
Martirosyan vince nettamente su Green
Il 2010 sarà ricordato come l'anno delle bizzarrie.
Dopo il volo fuori dal ring con conseguente sconfitta di Kermit Cintron contro Paul Williams ecco stavolta l'infortunio al ginocchio di Yuri Foreman contro Miguel Angel Cotto, il match prima sospeso e poi ripreso fino all'inevitabile conclusione prima del limite.
Per prima cosa va detto che al di là dell'incredibile vicenda Miguel Angel Cotto (35-2, 28 K.O.) ha vinto meritatamente un incontro che stava nettamente conducendo contro il futuro rabbino bielorusso-newyorkese di nazionalità israeliana Yuri Foreman (28-1, 8 K.O.). Il portoricano potrà anche non essere più il pugile di due anni fa ma è tuttora un fior di campione e sul ring lo ha dimostrato subito. Avere un allungo nettamente inferiore può anche non contare assolutamente nulla se si hanno senso del tempo e i movimenti giusti.
(Cotto di destro su Foreman)
Così subito il suo jab, spesso doppio, ha avuto la meglio su quello di Foreman stampandosi con continuità sul naso di quest'ultimo e insanguinandoglielo ben presto. Foreman ha iniziato a muoversi subito per tutto il ring con apprezzabile movimento laterale ma Cotto a piccoli passi e senza fretta gli tagliava il ring con efficacia aggiungendo presto il gancio sinistro al jab di cui si diceva prima. Il destro di Foreman, l'unico colpo che riusciva talvolta a portare in gancio, era privo della necessaria potenza per tenere a bada il portoricano e questo lo si sospettava già prima del match. Poteva esserci una svolta all'inizio della quarta ripresa, l'unica che Foreman si è aggiudicato sul nostro cartellino, quando il newyorkese ha messo subito un bellissimo gancio destro al volto di Cotto, un gancio che avesse avuto la potenza di cui Foreman non dispone avrebbe potuto sortire ben altro effetto. Ma già dalla ripresa successiva Cotto riprendeva a prevalere portando sempre più colpi pesanti anche alla figura e iniziando anche a muoversi con estrema scioltezza sulle gambe.
Al 7° round il fattaccio quando Foreman spostandosi, forse anche stanco, perdeva l'appoggio di un ginocchio che era già protetto da una benda ortopedica a causa di un vecchio infortunio e stramazzava a terra. Non abbiamo capito perché il pugile non abbia voluto approfittare del 5 minuti che l'arbitro Arthur Mercante Jr intendeva offrirgli scegliendo invece di ricominciare in ovvio stato di inferiorità. Il commentatore dell'HBO diceva che togliere le gambe a Foreman è come togliere i pugni a Cotto che infatti dominava impietosamente. Nell'8° round volava sul ring un asciugamano interpretato da tutti, pugili compresi, come il segno della resa dell'angolo di Foreman, ma i suoi secondi negavano di averlo lanciato. A questo punto l'arbitro impiegava un po' di tempo a liberare il ring e permetteva la ripresa dell'incontro che terminava al 9° round quando lo stesso arbitro interrompeva dopo che Foreman era finito al tappeto per un sinistro al corpo.
Arthur Mercante Jr riferiva ai microfoni televisivi dopo il match di avere capito solo dopo che era stato proprio il secondo di Foreman a lanciare l'asciugamano nonostante l'avesse negato e che inoltre, secondo lui, il match stesso era ancora vivo. Certamente Foreman, con una prova di coraggio (un campione del mondo non abbandona avrebbe detto) notevole, ha guadagnato il rispetto di tutti ma il titolo di sigla WBA dei superwelter è ora di Cotto a cui il matrimonio con il coach Emmanuel Steward sembra aver giovato.
(Veemente attacco di Martirosyan)
L'armeno- statunitense Vanes Martirosyan (28-0, 17 K.O.), allenato da Freddie Roach, ha battuto nettamente ai punti il suo amico Joe Greene (22-1, 14 K.O.) con cui si frequenta pure su facebook. Un match abbastanza noioso in cui Martirosyan ha mostrato migliore gioco di gambe, superiore attività con le braccia e un destro di buona fattura mentre Green non ha fatto ricorso che a un sinistro troppo spesso fuori misura. Greene avrebbe dovuto cercare maggiormente la corta distanza e poi creare le possibilità di continui scambi di colpi, ma non lo faceva o non gli è stato reso possibile dall'avversario. Nell'ultimo round Green andava a terra negli ultimi secondi più su una spnta che altro ma veniva contato ugualmente. Due punteggi di 96-93 erano troppo generosi con lui, più giusto il 98-91 del terzo giudice. Martirosyan ha così conservato il titolo del Nord America dei superwelter ma non ha comunque destato una grande impressione limitandosi a svolgere diligentemente il compitino.
Nell'altro match importante fra i superwelter allo Yankee Stadium di New York Pawel Wolak (27-1, 17 K.O.) batteva ai punti James Moore (17-3, 10 K.O.)
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