso e ricorda che dal 2000, la boxe dilettantistica transalpina é tornata dalle Olimpiadi con varie medaglie, come quelle di Brahim Asloum e Jérôme Thomas.
"Sono molto fiducioso per quanto riguarda l’avvenire del dilettantismo e delle nuove competizioni che creeranno una nuova boxe professionistica", ha concluso l’alto dirigente.
Una domanda semplice-semplice, dettata da un sospetto semplice-semplice: non é che l’Aiba, attraverso le World Series e le Olimpiadi aperte al professionismo, stia per mettersi in concorrenza con gli enti mondiali professionistici, i manager e i promoter, all’inseguimento di cospicui affari?
L’attività dei dilettanti è già di per sé molto saltuaria, nonostante l’aumento vertiginoso dei praticanti, con un’unica e palese eccezione: i pugili d’élite, cioè quelli che vestono i colori delle Nazionali e che frequentemente sono più professionisti dei professionisti stessi…
Cosa accadrà alla base, se verrà a mancare anche la speranza, il sogno, la chimera di partecipare ai Giochi Olimpici?
Perché, sia chiaro, le World Series e le Olimpiadi per professionisti fanno sospettare un “giro” ancora più chiuso di quello già estremamente “chiuso” di oggi, dove pochi atleti e ben determinati enti si riempirebbero ulteriormente le tasche di gloria (…e non solo!), mentre a decine e decine di migliaia di ragazzi resterebbero le briciole di tutto e forse neppure quelle.
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