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La Boxe e la Società - Uno sguardo al futuro

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A cura di Marco Ciampoli



Esaminare la boxe e le cause del suo sviluppo nell'attuale contesto sociale, potrebbe essere un arma a doppio taglio, con una mole di fattori contaminati eccessiva tipica dei tempi moderni, dove non è certo difficile perdere la via. Si può, però, cercare un filo conduttore e seguirlo, trovando un punto di partenza interessante e favorevole ad entrambi. Prendendo ad esempio, un idea sempre più attuale del giornalismo contemporaneo, come la cosiddetta regola quella delle 5 S”. Essenzialmente, è un concetto che formalizza un fatto compiuto, basandosi sul pensiero che gli articoli più seguiti sono quelli che parlano di: soldi, spettacolo, sport, sesso e sangue.
Detta così è molto cruda come realtà, ma in effetti è ciò che i mezzi di informazione ci fanno vivere e “subire” quotidianamente e unilateralmente. Le notizie che ascoltiamo ogni giorno, volenti o nolenti, sono di questo tipo e l'interesse della comunità mondiale si sta orientando, con grande attenzione, sempre più verso questi cinque settori.
Ora, visto lo scarso interesse “economico” che oggi giorno ha la boxe, si può riflettere sulla sua involuzione e possibile evoluzione, partendo proprio dall'idea collettiva della società che viviamo, con un breve accenno ai trascorsi .
La boxe del passato, aveva i cinque punti su esposti tutti in regola e presenti. Era uno dei primi sport seguiti, quindi interesse massimo, i soldi e lo spettacolo non mancavano, il sangue con i picchiatori del tempo era all'ordine del giorno, e per il sesso contavano le stupende donne da copertina che accompagnavano i pugili di fama.
Al giorno d'oggi questi 5 segmenti della vita sono stati assorbiti da sport con meno storia, come ad esempio: il wrestling, il k1, il valetudo e via dicendo, che unicamente seguendo questa regola sono al vertice del gradimento mondiale, con relativo sviluppo economico.
Queste realtà, hanno gare che sembrano veri e propri spettacoli, in alcune di esse troviamo la violenza pura: combattimenti in gabbia, morsi, gomitate in volto e quant'altro. In palio ci sono grandi borse economiche, sopratutto per il primo classificato, stupende donne “rifatte” lo praticano o si mostrano affianco ai loro compagni in gara e nonostante tutto vengono definiti sport.
Il pugilato moderno di fronte a questi nuovi fenomeni perde cinque a zero, tutte le “s” che rappresentano la regola prima citata vengono meno per motivi di costume e ruolo. Come prima cosa, è uno sport “vero”, olimpico, quindi con delle regole precise e sempre più affinate affinché l'atleta sia tutelato. Alle spalle ha una storia, quindi un eleganza e un arte che non si possono gettare nelle fiamme, il sangue è sempre meno visibile, e per fortuna, in quanto di violenza se ne trova già troppa in ogni ambito della vita moderna.
Ma detto questo, si deve fare i conti con una società che va di fretta, impara quotidianamente molte cose, per scordarle il giorno seguente e fare spazio alle nuove. Una realtà di persone distratte da mode e stimoli quasi iniettati direttamente nelle sinapsi del sistema nervoso; che poco alla volta automatizzano l'essere umano a svolgere movimenti impulsivi, con voglie, interessi e necessità sempre meno reali e spesso inutili.
Facendo un breve salto nel futuro ora, per soli cinque minuti, potremmo vedere un realtà che prova stimoli solo attraverso la violenza, il sesso è già dimenticato, perché troppo alla portata di tutti e confuso, permettete il gioco di parole, tra i sessi.
La aggressività che pian piano si è fatta largo, nei videogiochi sempre più interattivi e reali, nelle notizie dei media fatte di : tragedie, complotti, extra comunitari che violentano e rapinano, mamme che assassinano i propri figli per alienazione.
Una società spinta a comprarsi un arma come fosse un auto, e tenerla carica per ogni evenienza, magari anche per il vicino che fa casino. In una realtà del genere, forse per alcuni estremizzata, ma potenzialmente possibile, uno sport puro, elegante, come la boxe si perderebbe, e quindi per poter assistere alla sua evoluzione in questi cinque minuti nel futuro potremmo vedere un pugilato differente di quello attuale. Magari tornerà il ring a cerchio, dove nessuno può nascondersi in un angolo, e la lotta cruenta si svolgerà a mani nude, o addirittura tra donne nude. I primi esempi di lotta nuda o “naked” si trovano in inghilterra, dove 2 o 4 donne nude, lottano, chi vince possiede sessualmente di fronte agli spettatori l'avversario.
E' una realtà tremenda, squallida, ma pur sempre vera e attuale, che potrebbe dare nuove aperture agli sconfinati paesaggi futuristici che stiamo solamente assaporando, anche se con un po' di fantasia, attraverso comunque un analisi reale di ciò che accade già ora.
Qualcuno diceva : “Pensare globale agire locale”
E' un frase dai mille utilizzi, ed ora come ora sarebbe utile tradurla anche nel nostro sport come esercizio per verificare, ad esempio, se in un contesto globale i protagonisti sono conosciuti o meno. Andando a chiedere ad un campione di adolescenti, ma anche trentenni o quarantenni di oggi, un nome di un campione moderno di boxe o uno di wrestling o k1, è certo che sul primo ci sarebbe un vuoto quasi totale della maggioranza degli intervistati, sul secondo o terzo in molti ne avrebbero diversi da nominare.
Allora cosa fare? Come evitare che la boxe perda la sua storia, la sua cultura, e diventi solo un fenomeno di massa, violento, basato sulla spettacolarizzazione e i maledetti soldi, senza un minimo di anima, colore e passione?
Intanto torniamo nel presente, i cinque minuti sono scaduti, e poi prima di cercare risposte, cerchiamo confronti, uniamoci, parliamo ad ogni riunione, piccola o grande che sia, scambiamo idee anche potenzialmente assurde che tradotte in fatti potrebbero essere invece vincenti (come la tecnica del brain storming insegna).
L'unione fa la forza, per citare un altra frase da molti considerata banale, ma fondamentale per la stirpe umana, e poco presente nella vita moderna di tutti noi.
Il pugilato si fa per passione come mille volte abbiamo e hanno detto, ma guadagnare di più si può, e lo meritano gli atleti che fanno sforzi immensi per viverci, però l'unico sistema è trovare, da subito, idee di interesse reale che uniscano tutte le scuole di pensiero del pugilato, per unificarle ad un unica grande “missione”: avere un futuro degno di questa disciplina.

 




 

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