
Questa notte il ring della Unidad Deportiva Inalámbrica di Merida ospiterà la prima difesa della corona WBA ad interim dei superpiuma da parte di Likar Ramos (21-2), opposto al locale Jorge “Coloradito” Solis (37-2-2).
Il match, presentato ufficialmente il 13 gennaio, è stato sconfessato alcuni giorni dopo dall’ente planetario, che non aveva avuto notizia dell’organizzazione da parte dei diretti interessati e neppure annoverava il padrone di casa tra i primi quindi della categoria, considerandolo un peso piuma.
Solo a fine mese la sigla ha fatto sapere che avrebbe sanzionato l’incontro, dando tutto un altro valore alla contesa.
Il ventiquattrenne Ramos è professionista da meno di un lustro, dopo aver sostenuto un’attività di ottimo livello in canottiera, culminata con la partecipazione alle Olimpiadi di Atene 2004, dopo l’oro ai giochi Pan-Americani dell’anno precedente.
Il mancino di Barranquilla, alla prima uscita fuori dai confini della sua Colombia, è elemento da prendere con le pinze.
Le sconfitte presenti nel suo palmares sono tutte giunte a inizio carriera a torso nudo e sono frutto di una battuta d’arresto ai punti contro il ben più esperto Walter Estrada, che ha saputo mettere alla frusta nonostante un avvio che parlava di due atterramenti subiti alla prima ripresa, e una squalifica.
Si tratta di un fighter potente ed esplosivo, che ama stare ben chiuso in guardia ermetica, per poi partire improvviso con combinazioni a due mani.
Non è sicuramente uno sprovveduto a livello tecnico, come ha dimostrato all’ultima uscita di novembre, che gli è valsa l’iride al cospetto dell’alto Angel Granados, riuscendo nell’impresa di dominare con il jab un rivale in possesso di un allungo superiore.
Solis è un veterano di gran pregio che ha veleggiato a lungo nelle zone medie delle classifiche.
Fratello maggiore del già re dei minimosca Ulises, il messicano classe 1979 ha già dato l’assalto a una corona mondiale lo scorso anno, quando è rimasto imbrigliato in uno dei duelli più brutti degli ultimi tempi col re IBF dei piuma Cristobal Cruz, farcito di scorrettezze.
La sua unica altra sconfitta gli è occorsa per mano di nientemeno che Manny Pacquiao, contro il quale si è esibito in tono minore, quasi palesasse un comprensibile timore reverenziale.
In realtà anche la no decision contro Humberto Soto, frutto di uno scontro di teste, sii stava chiaramente indirizzando verso una sconfitta.
Si tratta di un buon tecnico, in possesso di movimenti aggraziate e doti d’incontrista degne di nota.
Le chiavi per una sua vittoria dovrebbero passare attraverso superiori velocità esecutiva e varietà e un peso potrebbe di certo averla anche l’esperienza.
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