Per i due cru
iser, tedeschi d'adozione, la prova della verità. L'incognita di Paolone contro il colosso bulgaro
(Huck e Lebedev, viso a viso)
Stasera, alla Max Schmeling Arena di Berlino, il 26enne campione mondiale Wbo dei massimi-leggeri, il serbo di Bielefeld Marco Huck (30-1-0; 23 ko), difenderà per la quinta volta la corona contro il 31enne imbattuto mancino russo Denis Labedev (21-0-0; 16 ko), il quale non sarà forse un modello di stile, ma che rappresenta probabilmente il primo sfidante serio che il pupillo di Sauerland si trova di fronte.
Alexeev, Castillo, Maccarinelli, Esparza, tanto per citare i più noti e quotati pugili affrontati da Lebedv, sono tutti finiti gambe all’aria in poche battute sotto le sue pesanti mazzate e in questa circostanza, l’organizzazione tedesca dovrà davvero accendere candele per non vivere una serata di alta tensione.
In effetti, Marco Huck va annoverato tra i pugili più protetti degli ultimi anni sul panorama internazionale e da quando il suo match con Pietro Aurino, per la cintura UE della categoria, si concluse a calci e testate al 3° round, con la squalifica dell’indefinibile campano (16 Dicembre 2006 a Kempten), tale caratteristica si è ulteriormente accentuata; pochi i nomi realmente autorevoli presenti nel suo palmarès, tante le vittorie per ko e forse, ad un certo punto (29 Dicembre 2008), l’illusione che egli fosse davvero imbattibile. Questo é stato l’unico passo falso del capolavoro manageriale di Sauerland e fu Steve Cunningham, lo statunitense che lo mise kot al 10° round, impartendogli una sonora bastonatura ad Halle, per il Mondiale Ibf, a rimettere le cose a posto.
Quella notte, Marco “Kapt’n” Huck non ebbe modo di assumere i consueti e poco simpatici atteggiamenti di “maramaldo”, che gli sono adusi contro i tanti carneadi strapazzati in carriera…
A quel punto, la situazione ripartì da capo e dopo uno straordinario slalom tra i migliori concorrenti, evitandoli praticamente tutti, si trovò campione d’Europa prima e iridato Wbo dopo, strappando la cintura all’argentino Ramirez, uno dei campioni del mondo più mediocri degli ultimi anni, non a caso mai più salito sul ring da allora…
Le sue difese portano i nomi di Ola Afolabi, Adam Richards, Brian Minto e Matt Godfrey…Basta la parola!
Denis Lebedev è di tutt’altra pasta, con una gran fame di gloria e di moneta pregiata, un’età non avanzata ma neppure tale da permettergli di perdere un’occasione d’oro e quindi, almeno sulla carta, sarà un match vero, difficile ed emozionante, in cui Huck dovrà finalmente dimostrare di essere un pugile pari alla fama che lo circonda, almeno in Germania, e non solo un grande con i piccoli e un piccolo con i grandi, anzi, il grande, visto che di rivali di indiscutibile valore ha affrontato solo Cunningham. Dovrà stare molto attento ad attaccare frontalmente e con la testa alta, come spesso fa, perché se il sinistro di Lebedev arrivasse, sarebbero guai; soprattutto, però, dovrà non farsi attaccare, dal momento che è nella difesa che evidenzia le maggiori pecche tecniche.
Insomma, a Berlino vincerà solo un pugile di buon livello, salvo inopinate sorprese e il momento della verità è arrivato per entrambi i protagonisti.
Nel sotto-clou, l’ex-giovane stella del pugilato cubano, il 26enne massimo-leggeo Yoan Pablo Hernandez (22-1-0; 11 ko), che ricordiamo nella Nazionale jr. contro gli azzurri, a Ferrara nel 2003, nel 3° Memorial Carlo Duran, sosterrà la semifinale iridata Wba contro il “complicatissimo” (geograficamente parlando…) azero-ucraino-russo Ali Ismailov (18-3-1; 13 ko), pugile 36enne di non eccelso livello. Il caraibico, fuggito dalla natia Cuba e residente da anni ad Halle, è un altro superprotetto del pugilato tedesco e ad interrompere la tradizionale sequenza di vittorie c’é voluta una “vecchia gloria” come Wayne Braitwhaite, remoto incubo di Vincenzo Cantatore (kot nel 2002), che lo stroncò brutalmente per kot al 3° round nel 2008, a Kiel. Da allora Hernandez non ha più perso, ma anche poco convinto: sarebbe arrivato il momento giusto!
In programma anche Alexander Povetkin (20-0-0; 15 ko), 31enne russo che fu per anni la “bestia nera” di Roberto Cammarelle, al quale impose 4 sconfitte in altrettanti incontri; se la vedrà con il coetaneo statunitense Nicolai Firtha (19-7-1; 8 ko), un’onesta “seconda fila” che non gli dovrebbe creare troppi grattacapi.
In realtà, l'interesse degli appassionati italiani é rivolto, nel contorno, all'ormai 40enne Paolo Vidoz (26-9-0; 15 ko), ingaggiato per testare le potenzialità del bulgaro 29enne ed imbattuto Kubrat Pulev (9-0-0; 5 ko), già discreto dilettante, in possesso di un fisico poderoso, ma con un colpo non devastante e con un ritmo assai "compassato". L'abbiamo visto a Rostock, il 30 Ottobre scorso, battere l'ormai spento americano Dominick Guinn e ci é sembrato esattamente lo stesso di un tempo, quando indossava la canottiera della Nazionale del suo Paese. Anni fa, Paolone ne avrebbe fatto probabilmente "polpette"; oggi, in veneranda età e con 5 sconfitte negli ultimi 6 incontri, le cose sono molto diverse e ce ne dispiace davvero...
Il programma
Cruiser: Marco Huck-Denis Lebedev 12
Cruiser: Yoan Pablo Hernandez-Ali Ismailov 12
Massimi: Alexander Povetkin-Nicolai Firtha 10
Massimi: Kubrat Pulev-Paolo Vidoz 8
Massimi: Francesco Pianeta-Mike Middleton 8
M.Massimi: Dustin Dirks-Alpay Kobal 8
M.Massimi: Erik Skoglund-Mile Nikolic 4
| < Prec. | Succ. > |
|---|


