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Segura travolge il combattivo Tello

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Spettacolare difesa del WBA dei Minimosca per il messicano.
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Quando fra le sedici corde c’è Giovanni “El Guerrero Azteca” Segura (23-1-1) le emozioni sono assicurate.

Lo ha confermato anche questa notte sul ring della Discoteca El Alebrije di Acapulco, quando ha sconfitto per KOT al 3° round Walter “Raton” Tello (14-4), conservando per la terza volta la cintura WBA dei minimosca.

Il ventisettenne, che per la prima volta si esibiva davanti ai tifosi della località messicana che gli ha dato i natali, ha costretto il rivale, solitamente un tecnico, ad accettare sin dai primi istanti la battaglia a viso aperto, facendo quindi valere la sua impressionante potenza.

Preso d’assalto sin dal suono del gong, il challenger panamense ha adottato la suicida tattica di rispondere colpo su colpo, pagando lo scotto di essere di fronte a uno dei più pericolosi colpitori in circolazione.

Dagli scambi ha avuto immediatamente la meglio Segura che dopo appena un minuto ha messo in seria difficoltà il rivale con un montante.

Questi è riuscito in qualche maniera a resistere al martellamento che lo stava fiaccando e ha replicato anche lui con fendenti alternati al corpo e al capo, mentre il pubblico sosteneva a gran voce l’idolo locale con cori di “Gio-van-ni”.

Il ritmo è persino incrementato alla seconda ripresa, con Tello che portava più colpi, aprendosi però così alle repliche di tutt’altra consistenza da parte del “Guerrero Azteca”.

Il gancio destro ha portato l’ospite sull’orlo del baratro in almeno un paio d’occasioni e soltanto il cuore gli ha permesso di giungere nuovamente (quasi) indenne all’intervallo.

Nuova accelerazione da parte di Segura al 3° assalto, con “Raton” un paio di volte al tappeto, sebbene l’arbitro Luis Pabon abbia ritenuto entrambe delle scivolate.

Costretto alle corde, Tello è stato raggiunto da un terrificante gancio che ha convinto il referee a interrompere l’impari contesa a un minuto e 56 secondi dall’inizio della tornata.

“Una volta che ti colpisco, non sei più lo stesso”, ha sottolineato nelle dichiarazioni dell’immediato dopo-match il trionfatore, riconoscendo però i suoi difetti, “So di dover lavorare sulla mia difesa. Ho bisogno di esperienza e sto ancora lavorando su tutto”.

Si è poi detto contento di aver mostrato le sue doti finalmente davanti al proprio pubblico: “Dovevo conquistare il sogno americano. Ora sono qui e i miei fan mi vedono come un campione del mondo. Che miglior sogno avrei potuto aspettarmi che presentare un match del genere alla mia gente?”.

Chiare le sue intenzioni future, che hanno nel mirino il più blasonato elemento della categoria: “Voglio Ivan Calderon. Sono un picchiatore e posso rendere emozionante un match con lui. Spetta a lui fare il combattimento. Io sono qui sul mio terreno”.

Nel sottoclou, è tornato al successo Urbano Antillon (27-1) dopo il fallito assalto iridato di luglio.

Il messicano ha vinto per KOT al 3° round al cospetto del competitivo Luis Antonio “Vampiro” Arceo (22-10-2), a causa di una brutta ferita occorsa allo sconfitto, che è stata valutata come effetto di un colpo.

Si è trattato di un’aspra battaglia che ha visto sempre Antillon sul piede di guerra, intenzionato a tenere l’avversario sulle corde.

Questi ha sbagliato nell’’accettare questo genere di confronto che lo vedeva in inferiorità, anziché cercare un’alternativa allo scontro puramente fisico.

Fulmineo il successo di Omar “Terremoto” Chavez (20-0-1), il più giovane figlio del leggendario Julio Cesar, che si è sbarazzato di Eugenio “Dinamita” Lopez (12-16-1) in appena 104 secondi.

Il KOT è arrivato sugli effetti di un gancio sinistro, teso a placare la confusa aggressione del rivale, che sembrava cercare il colpo della domenica per confezionare la sorpresa ai danni del ventenne figlio d’arte.




 

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