Battaglia serrata e scorretta per il WBC dei M.Mosca, che cambia padrone
Questa notte alla Plaza De Toros Del Recinto Expositor di San Juan del Rio, in Messico, Omar “Giant Killer” Nino Romero (29-3-2) ha detronizzato il campione WBC dei minimosca Rodel “Kid Rapido” Mayol (26-5-2) con una decisione unanime con punteggi troppo larghi rispetto al reale andamento delle cose.
Il confronto era la rivincita del pari emerso in febbraio, quando, a seguito di un colpo basso, Mayol aveva colpevolmente abbassato le mani, venendo atterrato e messo KO pesantemente dal messicano, tanto da essere portato fuori dal ring in barella.
I cartellini hanno parlato di 115-112, 115-111 ed un fuori luogo 117-109.
Anche in questo secondo episodio fra i due piccoli guerrieri non sono mancate le scorrettezze, con diverse testate nelle quali ha avuto la peggio il messicano, tagliato a entrambe le arcate sopracciliari e più volte esaminato dal dottore.
Qualche ragionamento andrebbe fatto sulla condotta del filippino, che in carriera vanta ben cinque decisioni tecniche, frutto di ferite per scontri di testa involontari ed addirittura si è laureato campione planetario grazie alla violentissima testata che ha messo KO Edgar Sosa lo scorso novembre.
Lecito pensare che si tratti di una vera e propria tattica.
Se il colpo migliore dell’ospite è stato quello di testa, il più efficace da parte di Nino Romero è stato il gancio sinistro, fendente di un certo spessore, che ha però esploso con scarsa frequenza, concedendo al rivale il tempo necessario a recuperare, fare un passo indietro ritrovando la distanza a lui più congeniale per mettere a segno il suo uno-due.
Il match è stato intenso, poco lineare e piuttosto equilibrato, richiedendo frequentemente l’intervento sanzionatorio dell’arbitro Hecto Afu.
Inizialmente ha avuto la meglio la boxe più tecnica del ventottenne detentore, ma con il passare delle tornate la fisicità e la compattezza del più potente challenger si sono fatte avvertire con palese evidenza.
Negli ultimi assalti Mayol si è dedicato all’incontrismo, arte che raramente gli si è vista adoperare in passato.
Forse proprio la scarsa abitudine è all’origine di una precisione carente.
“Kid Rapido” si è procurato una penalizzazione già al 2° round per la consueta testata e già sul finire del tempo è stato nuovamente ammonito verbalmente.
Medesima infrazione nella quinta ripresa ha aperto una ferita sopra l’occhio sinistro del beniamino locale, controllata dal medico.
Una nuova interruzione pochi istanti più tardi quando Nino Romero ha colpito basso.
Un taglio sopra l’occhio destro dello sfidante messicano ha fatto capolino a metà del 7° assalto, ma ciò non ha placato il suo ardore agonistico, che, anzi, si è centuplicato, dando i suoi frutti nei tre minuti a seguire.
Dopo essere andato spesso fuori tempo, caricando eccessivamente i colpi, il picchiatore di Guadalajara ha estratto dal cilindro diversi velenosi ganci sinistri, che hanno infiammato il rumoroso pubblico e messo in seria crisi l’avversario.
Sopravvissuto al brutto momento, Mayol è stato autore di un buon 9° round, nel quale ha gestito l’altrui arrembanza con iil jab.
Violente e competitive le ultime tornate, con i due protagonisti ad alternarsi nella conduzione delle danze.
Dopo l’ultimo suono del gong, il verdetto sarebbe potuto andare ad entrambi e a conti fatti è stato giusto premiare la condotta meno scorretta del padrone di casa, sebbene indubbiamente i cartellini lo abbiano oltremodo favorito.
Questo è il secondo regno iridato per Nino Romero, già sul tetto del mondo nel 2006, quando detronizzo l’allora imbattuto Brian Viloria.
Nella rivincita, però, nonostante il risultato sul quadrato fu di pareggio, risultò positivo al doping e quindi perse la cintura.
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