Bordo Ring

Pacquiao destra Vargas

Un giudice è' il solo a vedere il match equilibrato

 

Non fatevi ingannare da chi vi racconta che il Manny Pacquiao visto sul ring quesra notte al Thomas&Mack Center di Las Vegas è al livello di quello di 7-8 anni fa perché non è così. Il Pacquiao di allora avrebbe battuto prima del limite il bravo Jesse Vargas, però il fatto è che il fuoriclasse filippino è ancora maledettamente bravo e anche se rimane un po' talvolta sui colpi o non li vede tutti arrivare come lui ce ne sono comunque pochi e a 37 anni quasi 38 ancora meno. Poi, certo, c'è un giudice come Dave Moretti, un veterano, che prende un'imbarcata tremenda e lo dà vincente per un solo punto ma questo è un altro discorso. Pensate, se Pacquiao non avesse atterrato Vargas al 2° round per Dave Moretti lo statunitense poteva forse anche vincere. Assurdo.

Il Pacquiao di stanotte è stato certamente migliore del Pacquiao visto ultimamente, c'è da chiedersi se avesse avuto la stessa condizione fisica, e di conseguenza la convinzione, come sarebbe finita con Floyd Mayweather, ora beato pensionato a bordo ring a meno di clamorosi ripensamenti. Il filippino è uno dei pugili più bravi nel cambiare ritmo, nel tagliare il ring, ha una velocità di braccia tuttora impressionante e, assistito all'angolo da un guru come Freddie Roach, è in grado con piccoli accorgimenti tattici, di riprendere in mano il match quando qualcosa comincia a non filare per il verso giusto.

Il match è iniziato con attenzione e rispetto da parte di entrambi, Vargas protendeva il jab che poi nel resto del match ha usato poco, ha messo un bel gancio destro ma Pacquiao gli è entrato un paio di volte nella guardia col suo gancio sinistro portando a casa il primo round. Nel secondo l'episodio che poteva chiudere il match alla fine di una ripresa equilibrata quando un gancio sinistro folgorante di Pacquiao colpiva Vargas alla punta del mento e lo metteva a sedere. L'americano non era scosso ma al filippino mancava il tempo per capitalizzare maggiormente il momento favorevole. A nostro avviso Vargas aveva trrovato la strada per rimettere in equilibrio il combattimento nonostante l'arrossamento evidente al sopracciglio destro, una strada che passava per il diretto destro che secondo noi gli dava i round 4,5 e 6, soprattutto quest'ultimo dove Pacquiao veniva ripetutamente centrato da un colpo che non vedeva mentre Vargas lo trovava con sempre maggiore tempismo emergendo vincitore anche dagli scambi a viso aperto.

Ma un fuoriclasse sa cambiare qualcosa, che gli sia stato suggerito o meno conta poco, per rimettere in carreggiata il match ed era quello che Pacquiao faceva a partire dal 7° round con un evidente cambio di ritmo, l'aggiunta di un mezzo passo indietro quando Vargas si proponeva in avanti, soprattutto con un accentuato movimento laterale verso destra a neutralizzare il destro di Vargas privilegiando il proprio portato in gancio. Il mancino filippino non ha più perso un round da quel momento con Vargas tagliato al sopracciglio destro dall'8° round e  gagliardamente impegnato a non farsi sopraffare, impresa riuscita anche se secondo noi l'arbitro avrebbe dovuto contarlo anche all'11° round quando perdeva l'equilibrio da solo solamente in parte perché un destro alla tempia l'aveva preso. Pacquiao ha provato a chiudere anzitempo il match ma non ci è riuscito.

Poi il verdetto con quell'assurdo 114-113 ma anche con due 118-109 a favore di Pacquiao. Il nostro cartellino era di 117-110. L'intervistatore sul ring ha cercato di fargli nominare Mayweather come suo futuro avversario desiderato, non c'è riuscito. Molto più possibile un match con il campione del mondo dei superleggeri Terence Crawford. Nel frattempo Pacquiao ha portato via a Vargas il titolo di sigla WBO dei welter, poca roba laddove conta molto di più averlo rivisto sul ring.