di Marco Ciampoli
La frenesia della vita moderna, spesso ci accelera talmente tanto che ci porta ad avere nostalgie di falsi miti o cose in realtà inesistenti.
Alcuni ad esempio sentono la mancanza di quanto la boxe, quella vera con i campioni di un tempo, veniva trasmessa in tv.
“Oggi giorno si vede molto meno”, dicono, è sempre più difficile trovare un incontro bello, magari un mondiale dei pesi massimi.
Prima la trasmettevano di più, in effetti, ma prima quando?
Di che incontri parliamo in realtà?
Il pugilato dei campioni, era uno sport famoso in un periodo in cui le tv neanche sistevano.
Primo Carnera era alla ribalta nel 1933, Rocky Marciano nel 1952, Muhammad Alì nel 1964, in questi periodi, le gare venivano ascoltate alla radio, la tv prese piede verso gli anni '60, entrando pian piano nelle case di tutti.
Quindi il solo Alì poté usufruire di un pubblico anche televisivo, ma in piccola parte rispetto ai tempi nostri.
In effetti il più famoso pugile televisivo, forse il primo e l'ultimo è stato Mike Tyson.
Che si è trovato a cavallo tra gli ottanta e novanta, quando è ancora in voga, tra le abitudini di molti, la visione e la passione per la boxe, e in pieno boom della tv, che conquista il primo posto in casa e si sostituisce alla comunicazione a tavola e l'educazione dei più piccoli con programmi sempre più inutili e stupidi.
In questo periodo e solo in questo la nobile arte fa parte delle abitudini di programmazione televisiva, poi scompare, tornando nei canali tematici a pagamento di varie aziende sul mercato.
La percezione che in molti hanno, della scomparsa di questo sport dal palinsesto è in realtà errata, come è errato il fatto che non si ha la possibilità di vederla come prima, in realtà si può vedere più di prima, ma siamo talmente perseguitati da milioni di input che non riusciamo più a rendercene conto; distorcendo talmente tanto la realtà da avere memoria di un fatto inesistente.
E' questo è un elemento che dovrebbe far riflettere.
Dovremmo tutti darci una rallentata, prende fiato, avere un po' di respiro dalla corsa che ogni giorno facciamo per rimanere, in fin dei conti, sempre con le stesse abitudini.
Avere tempo di riflettere sui nostri gesti, sulle nostre scelte, è ciò che dovremmo pretendere, ed è ciò che i potenti non voglio darci, altrimenti un popolo pensate si accorgerebbe delle vere priorità quotidiane.
Un tempo veniva negata l'istruzione, oggi che siamo tutti laureati, ci negano la calma e la pace per utilizzare le nostre possibilità, ci negano di essere pensanti...
E' una visione forse troppo catastrofica e pessimista?
Si dice che a pensare male non si sbaglia poi molto...quindi prendiamola solo come riflessione...
Un altra riflessione sul tema può essere che in fin dei conti il pugilato non è fatto per evolversi troppo, la sua storia, la sua eleganza non potrebbero ridursi al tal punto da diventare merce di mero utilizzo televisivo.
La massa distratta e disorientata del 21esimo secolo,in preda alla sindrome della trash tv, tra reality (fintissimi) e banali show dove si vincono milioni di euro e si svolta la vita in un battere di ciglio, ha bisogno di finzione, di colpi di scena e di pettegolezzi o gossip per i più alla moda.
Ormai neanche il sangue fa più effetto, a breve serviranno televisori che daranno la scossa a 200mila volt sul divano per riattivare i neuroni del telespettatore, e la boxe in tutto questo c'entra poco.
E' meglio, o sarebbe meglio, viverla sotto un ring, con gli schizzi di sudore, vasellina e sangue che arrivano sul volto o sulla maglietta, a metri di distanza, a testimonianza della veridicità di ciò che si guarda.
Il patos, l'empatia, e le emozioni di uno sport unico e senza compromessi, possono essere vissuti solamente respirando la stessa aria dei combattenti, e calpestando la stessa terra dove è montato il ring,che separa inevitabilmente l'uomo dal pugile, unedoli comunque in una passione comune.
Ricordandosi sempre che un pugno sul ring non è una finzione, e forse proprio per questo in tv non da più effetto, abituati come siamo alla violenza (finta e vera) che ci propinano ogni attimo programmi e telegiornali.
Serve tornare ad assaporare i gusti, ad avere memoria del passato in modo corretto, ad utilizzare le tecnologie nel modo corretto e riprendersi un po' di dignità di essere umani e un po' di libertà di essere animali nati e cresciuti nella natura.
Marco Ciampoli
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