
I britannici, favoriti della vigilia, rispettano i pronostici ma non sempre facilmente
La cintura iridata vacante Wbo ad interim dei supermedi è andata cingere i fianchi del 23enne altissimo e imbattuto Nathan Cleverly (21-0-0; 10 ko), il quale ha sconfitto il franco-maghrebino Nadjib Mohammedi (23-2-0 ; 12 ko), ieri notte a Liverpool e il verdetto è risultato perfettamente conforme ai pronostici. Nonostante il record del britannico non presenti molti successi prima del limite, in realtà Cleverly è reduce da ben 7 vittorie per ko, a dimostrazione di un’acquisita maturazione tecnico-fisica che l’ha trasformato, in poco tempo, a diventare un temibile “puncher”, del quale ha fatto le spese anche Antonio Brancalion, finito kot al 5° round.
A dire il vero, tra lui e Mohammedi è stato proprio il francese forse a superare le attese, infatti, quando erano molti a prevedere un successo a “mani basse” del padrone di casa, in realtà così non è stato. Cleverly ha accumulato un netto vantaggio nei primi cinque round, ma senza riuscire ad incidere molto sulle resistenze del transalpino, il quale forse ha capito che il “drago” non era così terribile come preventivato… 
(Cleverly attacca Mohammedi)
Un po’ per volta, colpo dopo colpo, ha cominciato a recuperare terreno, ma all’angolo il papà di Cleverly ha duramente richiamato il figlio affinché riprendesse la concentrazione troppo scemata e prontamente, questi ripartiva all’attacco all’8° round, ridimensionando la riscossa del rivale, il quale comunque continuava a cimentarsi con estrema dignità.
Era però ancora Cleverly a farsi preferire nelle ultime battute dell’incontro, che poteva giungere al verdetto senza troppi patemi d’animo (Manfred Kuechler 115-112; Charles Chenouf 116-111; Matteo Montella 115-113 tutti per lui) e oggi, il vincitore della sfida iridata Wba tra Jurgen Brahmer e il kazako Beibut Shumenov, programmata per Gennaio, potrebbe già avere un degno sfidante.
Nel corso della lunghissima manifestazione, si é svolto il titolo d'Europa dei medi, fra il detentore britannico Matthew Macklin (nella foto d'apertura) e lo sfidante spagnolo Ruben Varon, conclusosi con un risultato che non ha convinto al 100%.
In possesso di uno stile abbastanza simile, i due protagonisti hanno lavorato molto con il lungo jab sinistro e a partire dal 2° round il beniamino di Liverpool si é fatto preferire, per la maggiore attività e precisione e per alcuni pesanti montanti al corpo. Improvvisamente però, quasi per tacito accordo, a partire dalla 4^ ripresa il match si é trasformato in un testa a testa alla cortissima distanza e per quanto i colpi di MacKlin apparissero più numerosi, erano quelli dell'iberico a dare la sensazione di essere più efficaci, tanto che il 5° round era tutto a suo favore, ma il recupero veniva vanificato da un richiamo ufficiale per aver centrato "basso" l'avversario.
Nelle riprese seguenti, il britannico non appariva più in grado di controllare la generosità di Varon se non con eneorme difficoltà; stanchissimo e con le braccia ormai lente ed inefficaci, subiva il ritorno del generoso sfidante, che sentiva il risultato clamoroso come ancora possibile.
Macklin tentava disperatamente di bloccarne le iniziative, ma con il volto segnato, gli occhi semichiusi e uno zigomo molto gonfio, giungeva all'ultimo gong stremato.
Il verdetto, atteso non senza ansia da lui, dal proprio angolo e dal pubblico, sanciva all'unanimità il suo successo: 116-111; 116-113 e 115-112.
Non si é trattato di uno scandalo, ma l'iberico non era per niente felice dell'esito e probabilmente qualche ragione l'aveva...
Per la corona WBO International dei welter, l'inglese Kel Brook (23-0-0; 16 ko) ha fatto "polpette" del ghanese Phillip Kotey (21-6-2; 15 ko), dopo averlo studiato per una manciata di secondi; alla 1^ ripresa, infatti, con un saettante diretto destro ha fatto volare al tappeto 'africano, che da tale colpo non si é più ripreso. Salvato a stento dal gong, Kotey é andato all'angolo malfermo sulle gambe e all'inizio del successivo round, quasi non ha fatto a tempo a mettersi in guardia che é stato travolto dall'attacco dell'idolo di casa, culminato in una serie di durissimi ganci a due mani al volto, ai quali non ha potuto opporre difesa, tanto da essere inevitabile la pronta interruzione dell'incontro da parte dell'arbitro.
Quasi irrisoria, poi, la facilità con cui l'oro olimpèico di Pechino, il 24enne imbattiuo James DeGale (9-0-0; 7 ko), tanto "matto" quanto talentuoso, ha sbriciolato la tenacia del tutt'altro che facile 28enne Paul Smith (29-2-0; 15 ko), ritenuto da alcuni addirittur troppo pericoloso per il giovane londinese. Invece, sin dal primo secondo del combattimento, si é capito che il titolo BBBC dei supermedi sarebbe passato di mano! DeGale ha letteralmente dominato la sfida e solo il tradizionale orgoglio dei pugili d'Oltremanica ha consentito a Smith di resistere alla furia agonistica e alla sapienza tecnica dello sfidante.
Tutto ciò, però, solo fino all'8° round, quando pesto é ferito nulla ha potuto più e l'arbitro ha ritenuto che ormai si avvicinasse ai limiti del pericolo.
La categoria dovrebbe avere, in un prossimo futuro, un protagonista sicuro in James DeGale, ma non si può non applaudire anche il coraggio del defenestrato campione, Paul Smith.
I risultati:
S.Medi:James DeGale b. Paul Smith kot 9
Welter:Kell Brook b. Philip Kotey kot 2
M.Massimi:Nathan Cleverly b. Nadjib Mohammedi ai p. 12
Medi:Matthew Macklin b. Ruben Varon ai p. 12
MMassimi:Tony Bellew b. Ovill McKenzie kot 8
Masimi:Larry Olubamiwo b. Paul Butlin TKO 8
Medi:Joe Selkirk b. Steve O'Meara ai p. 6
S.Medi:Billy Joe Saunders b. Tony Randell kot 2
Welter:Liam Smith W Matt Scriven kot 2
Medi:Joe McNally b. Bertrand Aloa ai p. 4
S.Leggeri:Ronnie Heffron SC Wayne Downing NC
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