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La netta vittoria ai punti di Adamek su Grant.

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Il polacco trema nell'ultima ripresa.Adamek_su_Grant



Il match fra il 33enne polacco Tomasz Adamek(42-1, 27 K.O.) e il 38enne statunitense Michael Grant (46-4, 34 K.O.) non valeva tanto per i titolini che metteva in palio quanto per capire le reali possibilità dell'ex campione del mondo dei massimi leggeri e di sigla IBF dei massimi leggeri e WBC dei mediomassimi contro un peso massimo alto una quindicina di centimetri più di lui e con un allungo notevolmente superiore. In altre parole come si troverebbe Adamek a confronto con uno dei fratelli Klitschko. Al di là della netta vittoria conseguita da Adamek su Grant (118-110, 118-111, 117-111 i cartellini ufficiali, l'ultimo corrispondente al nostro) vi sono alcune considerazioni da fare che reputiamo interessanti.
Adamek ha qualità tecniche di livello elevato, una velocità ovviamente superiore, ma fra i colossi non porta più con se la minaccia del pugno pesante che costò, per esempio, a Steve Cunningham la sconfitta nella categoria inferiore. Non fosse stato così Grant, battuto prima del limite in carriera da altri colossi come Lennox Lewis in un breve tentativo mondiale e Jameel Mc Cline, e da Dominick Guinn che colosso non è, non sarebbe arrivato alla fine delle riprese previste.  Le cattive notizie per Adamek sono che non sembra essere in grado di mantenere per tutte le 12 riprese il ritmo necessario a consentirgli a sottrarsi ai colpi avversari e la difficoltà con cui assorbe i pochi che gli piovono addosso.
E' normale, intendiamoci, non si tratta di un caso di mascella fragile, ma se nei pugni hai poco pepe gli avversari si regolano di conseguenza e se i migliori fra loro picchiano duro il problema può farsi serio.
Adamek ha dominato tutta la prima metà di questo match davanti all'incredibile folla dei suoi sostenitori emigrati nel New Jersey dalla Polonia che hanno riempito come al solito il Prudential Center di Newark per sostenerlo. Muovendosi per tutto il ring ed entrando e uscendo dal raggio d'azione avversario con rapidi colpi in combinazione, quasi tutti al volto, non lasciava spazio al grosso e letargico Grant.  Il dominio era tale che veniva spontaneo chiedersi quanto potesse durare e se Adamek avrebbe potuto continuare a quel ritmo per tutto l'arco dell'incontro. Infatti dal settimo round le cose cambiavano decisamente. Adamek riduceva la propria mobilità, Grant aumentava la sua e cominciava ad andare a segno con qualche jab sinistro e qualche destro, singoli sì, ma pesanti abbastanza da aprire un taglio al sopracciglio sinistro del polacco che veniva assistito da Danny Milano, uno dei migliori cutmen al mondo. Grant, ferito a sua volta a un labbro, non aveva fra le sue armi però la continuità d'azione e, al di là di quanto detto, non era capace di andare oltre nonostante all'angolo lo avessero avvertito delle sopravvenute difficoltà di Adamek e nonostante il ring fosse di dimensioni ovviamente regolari ma ridotte, cosa che avrebbe dovuto favorirlo. Il polacco aveva un ritorno di fiamma all'11° round, dominato come i primi, ma accettava colpevolmente lo scambio nel 12° e ultimo. Toccato da due destri e successivamente da un sinistro andava in difficoltà. Stretto alle corde da Grant in varie occasioni Adamek si salvava per la mobilità sul tronco e l'incapacità di Grant di trovare nuovamente lo spazio giusto.
A fronte di quanto visto è difficile immaginare che Adamek possa condurre lo stesso "gioco" con successo contro i due fratelli Klitschko il cui jab e la cui abilità e potenza sono ben altra cosa rispetto a quelle di Grant. Ma paradossalmente proprio per questo i fratelli Klitschko, che sicuramente avranno visto il match, potrebbero considerarlo come sfidante anche perché Adamek potrebbe vendere più che bene in tutta l'area newyorkese e loro fare altrettanto in Germania.



 

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