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Arslan-Herelius e Menzer-Garside, domani a Stoccarda.

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Jack Culcay-Keth nel sottoclou.Arslan-Herelius.large



Il 27 settembre del 2008 ad Amburgo, Firat Arslan perdeva prima del limite, precisamente alla decima ripresa, un match già abbondantemente compromesso  contro il panamense Guillermo Jones cedendogli il titolo di sigla WBA dei cruiser o massimi leggeri che dir si voglia.
Da allora nessuno dei due è più risalito sul ring ma mentre Jones è dato virtualmente per ritirato a 38 anni, il quasi 40enne Arslan (29-4-1, 18 K.O.) risale sul ring domani sera alla Porsche Arena di Stoccarda contro il 33enne francese Steve Herelius (19-1-1, 11 K.O.). Il motivo per il quale Arslan, vicino agli "anta" , assente da quasi due anni e reduce da una dura sconfitta debba battersi per il titolo ad interim WBA dei cruiser e perché ci si debba battere anche l'abbastanza anonimo Herelius chiedetelo ai padroni di quella sigla e, in subordine, agli organizzatori tedeschi.
Come che sia il bavarese di origine turca, mancino anc'egli come Herelius, ritenta la strada del quadrato quando la maggior parte dei pugili appende i guantoni al chiodo. Gli organizzatori tedeschi, si sa, non amano nè perdere nè neppure correre il rischio di perdere, e anche in questo caso hanno preso per il loro protetto un avversario che, se dovesse batterlo, è proprio perché il loro pugile non ne ha più. Basta un occhiata al record di Herelius, e chi scrive ne ha anche commentato un match in televisione, per rendersi conto che l'ex peso massimo francese è un buon pugile a livello locale, non eccessivamente potente, che ha perduto prima del limite contro Sosnovski e pareggiato contro il carneade Benmakhouf un match che meritava di perdere.  Tocca ad Arslan, pugile di indole battagliera che ha ottenuto le migliori vittorie contro Darnell Wilson, il vecchio Virgil Hill e Grigory Drozd, dimostrare di poter essere ancora competitivo.Arslan-Menxer-Garside-Herelius
Nella stessa serata la peso piuma Ina Menzer (26-0, 10 K.O.), 29enne di nascita kazaka ma ora di passaporto tedesco, difende i suoi titoli di sigla IBF, WBC e WBO contro la 32enne canadese Jeannine Garside (9-3-1, 4 K.O.).  La Menzer è una brava pugile ma provate a chiedere alle sue due ultime sfidanti Ester Schouten e Ramona Kuehne se meriti di sedere ancora su quei troni e ne sentirete delle belle.
Di fatto la Menzer è una beniamina del pubblico tedesco e di conseguenza degli organizzatori e i giudici hanno tendenzialmente un occhio di riguardo nei suoi confronti.
E' interessante vedere come la Garside sia una che combatte in giro per il mondo e che tutte le sue sconfitte siano avvenute in casa delle sue avversarie e due di queste sconfitte siano arrivate via split decision che, ricordiamolo, significa che uno dei giudici ha comunque votato per lei. L'impressione è che o la Garside riesce a vincere prima del limite, cosa che ha dimostrato di saper fare, o dovrà accontentarsi di aver visitato una bella città come Stoccarda.
Da segnalare nel sottoclou la presenza di Jack Culcay-Keth, 24enne nato in Ecuador che per la Germania ha conquistato il titolo mondiale nei pesi welter ai Campionati del mondo dilettanti di Milano 2009 dopo essere stato medaglia d'argento agli Europei dell'anno precedente. Culcay-Keth (4-0, 3 K.O.) prosegue il suo apprendistato professionistico contro il 21enne tedesco Omar Siala (12-12-2, 3 K.O.).
E' questa la terz'ultima manifestazione organizzata dalla Universum di Klaus Peter Kohl in accordo con la televisione ZDF che quindi trasmetterà l'evento
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