
Prima d’oggi Yurirokis “El Ciclon de Guantanamo” Gamboa (17-0) è sempre stato considerato un pugile in grado di sconfiggere molti dei pesi piuma in circolazione.
Dopo la perentoria affermazione di questa notte al Madison Square Garden di New York, quando ha sconfitto per KO al 2° round il non eccelso ma coriaceo Rogers “The Tiger” Mtagwa (26-14-2), l’estensione di tale concetto va allargata a tutti i militanti a 126 libbre.
Seppur l’ostacolo non fosse definibile come impervio, è la maniera e la padronanza con le quali il cubano ne ha disposto che fa pensare di trovarsi davvero al cospetto di un pugile destinato a fare la storia degli anni a venire.
Di fronte a un tale arsenale offensivo da fuoriclasse assoluto, si sminuiscono grandemente le già note pecche, che parlano in via principale di un eccesso di sicurezza che espone la sua mascella non certo granitica.
Il campione WBA dei piuma alla seconda difesa ha mandato un messaggio chiaro a Juan Manuel Lopez, approdato vittoriosamente questa stessa notte nella medesima categoria con un posto da detentore WBO.
Per la seconda occasione consecutiva i due si sono trovati nel medesimo cartellone e questa volta Gamboa si è tolto lo sfizio di demolire rapidamente un uomo che tanto aveva fatto penare Lopez, suo probabilissimo futuro avversario, appena tre mesi or sono.
L’oro olimpico ad Atene 2004 ha fatto capire nel giro di pochi secondi di avere numeri tali da sbarazzarsi di un arcigno contendenti in men che non si dica.
Si è trattato di un tiro a segno che ha visto il povero Mtagwa inerme bersaglio, qualsiasi cosa tentasse per ribaltare la situazione o rendere almeno possibile la sua sopravvivenza entro le sedici corde.
Invece la scintillante e straripante classe di Gamboa non gli ha mai permesso di trovare il proprio ritmo e quindi di entrare nel match.
Al tappeto in avvio e due volte alla seconda ripresa, il tanzaniano è stato tolto da una scomoda situazione dall’arbitro Steve Smoger che aveva visto abbastanza dopo 2 minuti e 35 secondi dall’inizio del 2° assalto.
Per stessa ammissione del clan di “The Tiger”, l’intenzione era quella di tener duro e scampare ai primi tre tempi, un po’ come ha fatto in ottobre al cospetto di Lopez, ma ciò non è stato possibile.
Mtagwa, presentatosi al peso a sole 122 libbre e mezzo, un paio di etti appena oltre il limite dei supergallo, è stato rintronato e disorientato dalla miriade di fendenti esplosi da Gamboa da ogni angolazione.
Quei colpi carichi di vetriolo, rapidità e precisione, avevano anche il pregio dell’imprevedibilità, che ha impedito ogni contromossa al malcapitato africano.
Anche la velocità di gambe dell’asso cubano ha reso la vita del challenger ancor più difficile.
Apparso convinto e tranquillo sin dall’inizio, “El Ciclon” è sembrasto non prendere sul serio la minaccia portata dai jab del rivale, ripagandolo con fucilate di tutt’altro spessore.
In particolare, un gancio sinistro al mento approdato dopo appena 15 secondi dal primo suono del gong che ha fatto piegare le ginocchia allo sfidante, avrebbe dovuto far capire che si sarebbe fatta presto notte per lui.
Nella prima tornata Gamboa si è espresso principalmente con colpi singoli, ma tutti dotati di quella efficacia che può far male.
A dieci secondi dall’intervallo è stato nuovamente un gancio sinistro ad andare a segno, costringendo Mtagwa sulla stuoia.
La musica non è cambiata al 2° round, con il confuso guerriero di stanza a Philadelphia costretto a subire una lezione tanto tecnica quanto fisica.
Un destro l’ha fatto accusare vistosamente e la successiva combinazione di cinque colpi l’ha messo al tappeto dopo poco più di un minuto.
Una volta tornato in posizione eretta, sono bastati una manciata di altri fendenti per atterrarlo nuovamente e convincere Smoger a chiudere il match.
Impietose le statistiche consegnate da CompuBox, che evidenziano come con soli 53 pugni a segno su un totale di 107 scagliati Gamboa sia riuscito a fare uno sfacelo su un opponent resistente quale quello odierno.
Eloquenti le dichiarazioni del vincitore: “Spero che con questa performance nessuno mi paragoni più a Juanma. Siamo pugili differenti. Ho provato di essere Yriorkis Gamboa”.
In merito ai suoi impegni futuri, non ha dato per scontato lo scontro con Lopez: “Mi piacerebbe affrontare chiunque il pubblico o la stampa ritenga il miglior peso piuma. In questo modo potrei dimostrare chi è il migliore”.
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