Il serbo-tedesco ottiene un verdetto che a molti é apparso troppo generoso. Gli altri match della manifestazione berlinese
Niente di nuovo sotto il cielo di Berlino! E’ stata davvero una gelida nevicata, peggiore di quella che ha imbiancato sotto uno spesso e candido manto la metropoli, quella che s’è abbattuta sul 31enne mancino russo Denis Lebedev (21-1-0; 16 ko)!
Sul ring della Max Schmeling Halle della capitale tedesca, il serbo-germanico Marco « Käpt'n » Huck (31-1-0 ; 23 ko), gli ha tolto la legittima gioia di consegnargli la cintura Wbo dei massimi-leggeri, a conclusione di un combattimento che, a detta di molti, s’era aggiudicato!
Il giudice olandese Lahcen Oumghar e lo spagnolo Manuel Palomo Oliver hanno sancito la vittoria di Huck con un identico 115 a 113 , mentre il terzo, William Lerch, ha visto vincitore lo sfidante per 116 a 112).
In verità, in sede di presentazione del combattimento, avevamo sottolineato la costante rete protettiva che ha sempre agevolato la carriera del 26enne immigrato serbo sui ring tedeschi e anche in questa circostanza l’ “effetto-affetto” si é fatto probabilmente sentire…
(Huck a vuoto con il sinistro)
Il combattimento non è risultato spettacolare come ci s’attendeva, tenendo conto delle caratteristiche dei protagonisti, ma è indiscutibile che il più piccolo Lebedev si è fatto preferire, a partire dal primo gong, con un efficace sinistro e la maggiore attività dimostrata, mentre a Huck, come al solito, erano sufficienti alcuni sporadici attacchi impostati soprattutto sul destro, per fare esplodere gli spettatori. Nella seconda ripresa, “Kapt’n” si è mosso un po’ di più, ma senza conseguire tangibili risultati e così ha condotto il combattimento per quasi tutto lo svolgimento delle riprese. Lebedev ha continuato a condurre la sfida in attacco e con un certa efficacia, tanto che contrariamente al solito, il padrone di casa è parso assai prudente, combattendo di rimessa e con destri saltuari e pesanti, come insegna l’elementare manuale del pugilato di fronte ai mancini. Alla nona ripresa, quando sembrava che il challenger fosse in vantaggio, questi rimaneva ferito all’occhio sinistro per un regolare colpo del campione del mondo, ma non si demoralizzava affatto, tanto che nei tre minuti seguenti si rifaceva abbondantemente, cos' come nella 12^ e ultima ripresa, al tremine della quale veniva sancito un verdetto che dovrebbe implicare una giusta e inevitabile rivincita, quale controprova a quanto si é visto sul ring.
Naturalmente, considerando che Marco Huck neppure si sogna di varcare i confini della Germania, sotto le ali prottettive di Sauerland potrebbe affrontare il ri-match con uno stato d'animo ben più sereno di Lebedev e magari vincere la prossima volta senza discussioni. L'importante é che la prossima volta, però, ci sia!
(Ismailov ko contro Hernadez)
Un lampo, un velocissimo lampo è stata la semifinale Wba al titolo iridato dei cruiser, tra il mancino cubano 26enne Yoan Pablo Hernandez (23-1-0; 12 ko), da anni rifugiatosi ad Halle (ex-Germania dell’Est) e l’azero 36enne Ali Ismailov (18-4-1; 13 ko), al quale avevamo assegnato scarse possibilità di successo. Dopo pochi attimi dall’inzio del combattimento, infatti, il caraibico ha centrato in pieno lavversario alla punta del mento, con un terribile destro. Stramazzato pesantemente al tappeto, addirittura oltre le corde del ring e incapace di riprendersi, ha dovuto ascoltare il fatidico “10” dell’arbitro francese Toupin e vedere svanire in un attimo l’ultima grande chance della carriera,
Nel contorno, il 31enne massimo russo Alexander Povetkin (21-0-0 ; 15 ko), ormai eterno aspirante al titolo iridato, ha conservato facilmente e come nelle previsioni la propria imbattibilita, surclassando per 98-92, 100-90, 99-91, il modesto coetaneo mestierante statunitense Nicolai Firtha (19-8-1; 8 ko), notevole per i suoi 2 metri d’altezza. Va comunque sottolineato che, pur non mettendo mai nelle pur benché minima discussione il verdetto, Firtha s’è dimostrato un onesto e orgoglioso pugile, professionalmente serio e motivato nel condurre a termine i 10 round previsti. Un nuovo guaio, però, per lo sfortunatissimo russo, che ha subito la probabile frattura di una mano alla prima ripresa.
C’è stato spazio anche per i nostri colori, nella riunione berlinese, con il 40enne goriziano Paolone Vidoz (26-10-0), già europeo dei massimi, chiamato a saggiare le potenzialità del 29enne bulgaro imbattuto Kubrat Pulev (10-0-0; 5 ko) e l’ha fatto con orgoglio e dignitosamente, anche se i cartellini conclusivi recitano che egli ha perso tutti i round (80-72; 80-72; 80-71). Ormai, il simpatico ed esperto colosso friulano, con la consueta prudenza e saggezza, porta in giro per l’Europa il proprio autorevole nome non più da protagonista, ma da collaudatore di rango e negli ultimi due anni, non a caso, su 7 match ne ha persi 6, però sempre a testa alta, anche se ciò non può non destare un pizzico di malinconia in chi per anni l’ha applaudito come pugile di assoluto livello. Pulev, alto e grosso come un bisonte, non è dotato di particolare potenza, né di un ritmo soffocante e neppure di una classe eccelsa, ma è più giovane di 11 anni e ha voglia di arrivare. Paolo ha fatto quello che poteva e al trezo round ha esibito anche qualche sprazzo dei “bei tempi”, ma poi il bulgaro ha preso il largo e negli ultimi due round l’italiano ha dovuto far ricorso a tutta la propria esperienza per contenerne le iniziative.
Dopo una lunga assenza per una gravissima malattia , è tornato tra le sedici corde il calabrese di Germania Francesco Pianeta (21-0-1), salutato da un caldissimo e commovente applauso del pubblico consapevole che, dopo un anno, il ragazzo aveva comunque vinto il più terribile dei suoi match! A fargli da spalla, lo statunitense Florida Mike Middleton (13-20-1) che, dopo appena poco più di un minuto dall’inizio del match, è stato centrato da un destro che gli ha fatto piegare le gambe, a cui è seguito un montante al fegato che decretava il definito ko.
Per il giovane massimo di Cosenza una rentrée densa di speranze e significati; nessuno più di lui, a Berlino, è stato meritevole del calore degli spettatori!
| < Prec. | Succ. > |
|---|


